Le Fiandre… e spruzzi d’Olanda! <3

Se un viaggio non è stancante quanto basta, non è un vero viaggio… Mi dico sempre!
Ma questo in particolare… particolarmente stancante, quanto bello allo stesso tempo.. emozionante… vivo e dinamico.
Una settimana, 7notti, piene fino all’orlo… ma che sicuramente non dimenticherò mai…
Gent, Brugge, Anversa, Amsterdam, Zaanse Schans, Marken e Bruxelles… Adesso ve le racconterò tutte!
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Domenica 10 Agosto…Arrivati all’aeroporto di Roma-Fiumicino per le 5:30, la nostra partenza per Bruxelles era alle ore 6:55 con la Ryanair, 183,56 €, in due, A/R.
Arriviamo a Bruxelles circa le 9. Subito facciamo i biglietti per il treno regionale direzione Gent. 15 € per il treno diretto da

gentZavantem, l’aereporto principale di Bruxelles. Sul treno passò il controllore che, in inglese, ci disse qualcosa tipo che se cambiavamo treno, facendo un cambio alla prossima stazione, avremmo avuto una visuale migliore di panorama dal finestrino. Sicuramente è stato così ma questo bel panorama ha avuto un suo costo, e non economico, inquanto nel treno di prima eravamo soli in un vagone pulitissimo, mentre il treno che abbiamo cambiato era un classico regionale (quasi!) italiano… affollato e sporco. Vabeh… insomma, arrivamo a Gent Sint – Piters.
Non eravamo certo ancora stanchi… E infatti abbiamo deciso di farcela a fette fino l’hotel. più di 40′ di camminata.. Passammo per il centro velocemente, visto che le nostre spalle già chiedevano pietà dalla brutalità dei nostri zaini pesanti. Finalmente arriviamo al nostro hotel, l’ibis centrum 3*. Posizione fantastica. Più che centro. Uscivi e c’era la cattedrale di San Bavone e la grande piazza del centro. 61,60 € per una notte, senza colazione. Camere discretamente spaziose, un po come tutte quelle di questa catena alberghiere, ma molto comoda, non rumorosa e pulitissima. Abbiamo preso la stanza, lasciato gli zaini, ci siamo dati una rinfrescata e siamo subito usciti anche perchè nel frattempo s’era fatta ora di pranzo. Siamo andati subito nella cattedrale.. stile gotico con cripta: la Cattedrale di San Bavone che al suo interno ospita il quadro dell’adorazione dell’agnello mistico.

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Continuando per la piazza e poi per le stradine strette del centro troviamo la Chiesa di St. Micheal che era chiusa. Di fronte ad essa abbiamo visto un fast food che io non conoscevo: EXKY. Danno prodotti bio, tendenzialmente vegetariani, ma sopratutto delle zuppe fantastiche. E pure a basso costo.20€ per una sorta di pizzetta al forno con pesto olive pomodoro e mozzarella, un’insalta broccoli, lenticchie e ricotta e 2 dolci. Volevamo già tornare per prendere la zuppa. Questo posto buonissimo, abbiamo poi scoperto, oltre esserci in molti posti fuori Italia,  si trova anche a Torino e Milano. Usciti da li iniziava a piovere.. ma con ombrello e k-way non ci siamo certo spaventati e abbiamo proseguito verso il castello.
DSC_0096E da li, poi lungo il fiume Elie, dove abbiamo scoperto esserci i battelli ma che non abbiamo potuto prendere causa pioggione. Erano infatti chiusi. Ci fermammo comunque a fare foto e autoscatti. Nella piazza del castello c’era un negozietto che vendeva delle caramelle ripiene all’amarena. Non amo i dolci ma comunque le ho assaggiate per provarle. La pioggia non accennava a smettere, così abbiamo visto esserci un negozio di antiquariato abbastanza grandino e siamo entrati per fare un giro.. Ma ovviamente non potevamo uscire a mani vuote. Ecco i primi acquisti: una scatola in legno con dei disegni e un datario con i giorni della settimana, mese, anno in lingua (mi pare!) belga. Usciti di li ci siamo praticamente inzuppati con tutto l’ombrello. Così ci siamo dovuti arrendere alla pioggia e tornare in hotel quanto meno per cambiarci e metterci cose asciutte e più pesanti. Ci siamo resi conto che con quel giro, abbiamo già finito di vedere tutta Gent…piccolina ma bella..particolare, con i vari canali del suo fiume. Per le 19 siamo usciti. La pioggia sembrava essere smessa. Saremmo voluti tornare da EXKY per una bella zuppa ma era chiuso. In realtà molti locali, sopratutto negozi, chiudono prestissimo. Già per le 18 puoi trovare chiuso. Ci siamo presi uno yogurt che, almeno per me,non era niente di che.Invece particolare era la salsa “tartara” delle patatine fritte prese ad un chioschetto più avanti. Le patatine fritte sono un piatto tipico belga. Con le zuppe e le cozze. Ci siamo persi poi tra le stradine che costeggiavano il fiume.
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Incerti su dove fare cena, la nostra curiosità fu catturata da un locale in centro che pubblicizzava buoni amburgher. E così ho scoperto un’altra catena presente fuori Italia: Ellis Gourmet Burgher. Valeva assolutamente la pena fermarsi. Ottimi panini con hamburgher (anche veg!!) e patatine con salsa Guacamole. 2 dolci, un iceburgher (che altro non era che una sorta di tora gelato!) e un brownie, 2 birre (Io ho voluto provare la famosa Duvel), tutto per 40€. Continuando a scattare i vari ponti, tornammo poi in hotel per gustarci 2 birre nel bar della halle: una Annunnik e una Blache de Bruxelles
Devo dire che le birre belghe non sono così fantastiche. Alcune sono molto buone, come la Duvel.. ma altre lasciano a desiderare, come altre birre che nominerò più avanti. Niente a che vedere con quelle tedesche. Sono comunque birre molto leggere, almeno per me, che si lasciano bere anche durante il pomeriggio. Alla fine, s’era fatto tardi e l’indomani ci aspettava il viaggio per Brugge. Ma prima di questo, abbiamo voluto approfittare della bella giornata a Gent per fare delle foto in centro (lo stesso giro fatto la sera prima..) tanto la città quella è, bella e piccolina..Infatti la mattina, dopo aver mangiato dei muffin portati da casa, e fatto il check out all’hotel, siamo usciti a gironzolare godendoci il sole, finalmente!! Questa volta la zuppa di Exky non ci è sfuggita. Infatti con 10€ ho preso un ottima zuppa al pomodoro e mozzarella, un cous cous pieno di tante verdure e legumi e due pezzi di pane. Per ragioni di tempo abbiamo preferito raggiungere la stazione di St. Piters con il tram 1 che dal centro, proprio fuori Exky, ci portava diretti. Un biglietto singolo 1,30€..
Gent non è sicuramente la città più bella che ho visto in questo viaggio, ma senz’altro mi ha sorpreso in positivo, perchè non me l’aspettavo. Non sono un tipo da città piccole… Preferisco sempre la confusione degli infiniti volti diversi di una metropoli, ma se ci dovessi pensare, in piccole città come Gent ci starei magari discretamente bene… L’ho percepita come città tranquilla, viva e movimentata nonostante fosse piccolina e, sicuramente, meno snob (passatemi il termine!) della bella e maestosa Brugge.

bruggeI treni regionali del Belgio funzionano abbastanza bene. Circa ogni 30, 40′ minuti ce ne stava uno che collegava le varie città, quindi gli spostamenti da una parte all’altra non stati, alla fine, così traumatici.. O forse era l’entusiasmo del vedere posti nuovi che non ci ha fatto percepire la stanchezza.
Il biglietto del treno per Brugge è di 6,50€ e arrivati alla stazione, davanti ci stanno vari tram che portano al centro.Il nostro è il numero 12 che con 1,30 ci porta praticamente davanti all’hotel,o una traversina dopo.
Già dal bus abbiamo potuto ammirare le bella Brugge e ci ha subito colpito la Grande Piazza (Grote Markt), niente a che vedere con quella di Gent, e nemmeno quella di Bruxelles.

