Mosca, una bella sorpresa [9/14 Settembre 2014]

Una piacevole sorpresa. Forse le basse aspettative mi hanno permesso di guardare questa città con grande stupore e sorpresa già appena arrivati alla stazione.
Presentata da molti come (quasi!) una città banale, ricca solo per la sua Piazza Rossa. Mi piacerebbe tanto parlare con queste persone per capire cosa (NON!) hanno visto della città per arrivare a tale conclusione in maniera così forte da trasmetterla a chiunque facendone di essa uno sbagliato (uno dei tanti!) luoghi comuni. Posso capire che una città può non piacere per gusto personale… Ma dire che non c’è nulla tranne la Piazza Rossa. Vabeh, è inutile soffermarsi in polemiche…

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Siamo arrivati nella capitale della Russia col treno. Si tratta di un nuovo treno veloce che in poco più di 3h, da San Pietroburgo arriva a Mosca. Treno efficentissimo. Pulito e puntuale. Addirittura c’erano le inservienti che prima di salire, e una volta arrivati pulivano i vetri esterni. il Sapsan
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Siamo arrivati alla stazione di San Pietroburgo con molto anticipo, + di 2h. Avevamo paura di avere problemi viste le poche indicazioni a riguardo, perchè sul nostro voucher del biglietto avevamo scritto un nome di stazione che non trovavamo. Era in realtà la stazione principale. Sembra che a San Pietroburgo ci siano 5 stazioni e da ognuna, partono treni per destinazioni diverse. Fu abbastanza semplice cambiare il voucher comprato da internet a 50€ con un biglietto, alla biglietteria della stazione. Poi l’attesa un po noiosa. Ammirammo (se cosi si puo dire) un barbone che si sistemava le braghe, proponendoci a qualche centimetro di distanza la vista del suo didietro.
Come i controlli di polizia in aeroporto, abbiamo dovuto ripetere la stessa procedura anche per prendere il treno.
Il viaggio è passato tranquillo, tra chiacchiere, panorami, musica e qualche pennichella.
Arrivammo alle 18. Il clima era sicuramente più caldo rispetto a San Pietroburgo.

Subito Mosca ci è sembrata un sacco caotica. Un sacco di persone a flotte che non riuscivano nemmeno a farti camminare. Abbiamo avuto qualche secondo di spaesamento sopratutto alla metro, tra la confusione e i caratteri cirillici, ma con la guida alla mano siamo riusciti a capire quale fosse la nostra metro. Arrivati, la nuova difficoltà era trovare l’hotel. Abbiamo chiesto a 2 ragazze ma, ovviamente non parlavano inglese ma furono disponibili nell’indicarci un poliziotto. Ci avvicinammo col voucher dell’hotel per mostrargli il nome e, in russo.. quindi sempre a gesti, ci ha indicato quanto meno la direzione giusta.
Siamo poi arrivati al nostro Hotel Borodino 4*. Luosissimo e Sfarzosissimo. Abbiamo iniziato le foto già solo dall’hotel per quanto fosse bello.  Ovviamente con colazione e wifi incluso.

Abbiamo preso qualche spuntino per la cena in un grande supermercato li vicino, dove abbiamo comprato anche un paio di pantofole a pochissimo. Abbiamo passato la serata nella piazza Rossa iniziando a fare un sacco di scatti sopratutto alla bellissima piazza del maneggio poco distante. DSC_0097 DSC_0099

Le metro di Mosca: a me non piacciono!! Sono immense e molto belle. Spesso in marmo e con varie statue o decorazioni oro. Ma le ho trovate molto scomode. 12 linee e per passare da una all’altra, nelle stazioni di incrocio, davvero, i chilometri. Inoltre ho notato che le porte d’ingresso erano un sacco pesanti.

La colazione, ovviamente, era degna dell’hotel. Un ricco buffet di dolci e roba salata. Possibilità di avere un omelette fatta al momento e farcita a tuo piacimento. Pietanze fritte e al forno. Carni e Pesci. Siamo usciti dal ristorante vivi e senza rotolare, anche se il primo giorno io ho avuto qualche dubbio a proposito.

