Ginevra [31/7.03/8-2014]

ginevraEcco Ginevra!! In una Svizzera “francese”. In quanto la lingua parlata in questa parte di Svizzera è proprio il francese. La moneta è il Franco Svizzero. (1 € = 1,2172 CHF)

Partiti giovedì 31 Luglio, 16:10 con una compagnia di bandiera svizzera, la Swiss Airlines, e in circa 2h30 eravamo già a Ginevra. Sapevamo, tramite informazioni prese online, che i mezzi sono gratis (che gran fortuna!!!!). In effetti così è stato. Sarebbe stato gratis finanche il trenino che dall’aeroporto porta alla stazione centrale, per i viaggi fatti entro i primi 80 minuti dopo l’arrivo. Ma quello che non sapevamo, e che ci ha fregati, è che questo biglietto gratis “UNIRESO” va preso alle macchinette appena fuori degli arrivi, e non quindi alle macchinette che erogano i normali biglietti dei mezzi. Infatti, non sapendo che fare siamo entrati nel gabbiotto dell’uffico informazioni dell’aeroporto e il tipo ci spiegò che oramai era tardi per quel biglietto. Quindi, i primi 4,30 CHF volati via.E vabeh!! Ci dirigemmo al binario 3. Il treno, come tutti i treni esteri e soprattutto quelli tedeschi e svizzeri arrivò puntuale, e in esatti 6′, arrivammo alla stazione centrale Cornavin, che era la prima fermata. Il nostro hotel, Hotel Astoria 3*, si trovava qualche traversa dopo la stazione, centralissimo: Place de Cornovain, 6. Abbiamo pagato in 2, per 3notti 279€ con colazione inclusa. E per essere Ginevra, il prezzo era abbastanza discreto, anche perchè, scoprimmo durante il viaggio, che in quei giorni ci stavano due feste popolari sia della Svizzera che proprio di Ginevra.. quindi i prezzi di ogni hotel erano comunque più alti del solito. Ci accolse un tipo della reception abbastanza gentile e cordiale che parlava un ottimo italiano così tanto che gli abbiamo chiesto se fosse madrelingua. Ci fornì password per il wifi e la card dei trasporti UNIRESO. Come dicevo prima, a Ginevra i turisti non pagano i mezzi. L’hotel ti fornisce una card e con questa puoi muoverti nelle zone del centro sia con treni, bus, tram e anche il battello del lago che funziona proprio come mezzo di trasporto. Stanza 103,primo piano.. Pensavamo fosse rumorosa visto che l’hotel affaccia proprio sulla stazione e quindi sul via vai di gente, bus e vari tram, e invece l’affaccio della camera dava su un cortile interno. La stanza era decente. Non molto grande, letto a muro, e bagno interno con camera. Le pulizie ogni mattina. Insomma,non possiamo proprio lamentarci dal momento che siamo stati in hotel sicuramente peggiori sopratutto come grandezza della camera. L’hotel è attaccato, nonchè comunicante, con un British Pub, il Britannia Pub, e la cosa simpatica è stata il fare colazione proprio al pub. Tra una cosa e l’altra, nel frattempo s’erano fatte circa le 19. Così,entrati in camera lasciammo gli zaini, una sciacquata veloce e poi via in giro. Ma prima mangiammo un insalata di riso che abbiamo preparato da casa e che ci accompagnò dentro lo zaino per tutto il viaggio (cosa non si fà per risparmiare! 😉 ). Per fortuna s’era mantenuta nei contenitori appositi. Era proprio buona!!! Come ogni primo giorno di un viaggio usciamo senza mete precise, semplicemente per il centro. Infatti così è stato. Ci siamo quindi ritrovati nel bellissimo lungolago di Ginevra che, per via della festa, ovvero la Fètes de Gèneve, era pieno di bancarelle, vari stand, giostre sul lago, ristoranti e pub, discoteche, il concerto di una cover band degli AC/DC, un sacco di persone di ogni età. Insomma eravamo nel vivo della festa che sarebbe finita poi il 10 di Agosto. Ginevra già mi aveva colpito. Veramente dinamica e movimentata. Mi ha sorpreso. Non lo immaginavo di certo. Camminando, ci siamo soffermati a guardare il Jet d’Eau, un grande getto d’acqua dal centro del lago. Per poi raggiungere i Giardini di Russeau, una sorta di piazzuola sul lago che porta il nome di Russeau.

DSC_0024 La città è carissima. Sopratutto il cibo: Kebab di 8€, spicchi di pizza dai 7 in sù. Giri di giostre da 10 €, quella più economica. Ho provato i Churros, che sono dei bastoncini fritti. Una ricetta spagnola. Camminando, ammirando e scattando, avevamo fatto notte e la stanchezza del viaggio iniziava a farsi sentire. Tornammo in hotel a dormire nell’attesa dell’indomani per iniziare ad esplorare la bella e maestosa Ginevra.