DSC_0228Il nostro hotel, Hans Memling, è un 3* che si trova ad una traversa dalla piazza principale della città. Per 149,40€, 2nt con colazione, è ottimo. Era un hotel molto particolare in quanto la nostra stanza aveva delle stani travi in legno e il letto era diviso dal resto della camera da queste travi. Eravamo un sacco stanchi, e dopo avere fatto le procedure di check in all’hotel ci siamo concessi un pisolino. Dopo una mezz’oretta eravamo già in giro per la città senza una vera e propria meta. Birra, patatine fritte e cioccolata. Come avrei dovuto fare a resistere? Le vie del centro sono piene di queste cose. Tutte cioccolaterie buonissime. Il cioccolato in mille forme, finanche genitali, o salami.
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Di Brugge mi hanno colpito i tetti delle case. Avete presente le classiche case che ci facevano disegnare da piccoli con i tetti a punta? Ecco. Cosi sono le case sparse tra i viottoli stretti del centro. Coloratissime. In realtà come tutte le città Belghe alla fine.
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Girando tra le varie piazze della città siamo arrivati al fiume. Brugge è una città circolare e il fiume fa da cornice. Molto bella e affascinante, sopratutto di notte con i suoi ponti illuminati e le tante panche a bordo fiume dove puoi gustarti una buona birra belga. Tornammo in hotel al volo, vista anche la comodità di averlo vicino al centro, per una rinfrescata e per cambiarci per la sera. Ma che fame volevi avere con lo stomaco già pieno zeppo di “schifezze” tra patatine e cioccolate varie? Alla fine, cercammo un posto per la cena, visto che ormai era ora, rifacemmo il giro di prima.. non avevamo proprio fame! Abbiamo visto un pub che ci sembrava carino, entrammo ma, potevi solo bere perchè non facevano cucina.. nemmeno le classiche cose da pub. Usciti da li siamo tornati sulla gran piazza per accorgerci che c’era una fritteria, ma sinceramente è stata molto deludente. prendemmo una porzione di patatine e delle crocchette al formaggio. Siamo tornati poi in quel pub. Entrati, l’ambiente ci sembrava molto gay. In realtà non ci stavano bandiere raimbow all’esterno, ma.. nel vedere camerieri e clientela.. e in più quando poi uscimmo abbiamo beccato due ragazzi di un tavolo a limonare allegramente in un angolo (Lallero… qua ci stà!!)Prendemmo una Novel Black ed una Delerium Red, quest’ultima, famosa birra belga… ma aihmè, fruttata! Non lo sapevo. Stanchi e sfatti tornammo in hotel per entrare dall’ingresso secondario poichè la reception era chiusa e il tipo dell’hotel ci diede un codice con cui entrare dal retro.
Svegliati alle 8, scendemmo giù in sala per la colazione.  Niente di che, ma come ogni colazione estera ti riempi lo stomaco di formaggi, uova, pane e cornetti. E poi un bell’espresso caldo. Meno male che poi si fanno grandi camminate per smaltire, altrimenti sarebbe stato un viaggio all’ingrasso. Ma la bilancia mi ha rassicurato: non è stato così.
Lasciato l’hotel, siamo arrivati in centro per visitare la Cattedrale del San Salvatore. Bella, molto grande e in stile gotico, ma per gusto personale ho preferito la Cattedrale di San Bavone di Gent. Finimmo poi nel complesso ospedaliero della città che in realtà ospita anche il museo della città e la chiesa di Santa Maria.  Ci soffermammo un po all’ingresso del museo che ospitava 2 mostre ed una terza era al Belfort del Grote Markt. Il Belfort è una torre dove puoi salire per una vista panoramica della città, ma noi purtroppo lo trovammo chiuso. Le due mostre ospitate erano Wahrol e Picasso e quella al Belfort era Dalì. Con un biglietto unico di circa 20€ potevi vederle tutte e 3. Noi ci abbiamo rinunciato per tre motivi. Intanto li abbiamo già visti tutti e 3 in vari musei del mondo, secondo, non eravamo molto in vena di musei, e terzo, facendo i musei rinunciavi a parte della città, visto il poco tempo. Cosi lasciammo il museo per dirigerci verso la chiesa di Nostra Signora, dove vi era presente l’opera del Michelangelo. Lasciata la chiesa abbiamo poi preso la Mariastraat, che costeggiava il fiume ed alla fine ci stava la stazione da cui poter prendere il battello.
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7,60€ per un giro sul fiume con guida in inglese per trenta minuti. Il nostro giro è sicuramente durato più tempo in quanto ad un certo punto è venuto giù un gran diluvio e il guidatore, s’è fermato per almeno venti minuti sotto uno dei tanti ponti. Inutile dire che ci siamo lavati e un giapponese, nel vederci così infreddoliti ci ha prestato un ombrello che evidentemente aveva in più. Finito il giro, scampata la pioggia, corremmo in hotel per asciugarci addirittura col phon, per quanto eravamo bagnati. Sopratutto i vestiti che subito ci cambiammo.
Nel frattempo la pioggia aveva smesso e ne abbiamo approfittato per uscire per andare a visitare il Belfort e il Groening (uno dei musei principali della città con mostre di arte fiamminga!).