Usciamo per la città dopo una doccia e abbiamo deciso di fare il bus turistico due giorni dopo poichè il sabato l’orario di fine delle corse era più tardi.
Osservando la guida della Cartonville ci ha colpito particolarmente la zona C.
Siamo scesi alla metro di questa zona, alla piazza Lubijskaya e abbiamo iniziato a camminare. Arrivammo un laghetto che si travava dentro un parco. Ci stava una casetta, una sorta di cuccia mobile sull’acqua.
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Ci siamo accorti di come Mosca possa essere una città a volte pericolosa. Spesso mi raggiungevano barboni, probabilmente per l’elemosina a farneticare qualcosa in russo guardano affamatamente la mia reflex che puntualmente tenevo stretta  a me. Però non vanno mai oltre. Solo una volta uno strattone, ma poi se n’è andato nell’immediato.

Nel raggiungere il parco ci siamo trovati in un grande supermercato dove, dietro, potevi mangiare con dei tavolini messi lì apposta. Salmone e insalata di gamberi e avocado, 500R.
Riprendiamo il cammino verso la Torre di Men’SIkov che però non abbiamo mai raggiunto poichè si trovava dietro una bruttissima strada piena di spazzature e puzze. Li vicino siamo entrati in una chiesa con un giardinetto davanti molto curato. Dopo qualche foto all’interno, la custode ci disse di smetterla. La zona è ricchissima di parchi. Per raggiungere un grandissimo negozio di the e caffè passammo attraverso un parco con qualche statue di clown.
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Il negozio fuori era molto bello: vetrine molto curate e ben arredate. Dentro forse un piccolino ma moto bello. Non potevi fare foto all’interno. Sulla strada ci siamo poi accorti esserci l’orto botanico, ma forse perchè mi feci notare a fare foto, o forse ci avrebbe notato dopo, un tipo ci ha indicato la cassa dove prendere il biglietto. Non ci siamo poi entrati. Eravamo già stanchi e ci sembrava poco interessante dall’esterno. Arriviamo fino alla casa/museo di Vasnecov, ma il museo era già chiuso e abbiamo visto solo la casa da fuori
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Sula strada verso piazza Kosmokol’skaya ci siamo trovati davanti un bel murale sui muri della città con un sacco di colori e disegni.
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Quando siamo arrivati alla piazza, senza saperlo ci siamo trovati alla stazione. Cioè quella piazza era la stazione centrale di Mosca e abbiamo realizzato che anche quando siamo arrivati potevamo raggiungere l’hotel a piedi per la breve distanza.
E infatti poi, così abbiamo fatto. Una volta raggiunto l’hotel erano oltre le 20. L’intenzione era di andare a passeggiare sulla via Arbat ma i nostri piedi ci hanno imposto una serata di relax. Così abbiamo preso del cibo russo, caviale piadine e birra, e l’abbiamo mangiato nella stanza che era molto ampia e spaziosa da permettercelo. Avevamo ancora 3 sere e quel giorno era stato particolarmente stancante.