Sveglia alle 8:00, doccia al volo e giù a fare colazione al British Pub, con i vari passerotti che da fuori entravano nel locale. Colazione internazionale. Discreta. Ne abbiamo avute di meglio, è vero… ma sicuramente di peggio! C’era un buffet di dolci ed uno ci cibi salati. Noi abbiamo fatto più giri per provare un po tutto: finanche cornetti con uovo saltato. Insomma, sicuramente un abbondante  colazione che avrebbe retto i nostri stomaci fino all’ora di pranzo, anzi… personalmente anche fino a dopo. Il clima era dei migliori. Cielo sereno e temperature nella media. Ottimo per il turismo. Decidiamo di non fare la Ginevra Card, avendo mezzi gratuiti, e in più quasi tutti i musei erano gratis, tranne le mostre temporanee. A me sarebbe tanto piaciuto arrivare fino al castello di Chillion, che da internet mi aveva colpito parecchio. Andammo quindi al box info dei traghetti ma, avuta la timetable, ci accorgemmo che era impossibile: saremmo dovuti arrivare a Lousanna, per poi prendere un altro traghetto o treno che portava a Montreaux e da li poi arrivare a Chillion. Insomma, sopratutto gli orari non erano comodi, così abbiamo deciso di rimandare questa visita promettendoci al più presto un tour nella bellissima svizzera con visita anche alla capitale Berna e l’affascinante Basilea. (Zurigo, già vista… quanto merita!!! 😉 ) Grazia alla card UNIRESO abbiamo preso il battelli e abbiamo un po girato il lago per poi fermarci al Barton Parc. Curatissimo e pulito, Era una bellezza camminare per quei sentieri. Dopo varie sosta scatti, arrivammo al World Trade Organization. DSC_0326Alla fine di quel parco ci stava il Giardino Botanico. Onestamente ci ha deluso. Niente di più di una grande villa con qualche esemplare di piante. Volevamo pranzare al ristorante proprio del giardino botanico, ma.. visti i prezzi (un’insalata 18 euro!) abbiamo girati i tacchi, arrivati fino alla fermata del bus e tornati in centro. Alla stazione ci stava un fast food e i sandwich erano comunque buoni, 7euro… ma, non potevamo certo morire di fame. Eravamo stanchi. Avevamo bisogno di una mini sosta in Hotel e di cambiarci per metterci in costume. Sistemato la zaino con il telo da mare (in questo caso da lago 😀 ) siamo usciti dopo un’oretta. Ci siamo accorti che tutti i negozi erano chiusi per la festa, finanche i supermercati. Così, con i nostri costumi in dosso, ci dirigiamo verso la zona dei musei. E per strada, primo veniva quello di arte e storia naturale. Entrata Gratis e quindi giretto veloce tra animali imbalsamati e vari minerali. Usciti da li, ci accorgiamo da lontano di una sorta di moschea. Siamo entrati ed in realtà abbiamo scoperto che non era una moschea ma una sorta di chiesa che, ci sembrava ebraica, ma poi abbiamo scoperto essere russa. Dopo qualche traversa ci siamo trovati di fronte alla maestosità del museo di arte e storia nazionale, dove era a pagamento solo la mostra temporanea. Il museo è immenso. Diviso in zone. Iniziammo da quella dei dipinti e, sinceramente, lascia proprio a desiderare, sicuramente dopo aver visto Britisch Museum, International Gallery e Museo d’Orsay. Abbiamo però scoperto pittori come Pierrere e Holder. Interessanti, invece, erano le altre zone di arredamenti antichi, armi e maschere. In quella stessa zona, trovammo il museo della Riforma, ormai chiuso visto l’orario  e la Cattedrale di San Pietro di Ginevra, in cui dentro si stava celebrando una funzione religiosa. Qualcosa di semplice, niente di che (forse chissà cosa ci aspettavamo essendo a Ginevra!). E adesso, finalmente, lago! Arrivammo col battello alla Bain de Pasquis, una spiaggia privata proprio in centro. 2CHF l’entrata per avere un servizio di toilette, docce e cabine. Insomma, ottimo. DSC_0045Trovato un piccolo spazietto in una spiaggia fatta di sassi e messe le asciugamani, via in acqua. Gelida!!! Piena di papere e paperottoli. Ma bella.. assai! Così tanto che riuscivi anche a superare il freddo. Che poi in realtà ti abituavi. Avevamo i piedi gonfi dal lungo camminare e quell’acqua ci fece un sacco bene alla circolazione. Usciti ci sentivamo come rigenerati. Ci siamo messi un po sui teli ad osservare la calma piatta di quel lago, le chiacchiere e le risate della gente, i vari rumorini dei baci delle coppiette.. E in compagnia dei vari passerotti abbiamo aperto un pacco di taralli.  