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Prima di esserci resi conto che era tutto chiuso (già ale17) abbiamo pranzato in un posticino fantastico che stava accanto al pub della sera prima. A pranzo proponeva una menù fisso. Con 7,50€ ti proponeva una zuppa e mezzo panino ripieno. Prendemmo una zuppa al pomodoro e una mix veg, e mezzo panino con le melanzane e uno mix veg, vari crosticini di accompagno per la zuppa, e la frutta. Il locale,a conduzione familiare, si chiamava proprio Soup, che in inglese significa “Zuppa”. Trovando chiusi entrambi i musei continuammo a passeggiare per le viuzze del centro, quando a un certo punto davanti a noi ci trovammo quello che dovrebbe essere il più famoso beer shop della città, il 2be, un locale/negozio su due piani pieno di cioccolato e birre di tutti i gusti e generi. Davvero un eden per gli amanti della birra. Birre artigianali, locali e internazionali. C’era davvero di tutto.
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Prendemmo un pacchetto di cioccolatini tipici e 4 birre. Queste ultime più che altro per i tappi che colleziono, e, sinceramente, non mi sarebbe mai capitato di trovarli altrove. Ma la scelta per tappi non ha portato buoni risultati quanto a birre, in quanto, seduti su uno dei tanti ponti e stappate,ne abbiamo bevute due accompagnate dai gustosi cioccoalatini. E, appunto come dicevo, se i tappi erano fighi, le birre proprio no! Il nostro camminare senza meta, ci ha portati davanti una cioccolateria che diceva di fare i waffles migliori  di Brugge. La cameriera stava chiudendo,ma siamo arrivati giusto in tempo per prenderne uno al cioccolato semplice ed uno al miele. Mai mangiato un waffel così buono. Fatti al momento Di fronte c’era un’altra cioccolateria che facevi i cioccolatini con tanti gusti diversi, tra cui quello alla cannabis. Ne abbiamo preso un sacchetto e uno ciascuno e abbiamo provato anche quello alla cannabis. Sinceramente, tutti molto buoni… una delizia.. ma quello alla cannabis, cioè, dovevi immaginarlo il sapore. Dopo di che siamo tornati in hotel per un salto al volo e sopratutto per scaricare la roba dalle zaino e decidere dove andare a cenare. Mi accorgo dal mio racconto che in questa città non abbiamo fatto altro che mangiare schifezze varie, sarà così dite? :D’ Usciti dall’hotel avevamo il desiderio di cenare alla piazza grande di Brugge, che con le sue luci serali e i cavalli che proponevano giri per la città, ci aveva catturato.. Ma sicuramente non per la puzza dei cavalli e dei loro bisogni nel sacco apposito. Mangiammo cibo belga, ovvero semplici cozze e patate accompagnate da una birra per poi fare l’ultimo giro della città e l’ultimo chees Fries al Quick, come se non bastasse.. Nel pomeriggio avevamo visto un localino sul fiume e volevamo provarlo ma, una volta andati fino a quel ponte, lo trovammo chiuso. Che orari strani che hanno per essere un locale che propone cocktail da dopo cena. Stanchi e sfatti, ci incamminammo verso l’hotel per bere le altre 2 birre prese al beer shop. Una peggio dell’altra proprio. Meno male che almeno ho i miei tappi.
Sfatiamo uno stereotipo subito subito: Brugge non è la Venezia dell’Europa del nord! Ho sentito dire questa cosa troppe vote da troppe persone. Vi assicuro che non c’entra nulla.. Venezia è tutt’altra cosa. Se ad ogni città con un po d’acqua, due ponti e qualche canale qua e la, dobbiamo associarla a Venezia… Lallero!! No, Brugge è a mappa circolare e i canali sono torno torno. Non c’entra proprio nulla con la Signora Venezia.
L’indomani mattina, dopo la colazione abbiamo preparato gli zaini, fatto le procedure del check out e andare alla stessa fermata dell’andata per prendere il bus 17 che ci portava in stazione. Non abbiamo pensato che, facendo il biglietto sul bus c’era una piccola multa e infatti, invece di venire 1,30, l’abbiamo pagato 2€. Ma vabeh, del resto non avremmo nemmeno saputo dove fare i biglietti. Arrivati alla stazione centrale di Brugge, abbiamo fatto il treno per Anversa. 15 €, ma il primo treno utile diretto ci è partiti davanti e per non aspettare un’ora come polli abbiamo preferito prendere un treno per Gent e da li la coincidenza per Anversa.
Anversa
Questa città vanta una delle più belle stazioni ferroviarie del mondo. Infatti quando siamo scesi dal treno abbiamo iniziato a scattare ammirando tale bellezza.
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Per prima cosa abbiamo fatto subito il biglietto per l’indomani per Den Haag, non essendo regionale abbiamo preferito metterci al sicuro i biglietti. 25€ per un IC.
Il nostro hotel si trovava a qualche minuto a piedi dalla stazione. Per un 3*, 1notte, ma senza colazione, abbiamo speso 46,58€ Buono.E’ vero che la colazione non era prevista ma è stato meglio visto che il treno per Den Haag era alle 10. Abbiamo avuto più tempo per preparare il resto delle cose e andare via. Arrivati al nostro hotel, comunque, la camera non era pronta: ce l’avrebbero consegnata per le 15 ed erano appena le 12. Cosi abbiamo lasciato gli zaini e abbiamo inizato il nostro giro per la città. Iniziammo dalla Meir, la via dei negozi e dello shopping con tanti palazzi antichi e una fontana al centro. Si fece l’ora di pranzo e siamo stati fortunati nel trovare nei pressi del nostro hotel l’ennesimo EXKY di questo viaggio. Che meraviglia di zuppa, che con pane e muffin, tutto 5€. Tornati indietro e abbiamo finalmente potuto fare check in e prendere la camera. Non avevamo tempo per riposarci molto perchè avevamo solo un pomeriggio e una sera per girare questa città. Per prima cosa visitammo il museo dei diamanti, proprio sotto il nostro hotel. La città è famosa per questo museo e infatti viene ritenuta la capitale dei diamanti. Non essendo interessato molto a questo genere di cose, per mio gusto personale, non è stato un granchè. C’era una guida che in inglese ci spiegava le varie cose. Ammetto però che per chi è appassionato di questa roba è stato un bel giro perchè hanno fatto vedere come si tagliano i diamanti, le varie zone di produzione e commercio del mondo. C’era anche un punto vendita all’interno. Ho dato un’occhiata veloce ai prezzi ma li ho subito voluti rimuovere 😉 Tornammo sulla Meir perchè prima eravamo rimasti incuriositi da una gelateria australiana pienissima di persone. Ho provato un gelato alla Pina Colada. Buono, ma non la fine del mondo, insomma. Poi di nuovo in marcia. Davanti a noi venne prima la Groenplatz, ovvero la Piazza Verde e poi dopo la Grot Markt. La grande e stupenda piazza del mercato. Come tutte le città Belghe anche Anversa ha la sua Grot Markt. E’ bellissima. Anversa, a differenza di Gent e Brugge, sembra più città. Molto più grande. La cattedrale, ahimè, era chiusa!
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Arrivammo fino al castello dell città, DSC_0674ed entrati dentro proseguimmo per tutto il lungo fiume con un sacco di gabbiani che prendevano il sole. Una situazione bellissima. Finalmente il sole. Ci siamo seduti su una panchina ad osservare la scena della gente che passeggia, mentre le navi camminano e i gabbiani volano ogni DSC_0715 DSC_0719
tanto posandosi sulle ringhiere. Ci siamo concessi una lunga sosta al sole per riprendere a camminare per andare verso la zona del museo marittimo. Sapevamo già che era chiuso ma era bella la struttura e il porto da vedere.
Infatti così è stato, il Mas, cioè il museo navale si specchiava sull’acqua.
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Abbiamo fatto un sacchissimo di foto alle navi e all’intero panorama. Proprio davanti al museo abbiamo visto che ci stava un Ellis, il locale dagli amburgher buonissimi dove eravamo stati a cena a Gent. E in quel panorama fantastico non ci siamo potuti trattanere anche perchè s’era fatta ora di cena e il locale aveva il tavolini all’aperto, nonostante il freschetto della sera. 2 panini, 2 patate, 2birre 1 guacamole tutto 35€. La cameriera lentissima, dimenticò il nostro ordine e per scusarsi inventò la scusa che non funzionava il pc.. Certo, siamo tutti fessi. Invece quando ordinammo l’altra porzione di patatine venne una cameriera troppo simpatica che tra inglese e mezzo spagnolo si sarebbe messa a fare chiacchiera con noi. ^__^
Finito di mangiare rifacemmo tutta la strada al contrario, ripassando per il Mas, poi il Castello, e poi la Grande Piazza dove siamo rimasti per un bel pò seduti ad ammirare le sue luci e colori notturni e fare ancora foto, per poi riprendere il cammino del ritorno passando questa volta nella via parallela alla Meir in modo da poter vedere anche l’università di Anversa. Eravamo sfiniti. Anversa ci ha distrutto. Non pensavamo fossi così grande, altrimenti saremmo stati 2 notti qui anzi che a Brugge, che per carità.. bellissima Brugge.. ma piccola.. avoglia a non vederla in un giorno. Mentre cosi, abbiamo visto una città abbastanza grande (sicuramente almeno di più di Gent e Brugge) in un pomeriggio e una notte. Ma cmq ce l’abbiamo fatta a vedere tutto… Non poteva mancare 😉 Stanchi, sfiniti,esausti ci siamo addormentati appena poggiato la testa sui cuscini.
L’indomani la sveglia suonava già alle 7:30. La mattina abbiamo velocemente stampato il check in dell’aereo del ritorno direttamente dalla stampante dell’hotel e abbiamo fatto il check out.Ci aspettava un’altra lunga giornata. La mattina siamo partiti per le 10, destinazione Den Haag, ovvero L’Aia, capitale dell’Olanda
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In circa 2 orette, o forse qualcosa in più, con i piedi che già chiedevano pietà arriviamo all’Aia. Arriviamo al centro passando per China Town. Ma prima ci siamo fermati in un grande negozio molto bello tutto di arredamento orientale. Davvero particolare. Avrei comprato tutto… fossi ricco e abitante di Den Haag, ovviamente 😛