Ci svegliamo, ed un altra giornata attiva e dinamica ci aspettava.
Colazione. E ci siamo accorti che ogni mattina il menù, sopratutto quello salato, cambiava.
Arrivammo al GUM, un immenso centro commerciale arredato con ponti interni.DSC_0124 Tre piani. Al terzo piano si trovava l’ufficio del turismo. Avevamo l’intenzione di informarci per la “Moscow Card”. La tipa, ovviamente non inglese ci disse che bisognava farla online. Vabeh, abbiamo lasciato perdere.
Rimanemmo in centro per le varie attrazioni  della zona.
Infatti, siamo prima stati alla tomba del milite ignoto dove, ogni ora si celebra il cambio guarda, a cui abbiamo poi assistito due giorni dopo.
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Il museo nazionale di Storia è bellisimo. Ha una struttura definita nei dettagli ed è tutto rosso.
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Siamo entrati nella piccolissima cattedrale di Kazan che, se pur molto piccola, però molto particolare. Un tipo dentro in inglese ci ricordava che era l’11 settembre alludendo al fatto che poteva succedere qualcosa di non molto bello come memoria di quella data. Ma ciò non è successo.
Usciti, abbiamo voluto raggiungere il mausoleo di Lenin. A parte i tanti controlli fatti prima di entrare. Dentro c’è un atmosfera da pelle d’oca, Tutto buio. Luce soffusa e musica di sottofondo. E’ illuminata solo la salma. E tu puoi fare un giro intorno.. e non pensare nemmeno a scattare una foto!! Insomma un giretto di mezzo minuto, forse nemmeno, ma che m ha emozionato tantissimo.
Entriamo alla Chiesa di San Basilio.
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Si trovava nella piazza rossa, nella zona che stavamo visitando.
Mi ha colpito tanitssimo. Una chiesa con dentro un sacco di grotte e affreschi. Mura dipinte.
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Un po più in là si trovava il famoso Cremlino,  DSC_0534ma quando ci siamo avvicinati, ci siamo accorti che quel giorno, giovedì era chiuso. Così ne abbiamo approfittato per rilassarci nel prato che lo circonda. Ovviamente pulitissimo. Eravamo di fronte alla Moskova (Fiume da cui prende il nome la città).
Di fronte, dall’altro lato, vedevamo la grande Cattedrale del Cristo Salvatore. L’abbiamo raggiunta e ne abbiamo approfittato di alcuni stand che si trovano li nella grande piazza per prendere un panino e un gelato al volo.
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E’ stato proprio in questo luogo che un barbone mi raggiunse, parlando in russo e strattonandomi. Ma, indifferentemente me ne sono andato. Non mi ha seguito.
Il guardiano della chiesa che gestiva le varie entrate ci fece problemi per le macchine: pretendeva non fossero nemmeno appese al collo, oltre che non utilizzate in chiesa. Nel nostro zaino, già pieno, non entravano entrambe le macchine, così abbiamo deciso di entrare dentro a turni. La chiesa è molto bella. Soffitti enormi e altissimi tutti dipinti. Un sacco di oro per abbellire le varie decorazioni. C’erano molti devoti in ginocchio.
La guida ci segnalava che in quella zona ci stava la Casa dell’amicizia, un edificio che simboleggia la pace dei popoli.
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Un depliant preso in Hotel, pubblicizzava uno spettacolo di famosa danza russa.
Eravamo motivati ad andarlo a seguire in un teatro di un hotel. L’hotel Cosmos. Così ci siamo dati da fare per raggiungere la biglietteria per prenotare due posti per la sera successiva o quella dopo. E’ successo che, la difficolta, e la conseguenziale lentezza, del muoverci in metro ci ha fatto arrivare tardi a biglietteria chiusa. Ma speravamo comunque ci fosse qualcuno, almeno a cui chiedere qualche informazione. Purtroppo così non è stato. Dopo essere andati in una farmacia alla ricerca disperata di fazzoletti per un improvviso raffreddore, e averci passato buoni 10′ per far capire alla cassiera che non volevamo un farmaco ma solo semplici fazzoletti.. finalmente si avvicina una ragazza che parla inglese e ci fa da traduttore, arrivammo a questo Hotel Cosmos. Biglietteria chiusa e nessuno sapeva darci informazioni chiare riguardo lo spettacolo.
Scoraggiati, siamo andati via. Avevamo intenzione di tornare il giorno dopo ma, viste le varie difficoltà e le poche  istruzioni chiare per parteciparvi abbiamo lasciato andare per dedicarci comunque alla città.

Nel frattempo s’era fatta sera. La zona dell’Hotel, non presente nelle guide ci ha colpito. Intanto per la sua porta ad arco
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e poi per il suo parco giochi con tanto di ruota panoramica aperta. DSC_0397Ovviamente, con 350R ci siamo saliti.
Abbiamo cenato ad un McDonald’s li vicino e per farci capire dalla commessa è stata un impresa. DSC_1083Volevamo semplici “menù”… insomma, non ci sta molto da capire. Alla fine ci ha dato un menù cartaceo e le abbiamo indicato le varie cose. Ce l’abbiamo fatta.. con la fronte grondante di sudore e la fame (quasi!) passata.
C’era una sorta di metro aperta che collegava questa zona con una stazione. E poi da li siamo tornati nella zona del nostro hotel.

9° giorno (4° a Mosca) e penultimo della nostra vacanza.
Facciamo il biglietto per City Sightseeing. Non avevo con me il libretto universitario che mi permetteva di avere lo sconto studenti, ma in realtà lo sono. Quindi, poco male, ho presentato semplicemente la carta d’identità spacciandola come tessera universitaria. La tipa dopo che la osserva bene, l’accetta facendomi passare la riduzione: 1000R per 2gg di giro (2linee hop on hop off) e 2 giri sul battello. Abbiamo fatto prima entrambi i due giri cambiando poi con la linea verde per ascoltare la storia e fare le foto dai finestrini. Scendiamo poi alla fermata del Cremlino, ovvero nella piazza rossa. Dopo una discreta fila, la bigliettaio mi ha accettato anche li il ridotto studenti. 300R per le 5 cattedrali e il museo dell’armeria.  DSC_0544
Le cattedrali chiudevano alle 16:30 e forse le abbiamo viste tutte molto frettolosamente, anche se sono molto piccole e penso, alla fine, siamo riusciti a dedicargli il tempo necessario. Nella zona di dietro si trovava il grande museo dell’armeria. Un grande museo ricco di roba che usavano gli zar: armature sopra i cavalli, utensili da cucina e vestiti pomposi. Pensavo però fosse ancora più grande.