Fatta poi la strada del lungo lago, acceso ormai di luci e colori per la sera, tornammo in Hotel per cambiarci e vestirci per la sera. Affamati, Volevamo mangiare qualcosa di svizzero, pur sapendo che avremmo speso una certa cifra. Infatti così è stato. Trovammo però un ottimo locale: Au Petit Chalet, a cui abbiamo lasciato in due 85CFH (40euro di cena, insomma!). Però ne è valsa davvero la pena. Abbiamo provato una birra svizzera, la Fonduta Svizzera, e il Rosti, piatti tipici del posto. Usciti di li avevamo una pancia enorme e un portafogli piccolissimo (e volevamo tanto fosse il contrario!). IMG_20140803_162724 Dopo cena, abbiamo voluto fare la ruota panoramica. 6CHF, ma visto il giro e la durata, ne valeva la pena. DSC_0104Terzo e penultimo giorno: colazione in hotel ma questa volta fuori. Che buoni quei formaggi svizzeri in scatolette da take away. Infatti ce ne siamo presi un po e adesso, sono nel mio frigo. Ottimi. Usciti dall’hotel la prima tappa fu il Palazzo delle Nazioni Unite, col tram 15. DSC_0436 Al ritorno ci fermammo alla Lidl per fare scorta cibo per pranzo e cena, cosi che abbiamo speso forse meno di 1/4 rispetto alla cena di prima. (nemmeno 25€ in2) E abbiamo pure mangiato bene.Nei supermercati di fuori trovi sempre qualcosa per arrangiare. Anche pasta o roba pronta take away. Da li riprendiamo il 15, direzione opposta per andare a visitare il Patek Philippe Museum, che altro non è il museo degli orologi. la Patek Philippe & Co. è un’azienda svizzera produttrice di orologi di lusso, tra le più antiche e prestigiose del mondo. 10CHF ma tutti meritati. Museo da non perdere,distribuito su tre piani dove, a mio parere il più interessante è il II.Un sacco di orologi di varie forme, materiali ed ingranaggi. Dopo di ciò,prendiamo il tram 18, direzione C.E.R.N. il centro studi di fisica nucleare di Ginevra, ma prima sosta pranzo Lidl. DSC_0449Una scarrozzata di pioggia all’uscita ma per fortuna la fermata del 18 direzione Hotel era vicino. Mi piace un sacco ascoltare la musica con gli auricolari mentre sono nei mezzi pubblici esterni delle varie città. Non so ancora perchè ma mi piace davvero tanto. Guardare fuori dal finestrino o, a volte le facce della gente del posto. Il Cern si trovava nel comune poco distante da Ginevra, esattamente a Meryn. Doccia veloce e piccola sosta in Hotel. Volevamo poi dedicare qualche oretta ai vari negozietti del luogo ma abbiamo scoperto che lì chiudono alle 18:30. Abbiamo fatto giusto in tempo per passare al negozio dei souvenir per prendere la calamita della città da aggiungere alla mia collezione. Così riprendiamo a mezzi, l’autobus 9 e poi l’1. direzione Giardini dei Bastiones per andare a vedere una grande scacchiera del posto con le pedine fatte a dimensione uomo, anzi.. diciamo direzione bambino,meglio. Puoi comunque giocare con quelle pedine, come facevano qualche gruppo di signori. DSC_0484Bus 18, direzione centro. Decidemmo di fare la girandola in altro. Una giostra che, ho scoperto in questa occasione, a Roma si chiama “il calcio in culo”. Vabeh. 9CHF ma ne è assultamente valsa la pena. Una visuale fantastica sul lago e su tutta la città.DSC_0536 Quella sera, grazie alla festa c’erano i fuochi d’artificio. Cosi trovavamo una sorta di gradino alto dove mangiare dei panini per aspettare i fuochi. Ad un certo punto però inizia a piovere. Sempre di più e sempre di più. Non eravamo attrezzati e il diluvio diventava più forte. Abbiamo poi dovuto lasciare quel posto e cercarci un riparo. Che rosicata, dopo che avevamo tenuto quel posto sul lago per 1h30 per la visuale dei fuochi. Dopo un po la pioggia inizia a diminuire ma non di molto. Usciamo dal nostro riparo per raggiungere il lungo lago. E alla fine abbiamo comunque trovato un’ottima postazione. DSC_0644 e, nonostante la pioggia battente, quei fuochi sono stati uno spettacolo. Un tripudio mai visto di luci e colori. E sono durati tantissimo. I più belli in assoluto della nostra vita. Tornammo in hotel sotto la pioggia, stanchi ma felici. Il giorno dopo, colazione e zaino. Siamo andati in stazione per poi raggiungere l’aeroporto. Per le 15 circa eravamo già tornati a Roma.

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