Proseguendo per la via di china town siamo arrivati alla piazza principale dove c’era un chiosco che faceva del pesce locale. Crudo col pane o fritto in paste. Il pesce era buono ma l’impanatura no, fritto male e molto oleoso. C’erano un sacco di gabbiani e tra un morso e l’altro, io, mi sono sbizzarrito con le foto.
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Camminammo fino alla chiesa principale per poi prendere un ponte che, percorso all’indietro ci portava in direzione del ritorno verso la stazione, ma facendo  un’altra strada. Ci fermammo per un panino al volo in un’altra catena di fast food, Hema. Proponeva un menù di 4€ compreso di baguette, acqua e dolce. Giusto il tempo di riposare le gambe e la schiena, per poi riprendere i nostri zaini e raggiungere la stazione. Questa volta percorrendo la strada dello shopping di Den Haag che,dopo China Town, portava in stazione.La nostra stazione,sia di arrivo che di partenza era “Den Haag Hs” …ovvero la secondaria, ma tanto si trovava lo stesso nella traversa prossima alla stazione principale. Per cui andava bene.
Se le città Belghe mi hanno sorpreso in positivo,Den Haag, invece mi ha proprio deluso. Forse le mie aspettative erano alte, considerando che è la capitale.. E invece, un vero flop. Sono contento di aver preso la calamita, altrimenti non credo proprio ci sarei ritornato, e a saperlo, forse, mi sarei risparmiato questa stancante sosta, ma comunque bella, dai.