Usciamo e, visto che l’orario lo consentiva abbiamo fatto un giro sul battelo. Abbiamo scelto il giro grande. Onestamente? Niente di che. Non ci stava manco la guida. Passavi per il fiume ma, a parte il centro non c’era molto da vedere.
Molto bello però è il ponte dei baci. Un ponte su cui per tradizione passano gli sposti dopo la celebrazione. Pieno di spruzzi d’acqua sulla moscova e sturture piene di lucchetti DSC_0056 (2) DSC_0001 (2)
Volevamo raggiungere un ristorante all you can eat che, secondo una recensione trovata online, era ricco di varie cucine diverse. Non abbiamo trovato questo posto. Forse l’hanno chiuso, o forse non lo so. Abbiamo fatto un giro li in zona sperando di trovarlo ma nulla. Cosi abbiamo optato per andare un prima sulla via Arbat (già ci volevamo andare dopo cena!) per cenare li. Abbiamo trovato un self service russo e nel dopocena ci siamo fatti una birra sulla via.

Credo che la birra russa venga poco valorizzata. A mio avviso, non arriva ai livelli delle tedesche… ma è pari merito, ed anche simile, alla birra belga.

Torniamo a casa e passiamo dal supermercato per prendere un dolce e uno spumante russo.
Mentre ci dirigiamo verso le casse sentiamo gridare “America!!! America!!!” ci giriamo e vediamo il poliziotto (ce n’è uno per ogni servizio pubblico) che ci rincorre indicandoci l’orologio… io (sicuro di me!!) capisco che era tardi.. e penso, tra me e me, “ma non è aperto h24 sto market” …e non capivo… Il police man, prende la bottiglia, inveisce in russo indicandoci l’orologio… finalmente inglese dice: “IT’S LATE FOR THIS!” …e capiamo che nei market o locali non vendono alcool dopo la mezzanotte.

Giorno 10: l’ultimo!
Penultima colazione per poi prendere la metro direzione parco delle Arti. Di fronte ad esso si trova un altro gran bel parco e ci fermammo qui per rilassarci.
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Ci stavano un sacco di fontane e musiche, gente che pattinava, che leggeva, che passeggiava, che faceva jogging.. c’erano dei grandi cuscini su cui poter sederti o sdraiarti. DSC_0742 Lasciato quel parco raggiungiamo, dall’altro lato della strada, il Parco delle Arti. Meno bello di quello visto prima ma particolare perchè c’erano le statue dei vari governatori russi, Stallin, Lenin e finanche Marx e la falce e martello.
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Abbiamo pranzato con un gelato preso in un market sulla strada verso la Galleria Tetraj’akov un museo di arte russa. Prima di capire da dove si entra, passiamo a varie entrate adibite per l’accesso ai bambini di scuole con visite guidate.
La riduzione studenti è accettata anche qui 250R e 200R per le foto.
Non pensavo fosse così interessante l’arte russa. Ho fotografato un sacco soprattutto i vari nomi che, se pur interessanti ma non ricordo. Disegnano un sacco i paesaggi scuri con animali, piuttosto che quadri grandissimi con scene di vita quotidiana. Oltre la parte di ritratti o arte sacra che abbiamo saltata a piè pari.
Riprendiamo il bus rosso che ci portava alla tomba del milite ignoto per assistere al cambio della guarda.                                                                                                                                DSC_0989 (2)
Dietro la tomba e le due guardie ce ne sta una terza che ogni volta che fai qualcosa che non devi, come anche solo sederti sul muretto, fischia!
Un veloce giro ai chioschetti alimentari della zona per tornare indietro
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Abbiamo poi preso di nuovo il battello per un altro giro. Questa volta quello corto.
Ha buttato qualche goccia, ma siamo potuti entrare dentro.
Era già tardi. Avremo voluto fare un ultimo giro magari col bus verde ma già era partito per l’ultima corsa.
Ne abbiamo approfittato per qualche foto notturna e poi abbiamo fatto una cena russa, questa volta, finalmente con il nostro spumante.
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Il giorno dopo, domenica 14, colazioni, valigie e via in aeroporto con un bus che partiva dalla stazione metro.
C’era molto freddo e ha piovuto per tutto il viaggio in bus.
All’ingresso dell’aeroporto già i primi controlli di polizia per accedervi.
E poi tutte le varie precedure, ma questa volta in maniera molto più lenta con una lunghissima fila per i controlli passaporti.
Dopo il passaporto, i soliti (e ripetuti) controlli di polizia e poi al gate. Il nostro volo partì con una mezz’oretta di ritardo e abbiamo dovuto correre per non perdere la coincidenza da Zurigo. Anche quest’ultimo aereo è partito un po dopo.

Finisce così la nostra bellissima vacanza ed esperienza nella bella Russia…
Adesso, se avete letto, non m dite che più che Mosca è solo la piazza rossa.
No, non è così.
Pace!!

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di fonziefo87

San Pietroburgo [4 – 9 Settembre 2014]

Le nostre solite partenze mattutine: Swiss ore 05:55 partenza per Zurigo per uno scalo di un’oretta per poi, subito dopo prendere la coincidenza per San Pietroburgo. 200€ il mutitratta: Roma – San Pietroburgo / Mosca – Roma. E da San Pietroburgo a Mosca un treno nuovo e veloce che con 3ore circa e 50€ ci ha portati a Mosca.
Arrivati a Zurigo, prima di procedere alle procedure classiche d’imbarco siamo passati al controllo passaporti, poichè stavamo andando in un altro stato: La Federazione Russa!

Mi spiace non avere la possibiltà di tornare facilmente a San Pietroburgo. Andarci è complicato. Devi fare tutte le pratiche per il Visto Visa e l’assicurazione che richiede tempo e soldi. In realtà è una pratica più facile del previsto. Su internet è spiegato tutto ciò che serve. Ci sono agenzie che lo fanno, ma oltre a pagarlo quasi il doppio, non ne vale la pena. Devi solo compilare un sacco di fogli e preparare foto e portare tutto in ambasciata. In 15/20 gg è pronto.

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Moneta: Rublo: 1€ = 48 Rubli
Fuso orario: 2h+ dell’Italia
Alfabeto: Cirillico

Clima: Molto buono.
I primi 2 giorni forse un più di freschetto ma con un maglioncino stavi bene. Mentre per il resto, le giornate erano miti. La sera forse una felpetta. Niente a che vedere con ciò che mi avevano detto: freddo, sciarpe, canotte, ombrelli.

I dettagli della città, la cura dei minimi particolari, queste imponenti strutture che sembrano foto di quanto non sono per niente rovinate nè scalfite… ecco ciò che a primo impatto mi ha colpito.

Arrivati per le 14:30 ore locali siamo passati in un secondo controllo passaporti, questa volta in uscita. Usciti dall’aeroporto, il bus 39, con 25R ci ha portati ad una stazione di metro sulla linea rossa (è impossibile ricordare i normi delle metro visto l’alfabeto diverso!) e poi, con un cambio, arriviamo alla nostra stazione metro. Facilmente siamo arrivati in Hotel. Un mini hotel con colazione inclusa. 12400 R compresi i 200 di registrazione. La registrazione è quel documento che la struttura ospitante deve lasciarti nel caso in cui sei un ospite della Federazione Russa e quindi hai bisogno del visto. Mi aspettavo peggio da questo hotel. Invece le camere erano spaziose, addirittura con un angolo soggiorno con divano e tavolino e nel bagno (piccolissimo) una doccia idromassaggio. Comprendeva anche il wi-fi.e colazione. Forse un po carente nella pulizia. Già togliere la moquette sarebbe stato meglio.