Con 12€, il treno regionale ci portava diretti ad Amsterdam.
amsterdamSebbene ad Amsterdam c’eravamo già stati nell’Aprile ’13 con mio fratello e un suo amico, la città ci sembrava sempre bella, anzi, stranamente anche di più. La scorsa volta siamo stati proprio in città, circa un 4/5 giorni se non sbaglio, e già all’epoca sapevo ci sarei tornato.. Non tanto per la città e le sue attrazioni che, (a parte la casa di Anna Frank) abbiamo fatte tutte o comunque quasi, ma per i paesini limitrofi, come quello dei mulini. E infatti, così è stato. Ovviamente il viaggio è stato diverso, come ogni viaggio è sempre diverso dall’altro. Dipende dalla compagnia e dallo spirito con cui visiti una città e se è o meno la prima volta. Siamo stati comunque poco ad Amsterdam, giusto la prima sera, e il giorno dopo per raggiungere la stazione dei bus e per andare da una parte all’altra. Se c’è una città tra queste che dovrebbe forse un po assomigliare a Venezia è Amsterdam…ma giusto se la si vuole fare combaciare con forza eh. Comunque arrivati nella bellissima stazione centrale raggiungiamo il nostro hotel.
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Il nostro hotel, 3* e per due notti, 202,50€ senza colazione (o comunque se volevi avevi la possibilità di farti un caffè o lasciare roba nel frigo dell’hotel). Beh, premesso che gli hotel ad Amsterdam non vantano certo di comodità, grandezza delle camere e molta pulizia, possiamo dire che comunque ci è andata bene. La posizione è strategica. In piazza Remebrant, a pochi passi da piazza Dam e dalla centrale. Forse l’hotel di Aprile, come posizione, era ancora meglio, ma sicuramente peggio per le camere. Chiariamo, non che questo sia idilliaco. Non avevamo lo stesso l’ascensore come nell’altro. Ma almeno in questo la camere non erano minuscole e potevi girarti. Nel bagno potevi respirare, seppur piccolino e c’era la vasca. In quello di prima, entravi in camera e avevi subito il letto, nemmeno avevi dove poggiare la roba, sul letto un’unica finestrella e nel bagno non potevi muoverti con solo il getto della doccia che dava direttamente sul pavimento del bagno. Insomma, per certi aspetti questo forse è stato meglio. CI ha comunque  dato l’idea di non troppo pulito. Per carità, non era sporco tipo insetti o sporcizia eh, però, forse per la moquette e l’arredamento molto vecchio ci ha dato questa impressione. Gli hotel ad Amsterdam sono tutti così alla fine, E se dovessi scegliere tra i due,non so dove tornerei. Se forse preferirei la posizione un po più centrale o una camera solo un po più spaziosa. Per tutto il resto, comunque senza ascensore, senza colazione. Il tipo della reception è italiano: Piero, si presenta subito. Quelle simpatie forzate, per quel che mi riguarda. Comunque, ci ha spiegato un sacco di cose sia sull’hotel che sulla città. Le varie attrazioni e come raggiungerle. Abbiamo poi scoperto che l’hotel era pienissimo di ragazzi italiani. Ineffetti è comodo avere qualcuno alla reception che parla la tua lingua, ancora meglio se è italiano proprio. L’hotel era proprio vicina ad una piazza che abbiamo scoperto in questo viaggio, Remembraint Plein. Molto bella. C’è anche la piazza del mercato, la metro vicina e il ponte dei lucchetti.                                                                                                                                                                                DSC_0950Dopo usciamo, toviamo una panchina e ci mettiamo un po seduti a riposarci sul fiume, che dato il sole ed una buona temperatura, era davvero piacevole. Continuiamo poi a gironzolare nella zone in posti che prima non avevamo visto, per arrivare fino alla stazione centrale per prendere informazioni su come raggiungere il paesini dei mulini: Zaanse Schans. Abbiamo scoperto che, oltre al tour organizzato che costava 40€, potevi raggiungere il paese col bus e ne costava 5€ solo una tratta. La tipa del box informazioni ci ha spiegato che avremmo potuto fare il giornaliero e con 13€ potevamo spostarci per Amsterdam e i paesini limitrofi illimitatamente, prendendo bus, metro e tram. E quindi, così abbiamo fatto, iniziando però a usare il biglietto dalla mattina dopo in modo da farlo valere per 24h. Nel frattempo è venuto giù un diluvio. Ci siamo ricordati, anzi, siamo proprio andati con quell’intenzione, che la scorsa volta abbiamo scoperto un ristorante Sushi a formula all you can eat spettacolare e così, gia da casa, avevamo pensato di andare a fare un salto. Arrivati li per le 20:30 la cameriera ci disse che non aveva tavoli, in effetti era tutto pieno, ma dopo un po, circa per le 21:30 siamo tornati e un tavolo si era liberato. Potevi scegliere tra due formule all you can eat la Basic, circa 20€ e la Deluxe che con 25€ ti dava qualcosa in più. Noi abbiamo preferito la Basic perchè c’erano già tutte le cose che volevamo e il dolce finale. Il servizio è un po lento ma, sinceramente, ne abbiamo approfittato per riposarci. Ancora pioveva un pò,ma non forte come prima e ne abbiamo approfittato per un giro in centro poi tornare in Hotel.La mattina dopo, raggiunta la stazione dopo una colazione veloce di muffin, il bus 391, in 40′ ci portava diretti a Zaanse Schans.
zsUn paesello bellissimo. Troviamo un sacco di mulini che potevi visitare uno dopo l’altro. la fabbrica degli zoccoli che sono famosi in Olanda e una fabbrica che fa il formaggio in mille gusti diversi:piccante,alle erbe, agli spinaci,al pesto, al bacon e tanti altri. ognuno di questi formaggi era diviso in pezzi e offerti come degustazione. Girando tutta la fabbrica abbiamo praticamente fatto pranzo, volendo esagerare. Dopo abbiamo preso due panini con quei formaggi e burro. Entrambi a 1,50€ e una forma intera di formaggio alle erbe a 10€ con cui abbiamo fatto cena e pranzo l’indomani perchè non potevamo portarlo a casa, e comunque non so se si sarebbe mantenuto. C’erano un sacco di negozietti souvenir dove ho potuto accaparrarmi la calamita del posto e in uno dei mulini un video in inglese che spiegava il funzionamento. Il tutto, circondato da un fiumiciattolo.
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Insomma, alla fine siamo stati li una buona mezza giornata perchè di cose da fare e da vedere ce n’erano tante in quanto ci stava un percorso che, costeggiando il fiume portava ai vari mulini che dopo un po, si sono messi in funzione.
Finito il giretto abbiamo ripreso il 391, ma arrivati ad una stazione di bus abbiamo voluto cambiare per prendere il 394 che, comunque ci portava diretti alla stazione di Amsterdam, ma facendo un giro diverso.Arrivati, abbiamo preso il tram 1 per Dam e poi da li abbiamo scoperto un locale che faceva un sacco di cose particolari. Abbiamo preso un sandwich ai formaggi e un panino veg. Molto buoni. Andati via, siamo passati da un market per prendere 2 baguette da riempire con la forma di formaggio comprata prima. Siamo passati in hotel per una piccola pausa, posare il cibo e fare una baguette per la sera. S’erano fatte già circa le 18, 18:30 tornammo alla centrale questa volta passeggiando per prendere il 315 che ci avrebbe portato Marken, cambiando poi con il 311. In realtà abbiamo sbagliato fermata e ci siamo trovati in un paesino di cui non ricordo il nome ma che faceva comunque parte del complesso chiamato “Whater Land” … una vera e propria isola sull’acqua dove si trova anche Marken. Scesi dal bus, prima di prendere la coincidenza del 311 abbiamo voluto fare un giro addentrandoci nel paesino. Abbiamo scoperto che alla piazza ci stava un tipica festa di paese. giostre e tutti vestiti in modo stano che ballavano e bevevano. Ci stavano delle bancarelle con dolci tipici e ne abbiamo provato uno. Ci siamo fermati poco, per poi ritornare alla fermata che ci avrebbe portato a Marken, proprio su Whater Land.
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  Avete presenti i paesini delle fiabe? Questo è Marken. Un paesello tranquillo che sembra essere fuori dai confini del mondo, come a parte. Se vuoi rilassarti e non fare nulla, tipo isola deserta, vai a Marken. E’ carinissimo. pieno di casette, canali, ed essendo un paese di pescatori pieni di barche e barche a vela. Dopo aver fatto un giro, anche nel negozietto souvenir per la calamita,abbiamo scoperto che con 5€ ci stava anche il battello che faceva il giro sull’acqua ma ormai non era più orario. Arrivata l’ora di cena ci siamo scelti un posto dove mangiarci i nostri panini. Purtroppo poco dopo siamo dovuti tornare alla fermata in quanto l’autobus per la centrale di Amsterdam partiva tra poco ed era l’ultimo, o forse il penultimo e avevamo già perso quello prima.
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Il 311 ci portava direttamente alla stazione. e da li abbiamo preso la Metro per “Neumarkt”, la nostra fermata. La metro di Amsterdam è pulitissima e spaziosissima. Ho notato che nei bus che vanno alla stazione ci sta il display che otre a segnalarti la fermata del bus, ti dice anche i prossimi treni in partenza per le varie destinazioni europee. In più su tutti i tram e bus ci sta una specie di box dove si trova ogni controllore evidentemente per controllare che tutti salgano con il biglietto anche da dietro. Amsterdam è una città molto libera, prostituzione, droghe leggere, sesso nei parchi a certi orari, gay friendly, ecc, ecc… ma le poche regole che ci sono vogliono che le rispetti. E onestamente, credo che sia giustissimo. Come per esempio, se fumi nella camera dell’hotel (in hotel non fumatori), qualsiasi cosa, dalla sigaretta alla canna, scatta l’allarme direttamente con i vigili del fuoco, che vengono a prenderti per portarti dritto alla polizia con multa di 200€ (mi pare disse 200 il tipo italiano della nostra reception!). E i risultati di una buona disciplina si vedono anche solo dall’ordine, pulizia su strade e mezzi pubblici.
L’indomani mattina, sveglia presto,colazione al volo e via alla Metro che ci avrebbe portati alla fermata di “Amstel Station”. Da questa stazione partono i bus della EuroLines, che con 26 € ci avrebbe portato a Bruxelles. Eravamo li per le 9:30 e il bus partiva alle 10. Eravamo più che gasati nel farci un viaggio in pullman per le campagne olandesi e belghe con gli auricolari alle orecchie per vedere bellissimi panorami. La mia adrenalina era a mille, cosi tanto che avrei cantato urlando le canzoni che ci hanno accompagnato tra i vari treni di questi viaggio e, per quel che mi riguarda, sopratutto You Shook Me All Night Long – Ac/Dc.
Prendemmo infatti i primissimi posti, essendo che da Amsterdam era praticamente vuoto. Il pullman fa un ora di ritardo. L’autista è simpaticissimo, come tutta la gente di quelle zone. Ricordo ancora la tipa della stazione che quando abbiamo chiesto se ci stava un bus che poi da Marken riportava la sera ad Amsterdam, rispose: “Be Positive!!” (Sii positivo) …Sorridendoci!! Arrivammo a Bruxelles per le 15:00. Il pullman si fermò a Den Haag, a Rotterdam, a Berna, e qui fece una pausa pranzo di circa mezz’oretta ad un autogrill, poi ad Anversa ed infine arrivammo a Bruxelles, alla Stazione Nord.
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Abbiamo preferito fare anche qui il giornaliero. solo 7€ potevi prendere illimitatamente bus, tram e metro e sopratutto, era compreso il biglietto che ci avrebbe portato in aeroporto e, solo questo sarebbe costato 4€. Potevamo muoverci liberamente e cosi abbiamo preso la Metro, direzione “Annesens”, una fermata prima del centro dove si trovava il nostro Hotel. 3* con colazione. 44,50€ per una notte. L’hotel è vecchio. una struttura vecchia che dà l’idea di essere sporco. La colazione decente, ma niente di che. Molto meglio l’hotel preso la scorsa volta che siamo stati a Bruxelles, nell’Aprile ’14. Forse è gestito da arabi, a giudicare dal tipo alla reception. Comunque, per una notte a quel prezzo, s’è fatto. In pochi passi eri alla Borsa di Bruxelles.
DSC_0076Posate in camera le nostre cose, uscimmo per raggiungere il centro. Avevamo deciso di fare sosta di una notte a Bruxelles per un evento che si ripete ogni due anni sulla grande piazza, l’ infiorata. La piazza è ricoperta da un tappeto di fiori colorati che compongono vari disegni. Veramente fantastica. Raggiungiamo la piazza e scopriamo esserci  una marea gente… non pensavamo mai e poi mai cosi tanta.. il tappeto era transennato e per raggiungere le transenne e fare qualche foto abbiamo dovuto proprio sgomitare.
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Dopo tante foto,abbiamo fatto un giro in centro per raggiungere una buonissima cioccolateria che la volta scorsa non ho potuto provare causa problemi di stomaco. Ne valeva la pena, anche solo tornare a Bruxelles per quel posto. Ci siamo messi su una panchina del centro a gustarci i cioccolatini e la birra e patatine prese alla Lidl prima di andare alla Grande Piazza. Lidl, dove abbiamo preso anche una pasta per la sera. I Market di fuori Italia non sono come i nostri. vendono roba già pronta per cibo fast molto buona, come la mia pasta al pesto. Abbiamo poi preso la Metro per andare un po a cavolo. Abbiamo visto la fermata del parco di Elizabeth, ma una volta raggiunta quella stazione abbiamo scoperto che già c’eravamo stati per visitare la quinta chiesa più bella d’europa. Volevamo poi andare al Giardino Botanico, ma visto che nel frattempo s’erano fatte le 19 abbiamo evitato di andare fino li e trovarlo sicuramente chiuso. Tornammo il hotel per riposino e cena, stanchi e sfatti.
Bruxelles ha risentito della nostra stanchezza accumulata, ma poco male visto che già c’eravamo stati. Usciti dopo cena, abbiamo raggiunto il centro per la Gran Piazza illuminata. Passando abbiamo beccato un locale che dava birre a 1€ e noi volevamo provare la Julipiter. Entrati c’era un casino al bancone mai visto, e il barman, in inglese penso che mi dica qualcosa tipo di salire su per le scale ma visto la musica assordante, il gran caldo e la confusione,non mi sono messo a capire cosa volesse. Siamo usciti e abbiamo preso sta Julipiter da un bangadleshiano. La piazza illuminata è un sacco bella. Ma lo spettacolino di luci e suoni alternato ogni 30′ al quanto deludente. Saremmo voluti salire sulla torre che era aperta per l’evento ma, vista la fila ci abbiamo rinunciato.
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Abbiamo proseguito fino al Manneken Pis, un angioetto che fa la pipì. E’ una stutua simbolo della città che questa volta non ho fotografato causa macchina fotografica scarica. Proseguendo, scoprimmo la Gay street di Bruxelles, piena di gente e di bandiere Raimbow e Bear. La gay street è segnata da un fumetto sul muro.
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In realtà i muri delle strade di Bruxelles del centro sono pieni di questi disegni di fumetti perchè la città è famosa per i fumetti con il suo museo, cioccolato e birra.
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L’indomani mattina, abbiamo fatto colazione.. e io continuo a chiedermi per cosa questo hotel fosse ritenuto 3*, vabeh, abbiamo fatto gli zaini, sempre più pesanti, un po per la roba presa e un po per la stanchezza e lasciamo l’hotel per un ultimo giro in centro e un ultimo pranzo da EXKY: zuppa, ovviamente!!!
Raggiunto l’aeroporto, prima con la metro da Shuman e po da li col 21, abbiamo fatto i controlli e fatto uno spuntino di patatine e varie salse particolari (buonissima sopratutto quella al curry!).un’insalata, un panino veg e nel frattempo abbiamo aspettato il nostro aereo Raynair, che si è presentato con un’ora di ritardo.