Siamo usciti per un primo giro per la città e per il pranzo.. ci siamo letteralmente tuffati in una paninoteca con ottimi panini e dolci. Un panino col salmone 125R.
Il nostro hotel era centralissimo. Quindi non abbiamo avuto per niente difficoltà di spostamenti. Volevamo fare la San Pietroburgo card ma ancora non ne sapevamo molto perchè in aeroporto non la facevano, dicendoci che si poteva fare solo online e poi andare a ritirare in uno specifico ufficio della città.
Il palazzo d’inverno, che ospita l’Hermitage, era molto vicino al nostro hotel, e la cattedrale di S.Isacco proprio una traversa. Con una piccola passeggiata sulla Prospettiva Nevskij si arriva alla bellissima cattedrale del Sangue Versato. Nella strada abbiamo trovato un market e ne abbiamo approfittato per rifornirci di acqua. In Russia l’acqua dai rubinetti non è potabile. Infatti l’hotel aveva nella reception un distributore di acqua e quando ne avevamo bisogno riempivamo le nostre bottiglie.
Prima della cena abbiamo approfittato della comodità di avere l’hotel al centro per una pausa. Anche se, vista l’alzataccia alle 3:30 del mattino ci siamo addormentati per poi uscire direttamente per cena.
Usciti poi col buio volevamo raggiungere la fortezza che si trovava dall’altra parte del fiume. Ma dopo un po di cammino abbiamo capito che non ci conveniva sia per la distanza, sembrava minore, e sia per l’orario della cena e la paura di trovare chiuso. E infatti in parte così è stato. Ne abbiamo comunque approfittato per vedere la statua dell'”Horse man”, l’uomo a cavallo. Statua che regge soltanto sullo zoccolo del cavallo, Ci siamo arresi ai locali già praticamente chiusi e siamo andati ad un normale Burgher King. Abbiamo mangiato con 314R. Tornammo poi in hotel.

Il giorno dopo, sveglia e doccia. Scendemmo al pub dell’hotel e la tipa della reception in russo (ovvero a gesti) ci fa capire che ci doveva dare dei voucher che ci davano la possibilità della colazione.
La signora, si esprimeva semplicemente con: “mmh.. mmh..” e fu una cantilena che ci ha accompagnato tutto il viaggio.
Il buffet della colazione era abbastanza scadente: solo del pane da tostare e delle marmellate, oltre a un classico the o latte e caffè. la cameriera ci chiese se volevamo un uovo fritto oppure una pappetta che sembrava risolatte di cui non ho mai davvero capito il nome. Ovviamente uovo.
Non avevamo ancora deciso se fare o meno la card. Abbiamo avuto difficoltà nel trovarla. Parlando poco inglese non ci hanno saputo spiegare bene dove andare. Inoltre non erano compresi i trasporti. Ma ci siamo voluti comunque prendere un po di tempo per pensare così abbiamo pensato di iniziare a visitare la città dall’Hermitage.
Il museo si trova dentro il palazzo d’inverno, nella omonima piazza d’inverno. L’ingresso viene 400R e 200R in più se vuoi fare le foto. Se dimostri di essere uno studente hai la riduzione. E’ immenso. Potente. Maestoso.
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Abbiamo praticamente passato l’intera giornata nei 3 piani della struttura senza vedere le stanze “Gold” e “Diamond” che richiedevano un biglietto a parte, sia per poco interesse che per poco tempo. E’ bellissimo. Collezioni di tutto il mondo. Dall’arte asiatica ai classici dipinti dei pittori francesi. Sicuramente una tappa da non perdere per chi visita questa città. Anche se, solo la struttura dall’esterno merita… E’ bellissima e suggestiva, sopratutto di notte.
Usciti da lì eravamo sfatti e stanchissimi. I musei stancano un sacco perchè camminando e soffermandoti tra le varie opere non ti accorgi della stanchezza che sta salendo, ma una volta usciti ti mollano le gambe. Così per ricaricarci siamo passati dalla paninoteca del giorno prima, anche perchè non avevamo nemmeno pranzato. E abbiamo preso dei dolcetti che abbiamo mangiato comodamente nel soggiornino della nostra camera. Volevamo solo riposarci un attimo, quando poi ci siamo accorti di esserci fatti 2h di sonno. Ma quanto meno ci siamo svegliati ricaricati. Non è che poi avevamo tutta questa fame, visto il pranzo alle 18 dopo l’Hermitage, ma comunque sulla Prospettiva Nevskij trovammo una sorta di fast food russo: 2 crepes,2 zuppe e 2 crepes dolci. Eravamo al Tepemok, così buono da volerci tornare l’indomani (in realtà non ci siamo più tornati.. la voglia di provare cose nuove era più forte!!). Tutti i locali della città chiudevano già alle 23.  Abbiamo poi fatto una lunga passeggiata. Questa volta avevo messo nello zaino il mio mini treppiedi per scattare meglio con la lunga esposizione, viste le luci della notte. Passammo dall’altra parte del fiume percorrendo uno dei ponti. Decidemmo comunque di lasciare la fortezza per quando era possibile entrare. Le gambe già chiedevano pietà, ed era solo il secondo giorno.
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Dopo colazione, abbiamo preso finalmente una decisione riguardo la card. Non ci conveniva. Troppa perdita di tempo per trovarla, pochi chiarimenti a riguardo. Così abbiamo comunque preso il bus turistico offerto dalla CityTour-SanPietroburgo.
600R per 1h30′ e la possibilità di fare il giro quante volte vuoi nell’arco di 24h o di scendere e salire ad ogni fermata.
Abbiamo iniziato a fare un giro completo per ascoltare la storia (hai un audio guida con lingua italiana). La prima fermata fu l’aurora , una vecchia nave da guerra. Nel lungo fiume c’erano vari stand sopratutto di souvenirs.
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Ne’ abbiamo approfittato per un giro e poi dalla stessa fermata che ci ha lasciati, abbiamo ripreso il bus. La seconda tappa, finalmente, è stata la fortezza.
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L’entrata è 350R (Cattedrale + Prigione) oppure 180R per gli studenti. La prigione ci ha deluso. Passi davanti a stanze tutte uguali.  La cattedrale invece, molto bella. In stile russo. pomposo e sfarzoso. A mio avviso, strettamente personale, troppo carica di oro.. eccessivo. Le prigioni erano quelle della vecchia dinastia dei Romanov.Siamo rimasti li ancora un po, sul lungo fiume che sarebbe la parte dietro la fortezza.
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Abbiamo preso per pranzo (anche se già erano le 17!) un pannocchia di mais e un gelato.
Ripreso il bus,  ci ha portati al centro. Da li, passammo prima al market per rifornirci di acqua e ne approfittammo per una sosta in Hotel con un pacco di patatine e una brra e qualche dolcetto.
Nel frattempo si fanno le 20:30 e visto che l’andamento della giornata ce l’ha finalmente concesso, ci siamo permessi di rilassarci in un ristorante russo. Ne siamo usciti soddisfatti. 2500R per un insalata russa con caviale, anatra, e un dentice accompagnato da un purea di ribes, due birre e un bicchiere di vodka. Tutto ottimo. Davvero da leccarsi i baffi. Abbiamo dovuto lasciare una mancia alla cameriera del 10% del totale speso. Nei locali russi si usa fare così, altrimenti passi per maleducato e, probabilmente, i camerieri vivono di questo (anche se su questa cosa ho qualche dubbio..). La cameriera fece un sospiro come di sollievo quando vide la nostra mancia, forse non se l’aspettava magari vedendo le diverse usanze italiane.