Finiva così quello che è stato uno dei miei viaggi più belli, emozionanti, dinamico, ma anche tanto stancante. Abbiamo visto un sacco di posti bellissimi, e ancora ora non smetto di guardare ogni singola foto.

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Ginevra [31/7.03/8-2014]

ginevraEcco Ginevra!! In una Svizzera “francese”. In quanto la lingua parlata in questa parte di Svizzera è proprio il francese. La moneta è il Franco Svizzero. (1 € = 1,2172 CHF)

Partiti giovedì 31 Luglio, 16:10 con una compagnia di bandiera svizzera, la Swiss Airlines, e in circa 2h30 eravamo già a Ginevra. Sapevamo, tramite informazioni prese online, che i mezzi sono gratis (che gran fortuna!!!!). In effetti così è stato. Sarebbe stato gratis finanche il trenino che dall’aeroporto porta alla stazione centrale, per i viaggi fatti entro i primi 80 minuti dopo l’arrivo. Ma quello che non sapevamo, e che ci ha fregati, è che questo biglietto gratis “UNIRESO” va preso alle macchinette appena fuori degli arrivi, e non quindi alle macchinette che erogano i normali biglietti dei mezzi. Infatti, non sapendo che fare siamo entrati nel gabbiotto dell’uffico informazioni dell’aeroporto e il tipo ci spiegò che oramai era tardi per quel biglietto. Quindi, i primi 4,30 CHF volati via.E vabeh!! Ci dirigemmo al binario 3. Il treno, come tutti i treni esteri e soprattutto quelli tedeschi e svizzeri arrivò puntuale, e in esatti 6′, arrivammo alla stazione centrale Cornavin, che era la prima fermata. Il nostro hotel, Hotel Astoria 3*, si trovava qualche traversa dopo la stazione, centralissimo: Place de Cornovain, 6. Abbiamo pagato in 2, per 3notti 279€ con colazione inclusa. E per essere Ginevra, il prezzo era abbastanza discreto, anche perchè, scoprimmo durante il viaggio, che in quei giorni ci stavano due feste popolari sia della Svizzera che proprio di Ginevra.. quindi i prezzi di ogni hotel erano comunque più alti del solito. Ci accolse un tipo della reception abbastanza gentile e cordiale che parlava un ottimo italiano così tanto che gli abbiamo chiesto se fosse madrelingua. Ci fornì password per il wifi e la card dei trasporti UNIRESO. Come dicevo prima, a Ginevra i turisti non pagano i mezzi. L’hotel ti fornisce una card e con questa puoi muoverti nelle zone del centro sia con treni, bus, tram e anche il battello del lago che funziona proprio come mezzo di trasporto. Stanza 103,primo piano.. Pensavamo fosse rumorosa visto che l’hotel affaccia proprio sulla stazione e quindi sul via vai di gente, bus e vari tram, e invece l’affaccio della camera dava su un cortile interno. La stanza era decente. Non molto grande, letto a muro, e bagno interno con camera. Le pulizie ogni mattina. Insomma,non possiamo proprio lamentarci dal momento che siamo stati in hotel sicuramente peggiori sopratutto come grandezza della camera. L’hotel è attaccato, nonchè comunicante, con un British Pub, il Britannia Pub, e la cosa simpatica è stata il fare colazione proprio al pub. Tra una cosa e l’altra, nel frattempo s’erano fatte circa le 19. Così,entrati in camera lasciammo gli zaini, una sciacquata veloce e poi via in giro. Ma prima mangiammo un insalata di riso che abbiamo preparato da casa e che ci accompagnò dentro lo zaino per tutto il viaggio (cosa non si fà per risparmiare! 😉 ). Per fortuna s’era mantenuta nei contenitori appositi. Era proprio buona!!! Come ogni primo giorno di un viaggio usciamo senza mete precise, semplicemente per il centro. Infatti così è stato. Ci siamo quindi ritrovati nel bellissimo lungolago di Ginevra che, per via della festa, ovvero la Fètes de Gèneve, era pieno di bancarelle, vari stand, giostre sul lago, ristoranti e pub, discoteche, il concerto di una cover band degli AC/DC, un sacco di persone di ogni età. Insomma eravamo nel vivo della festa che sarebbe finita poi il 10 di Agosto. Ginevra già mi aveva colpito. Veramente dinamica e movimentata. Mi ha sorpreso. Non lo immaginavo di certo. Camminando, ci siamo soffermati a guardare il Jet d’Eau, un grande getto d’acqua dal centro del lago. Per poi raggiungere i Giardini di Russeau, una sorta di piazzuola sul lago che porta il nome di Russeau.

DSC_0024 La città è carissima. Sopratutto il cibo: Kebab di 8€, spicchi di pizza dai 7 in sù. Giri di giostre da 10 €, quella più economica. Ho provato i Churros, che sono dei bastoncini fritti. Una ricetta spagnola. Camminando, ammirando e scattando, avevamo fatto notte e la stanchezza del viaggio iniziava a farsi sentire. Tornammo in hotel a dormire nell’attesa dell’indomani per iniziare ad esplorare la bella e maestosa Ginevra.

Sveglia alle 8:00, doccia al volo e giù a fare colazione al British Pub, con i vari passerotti che da fuori entravano nel locale. Colazione internazionale. Discreta. Ne abbiamo avute di meglio, è vero… ma sicuramente di peggio! C’era un buffet di dolci ed uno ci cibi salati. Noi abbiamo fatto più giri per provare un po tutto: finanche cornetti con uovo saltato. Insomma, sicuramente un abbondante  colazione che avrebbe retto i nostri stomaci fino all’ora di pranzo, anzi… personalmente anche fino a dopo. Il clima era dei migliori. Cielo sereno e temperature nella media. Ottimo per il turismo. Decidiamo di non fare la Ginevra Card, avendo mezzi gratuiti, e in più quasi tutti i musei erano gratis, tranne le mostre temporanee. A me sarebbe tanto piaciuto arrivare fino al castello di Chillion, che da internet mi aveva colpito parecchio. Andammo quindi al box info dei traghetti ma, avuta la timetable, ci accorgemmo che era impossibile: saremmo dovuti arrivare a Lousanna, per poi prendere un altro traghetto o treno che portava a Montreaux e da li poi arrivare a Chillion. Insomma, sopratutto gli orari non erano comodi, così abbiamo deciso di rimandare questa visita promettendoci al più presto un tour nella bellissima svizzera con visita anche alla capitale Berna e l’affascinante Basilea. (Zurigo, già vista… quanto merita!!! 😉 ) Grazia alla card UNIRESO abbiamo preso il battelli e abbiamo un po girato il lago per poi fermarci al Barton Parc. Curatissimo e pulito, Era una bellezza camminare per quei sentieri. Dopo varie sosta scatti, arrivammo al World Trade Organization. DSC_0326Alla fine di quel parco ci stava il Giardino Botanico. Onestamente ci ha deluso. Niente di più di una grande villa con qualche esemplare di piante. Volevamo pranzare al ristorante proprio del giardino botanico, ma.. visti i prezzi (un’insalata 18 euro!) abbiamo girati i tacchi, arrivati fino alla fermata del bus e tornati in centro. Alla stazione ci stava un fast food e i sandwich erano comunque buoni, 7euro… ma, non potevamo certo morire di fame. Eravamo stanchi. Avevamo bisogno di una mini sosta in Hotel e di cambiarci per metterci in costume. Sistemato la zaino con il telo da mare (in questo caso da lago 😀 ) siamo usciti dopo un’oretta. Ci siamo accorti che tutti i negozi erano chiusi per la festa, finanche i supermercati. Così, con i nostri costumi in dosso, ci dirigiamo verso la zona dei musei. E per strada, primo veniva quello di arte e storia naturale. Entrata Gratis e quindi giretto veloce tra animali imbalsamati e vari minerali. Usciti da li, ci accorgiamo da lontano di una sorta di moschea. Siamo entrati ed in realtà abbiamo scoperto che non era una moschea ma una sorta di chiesa che, ci sembrava ebraica, ma poi abbiamo scoperto essere russa. Dopo qualche traversa ci siamo trovati di fronte alla maestosità del museo di arte e storia nazionale, dove era a pagamento solo la mostra temporanea. Il museo è immenso. Diviso in zone. Iniziammo da quella dei dipinti e, sinceramente, lascia proprio a desiderare, sicuramente dopo aver visto Britisch Museum, International Gallery e Museo d’Orsay. Abbiamo però scoperto pittori come Pierrere e Holder. Interessanti, invece, erano le altre zone di arredamenti antichi, armi e maschere. In quella stessa zona, trovammo il museo della Riforma, ormai chiuso visto l’orario  e la Cattedrale di San Pietro di Ginevra, in cui dentro si stava celebrando una funzione religiosa. Qualcosa di semplice, niente di che (forse chissà cosa ci aspettavamo essendo a Ginevra!). E adesso, finalmente, lago! Arrivammo col battello alla Bain de Pasquis, una spiaggia privata proprio in centro. 2CHF l’entrata per avere un servizio di toilette, docce e cabine. Insomma, ottimo. DSC_0045Trovato un piccolo spazietto in una spiaggia fatta di sassi e messe le asciugamani, via in acqua. Gelida!!! Piena di papere e paperottoli. Ma bella.. assai! Così tanto che riuscivi anche a superare il freddo. Che poi in realtà ti abituavi. Avevamo i piedi gonfi dal lungo camminare e quell’acqua ci fece un sacco bene alla circolazione. Usciti ci sentivamo come rigenerati. Ci siamo messi un po sui teli ad osservare la calma piatta di quel lago, le chiacchiere e le risate della gente, i vari rumorini dei baci delle coppiette.. E in compagnia dei vari passerotti abbiamo aperto un pacco di taralli.  Fatta poi la strada del lungo lago, acceso ormai di luci e colori per la sera, tornammo in Hotel per cambiarci e vestirci per la sera. Affamati, Volevamo mangiare qualcosa di svizzero, pur sapendo che avremmo speso una certa cifra. Infatti così è stato. Trovammo però un ottimo locale: Au Petit Chalet, a cui abbiamo lasciato in due 85CFH (40euro di cena, insomma!). Però ne è valsa davvero la pena. Abbiamo provato una birra svizzera, la Fonduta Svizzera, e il Rosti, piatti tipici del posto. Usciti di li avevamo una pancia enorme e un portafogli piccolissimo (e volevamo tanto fosse il contrario!). IMG_20140803_162724 Dopo cena, abbiamo voluto fare la ruota panoramica. 6CHF, ma visto il giro e la durata, ne valeva la pena. DSC_0104Terzo e penultimo giorno: colazione in hotel ma questa volta fuori. Che buoni quei formaggi svizzeri in scatolette da take away. Infatti ce ne siamo presi un po e adesso, sono nel mio frigo. Ottimi. Usciti dall’hotel la prima tappa fu il Palazzo delle Nazioni Unite, col tram 15. DSC_0436 Al ritorno ci fermammo alla Lidl per fare scorta cibo per pranzo e cena, cosi che abbiamo speso forse meno di 1/4 rispetto alla cena di prima. (nemmeno 25€ in2) E abbiamo pure mangiato bene.Nei supermercati di fuori trovi sempre qualcosa per arrangiare. Anche pasta o roba pronta take away. Da li riprendiamo il 15, direzione opposta per andare a visitare il Patek Philippe Museum, che altro non è il museo degli orologi. la Patek Philippe & Co. è un’azienda svizzera produttrice di orologi di lusso, tra le più antiche e prestigiose del mondo. 10CHF ma tutti meritati. Museo da non perdere,distribuito su tre piani dove, a mio parere il più interessante è il II.Un sacco di orologi di varie forme, materiali ed ingranaggi. Dopo di ciò,prendiamo il tram 18, direzione C.E.R.N. il centro studi di fisica nucleare di Ginevra, ma prima sosta pranzo Lidl. DSC_0449Una scarrozzata di pioggia all’uscita ma per fortuna la fermata del 18 direzione Hotel era vicino. Mi piace un sacco ascoltare la musica con gli auricolari mentre sono nei mezzi pubblici esterni delle varie città. Non so ancora perchè ma mi piace davvero tanto. Guardare fuori dal finestrino o, a volte le facce della gente del posto. Il Cern si trovava nel comune poco distante da Ginevra, esattamente a Meryn. Doccia veloce e piccola sosta in Hotel. Volevamo poi dedicare qualche oretta ai vari negozietti del luogo ma abbiamo scoperto che lì chiudono alle 18:30. Abbiamo fatto giusto in tempo per passare al negozio dei souvenir per prendere la calamita della città da aggiungere alla mia collezione. Così riprendiamo a mezzi, l’autobus 9 e poi l’1. direzione Giardini dei Bastiones per andare a vedere una grande scacchiera del posto con le pedine fatte a dimensione uomo, anzi.. diciamo direzione bambino,meglio. Puoi comunque giocare con quelle pedine, come facevano qualche gruppo di signori. DSC_0484Bus 18, direzione centro. Decidemmo di fare la girandola in altro. Una giostra che, ho scoperto in questa occasione, a Roma si chiama “il calcio in culo”. Vabeh. 9CHF ma ne è assultamente valsa la pena. Una visuale fantastica sul lago e su tutta la città.DSC_0536 Quella sera, grazie alla festa c’erano i fuochi d’artificio. Cosi trovavamo una sorta di gradino alto dove mangiare dei panini per aspettare i fuochi. Ad un certo punto però inizia a piovere. Sempre di più e sempre di più. Non eravamo attrezzati e il diluvio diventava più forte. Abbiamo poi dovuto lasciare quel posto e cercarci un riparo. Che rosicata, dopo che avevamo tenuto quel posto sul lago per 1h30 per la visuale dei fuochi. Dopo un po la pioggia inizia a diminuire ma non di molto. Usciamo dal nostro riparo per raggiungere il lungo lago. E alla fine abbiamo comunque trovato un’ottima postazione. DSC_0644 e, nonostante la pioggia battente, quei fuochi sono stati uno spettacolo. Un tripudio mai visto di luci e colori. E sono durati tantissimo. I più belli in assoluto della nostra vita. Tornammo in hotel sotto la pioggia, stanchi ma felici. Il giorno dopo, colazione e zaino. Siamo andati in stazione per poi raggiungere l’aeroporto. Per le 15 circa eravamo già tornati a Roma.

Un weekend fuori porta… [26/7 – 27/7 2014]

Sabato 26 Luglio verso metà mattina,il tempo qui a Roma era grigio e cupo, come lo è stato la maggior parte di questa estate. Così abbiamo deciso di prendere la macchina e andare finalmente a Bomarzo, al giardino dei mostri, posto in cui dicevamo sempre di volere andare ma poi tra esami e varie cose non ci riuscivamo mai.
Il biglietto lì costa 10 euro e, arrivati per l’ora di pranzo abbiamo notato che prima di entrare al parco, subito dopo il parcheggio c’è una mensa. Dopo essere andati al bagno ci siamo tuffati sul cibo. Buono ed economico.
Il parco è veramente bello. molto grande. Tante statue diverse. Il tempo era umido seppur nuvoloso. Non si respirava proprio ma tra una foto e l’altra passo quasi il pomeriggio.

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Tra le varie sculture ciò che ci colpì è una specie di casetta pendente.. un po come la torre di Pisa e, entrandoci dentro puoi avvertire la differenza di gravità come se non ti reggessi in piedi.

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Finito il nostro tour, con tanto di mappa in mano, ci siamo distesi a terra con dei teli per concederci qualche minuto di relax.. anche se, con quel caldo!!!

Di nuovo in macchina: direzione Viterbo. Poco distante da li.
Parcheggiammo fuori le mura e girammo il centro storico a piedi. Ma tutto dopo un bel caffè e pausa bagno. Qualche visita ai negozietti dove ho comprato due tazzine dei nostri colori e un sotto tazza da caffè. A Viterbo alta si stava celebrando un matrimonio. C’era la sposa e in un angolo si stavano preparando per un opera lirica per la sera.
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Lasciata Viterbo, per la strada verso il ritorno volevamo visitare Tarquinia. Sopratutto per le Necropoli. Quindi, navigatore e.. Tarquinia.!
Arrivati li.. sorpresa!!! Festa di paese: musica, giostre, bancarelle.
Un po di difficoltà, ovviamente, nel trovare posto ma alla fine ce l’abbiamo fatta.
Abbiamo cenato in una pizzeria sul lungo mare che faceva la pizza self service. Ottima pizzeria. davvero. Ancora a distanza di settimane la ricordo. E poi ci siamo perso tutta la sera tra le varie bancarelle e i vari prodotti fino a provare una bancarella di birre artigianali: buone!!
Arrivata la notte, ormai credo l’1 o le 2, lasciammo la macchina in una sorta di piazzuola che dava sulla spiaggia…Qualche passeggiata sotto le stelle e poi abbiamo abbassato i sedili dell’auto, tolto le scarpe e..buonanotte! Devo dire che dormire in macchina non è così male, o comunque pensavo peggio. La mattina ci sveglio l’alba e le sue luci.uscimmo e andammo subito a mare per un piccolo bagno. L’acqua non era buona, ovviamente fredda ma piena d’alghe e mare agitato. Cosi,preso il primo sole ci rimettemmo in macchina per andare a Tarquinia alta, alle Necropoli Etrusche di Monterozzi.Io un pochino sono rimasto deluso, credevo in qualcosa di più. Invece è una grande campo dove ci sono queste necropoli, ognuna che ricorda qualcosa di quel tempo, scendi giù giù e te le vedi dietro un vetro. Vabeh insomma, cmq valeva la pena.

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Tante foto ed una calamita, passo la domenica mattina.
Volevamo allungare alle cascate delle marmore ma i nostri stomaci iniziavano a farsi sentire. Per la strada, secondo tom tom, ci stava Orte… quale altra bella scusa per un pranzo in qualche trattoria di cucina tipica? Cosi capitammo alla Trattoria da Siviglia …E che buona! Cucina casareccia, personali accogliente… Forse servizio lento.. ma vabeh, meglio cosi, vista la pioggia.
Ma in realtà non sapevamo ancora quanta acqua avremo preso…
Arrivati alle Cascate delle Marmore, lasciata la macchina, entrammo nel box office a chiedere info e una ragazza gentile ci spiego tutto dandoci anche dei depliant sull’Umbria e i dintorni di terni.
3 percorsi. 2, più o meno in pianura e 1 arrivava in salita fino proprio all’altezza massima da dove potere osservare le cascate.Noi, ovviamente abbiamo scelto quel percorso con un sacco di scale e salite. Ma tra una pausa, una foto e una cazzata arrivammo, prima al cosi detto “Balcone degli innamorati”,ovvero dopo aver superato una fredda galleria esci fuori in questo terrazzo e sei completamente sotto l’acqua gelida della cascata e noi, ahimè,non eravamo attrezzati. Nonostante la consapevolezza che l’indomani ci saremmo potuti alzare con un febbrone, al ritorno: altro giro altra corsa!!!! [E questa volta, approfittando della solitudine di quel punto, ci ho lasciato come ricordo la mia pipì 😀 ]
Riprendiamo a camminare, camminare e salire sempre più in alto, finchè non arrivammo davanti questo spettacolo di panorama.
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Insomma, sicuramente ci torneremo, sia per un giro in Umbria, che è spettacolare, e sia per fare gli altri 2 percorsi. Nel frattempo purtroppo s’era fatto tardi e il parco chiudeva.
Tornati in macchina eravamo ancora zuppi d’acqua ma per fortuna ancora con il costume della mattina a Tarquinia. Cosi abbiamo messo le maglie che coprivano i vetri dell’auto e ci siamo cambiati. facendole poi riscaldare con i riscaldamenti della macchina.
Dalla fame che avevamo non arrivavamo certo a Roma. Cosi perla strada ci stava Terni e poco dopo l’uscita della superstrada, beccammo un cinese, La Grande Muraglia. Non sembrava, ma in realtà è davvero ottimo e la cinesA alla fine, ci regalò una sigaretta cinese che fumammo dopo quella gran mangiata. Mi chiedevo.. come fanno i fumatori ad avere quella puzza sulle dita di sigaretta? Bleah!!!
Comunque, poi, era ora di tornare a casa.. Stanchi e felici ci addormentammo subito come fosse un click.