4°Giorno, il penultimo. Dopo docce e colazioni, abbiamo deciso di fare un giro vagando per San Pietroburgo alla scoperta di qualcosa che non ci era presentato dal CityTour. Infatti così è stato.
Per prima siamo passati ai giardini di Alessandro. C’era un piccolo parco giochi, ma la cosa bella sono stati dei dondoli messi al posto di solite panchine. Infatti i genitori dei bambini, mentre i piccoli giocavano alle varie altalene, scivoli, ecc, stavano sul dondolo a guardarli. Noi, pur senza bambini, comunque ci siamo rilassati su quei dondoli. Cammina, cammina, le chilometrate (da me batezzate!) ..siamo passati prima

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e poi abbiamo visto da lontano la cupola di una bellissima struttura che abbiamo scoperta una volta entrati essere una chiesa. Abbiamo deciso di raggiungerla a piedi. Abbiamo costeggiato tutto il bellissimo lungo fiume, passando dal palazzo del comune dove si stava celebrando un matrimonio, e poi attraversammo un ponte. Nell’attraversalo siamo proprio passati sopra le fessure da dove di notte si apre (come tutti gli altri ponti della città) per il passaggio delle grossi navi. Il nome della chiesa non sono mai riuscito a scoprirlo (purtroppo!) ..So che è proprio davanti al porto. E che è bellissima. E molto suggestiva. Dentro c’era un sacco di gente che ci ha dato l’idea di essere malata. Ci stava l’acqua santa proprio in una cisterna da cui, sotto, potevi mettere il bicchiere per berla. Usciti, avevamo di fronte a noi il porto con una barca a vela da guerra e un sommergibile.
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Dopo qualche foto, tornammo indietro e, dopo una mini pausa, abbiamo ripercorso il ponte all’indietro. Questa volta siamo passati dietro il lungofiume da dove prima avevamo visto il municipio. Sulla strada c’era un immenso negozio di souvenir. Ma bellissimo. Curato nei minimi dettagli. Un’arredamento fatto ad arte. Dentro c’erano un sacco di oggetti di tradizione russa per tre piani. Alcuni molto costosi e fatti a mano. Sembrava un museo, Da carillion a matroske, scatole e baschi. Finanche i bagni, pulitissimi e decorati. Abbiamo preso delle calamita e due a forma di coccinella. Lungo la strada abbiamo scoperto il museo della Vodka. Ma niente di che. Una stanzetta con delle foto e varie descrizioni in cirillico. Meno male che non abbiamo pagato l’ingresso. Mini pausa. Anche oggi niente pranzo, almeno ad orari regolari. Infatti verso le 15:30 iniziammo a sentire fame. Arrivammo al sushi shop per prendere una scatola grande ed una media per una spesa di 888R, compreso di bacchette, soya, wasaby e zenzero. Abbiamo deciso di mangiare il tutto ai giardini di Alessandro. In molti fast food, il prezzo è diverso, dipendentemente se lo consumi al locale o se te lo porti via.
Finalmente, dopo tutti questi giorni arriva il momento di vedere dall’interno la bellissima cattedrale dei Sangue Versato.
Come il nome, confondendo, puo suggerire non si fa riferimento al Cristo, ma bensì allo zar Alessandro il quale, in quel punto è stato assassinato in un golpe e i figli fecero costruire in suo nome una chiesa che in realtà non fù mai consacrata. 250R. Dentro è molto bella, per carità… ma fuori, è uno spettacolo.. poi di sera col fiume accanto… non ci sono proprio parole.
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Entrammo dentro i vicini giardini di Michele e ne approfittammo per un po di relax. Abbiamo passeggiato e fatto foto all’interno fino all’ora di cena. Abbiamo cenato in un self service russo che c’era li nella via e che, in realtà, avevamo adocchiata già da giorni prima. Dentro era molto bello con delle rosse luci soffuse che facevano atmosfera. Il cibo era buono e con 175R abbiamo preso un’insalta russa, uovo, riso e dolce. Tale posto è molto gradito dai russi proprio per la quasi assenza di turisti. Usciti, abbiamo approfittato delle luci della notte per scattare qualche foto alla cattedrale che s’affaccia sul fiume Neva
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Nelle piazze e strade del centro c’erano un sacco di artisti da strada. Mangiafuochi, band che cantavano sia canzoni popolari come “Fischia il vento” o anche gruppi come Coldplay, piuttosto che Nirvana o Guns ‘n’ roses. Raccoglievano l’elemosina.Un ragazzo mi è piaciuto particolarmente come giocava col fuoco, e come l’amico lo accompagnava con la musica. Quando un loro amico passà col cesto delle elemosina dalla gente raccolta in cerchio, avrei tanto voluto lasciargli qualcosa.. ma non l’ho fatto perchè non sapevo quanto sarebbe stato giusto lasciare e se in quel paese avessero un’usanza particolare.

Ultimo giorno. Siamo andati fuori San pietroburgo, a Paterhof. Una scoperta eccezionale.
Il libro guida ce la presentava come la Versailles russa.. niente affatto, ovviamente, per i miei gusti.
Abbiamo avuto un po di difficoltà col bus poichè, come ho già detto non parlano l’inglese.
All’inzio stavamo sbagliando direzione e l’autista ci fece capire che la direzione giusta era l’opposta.Ma comunque dalle indicazioni trovate su internet e da una bigliettaia nel bus (si, in Russia come anche in Olanda nei bus ci sono persone addette a vendere e controllare i biglietti!) che a gesti e con l’aiuto del nostro navigatore ci diede indicazioni. Arrivammo a Paterhof, che altro non è che la residenza dei vecchi zar.
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L’ingresso era 500R ma, purtroppo quel giorno, lunedì, si poteva solo visitare il parco con altri piccoli musei di poco conto. La residenza, cioè il palazzo reale vera e proprio era chiusa. Mi mangio ancora le mani. Tornerei a San Pietroburgo solo per questo. La immagino come qualcosa di spettacolare e molto particolare.
Una distesa enorme di verde, con stagni, ponti, laghi e ruscelli, un’enorme scalinata con un sacco di statue in oro. Abbiamo passato la giornata camminando, il parco praticamente non finiva mai.. Abbiamo mangiato un panino portato dalla famosa paninoteca: buona ed economica.
Camminando nel parco c’erano delle panchine strane. Se ti sedevi arrivavano degli spruzzi d’acqua. Abbiamo scoperto che in realtà c’era un tipo dietro nascosto che azionava un pulsante e faceva partire questi spruzzi quando ti sedevi o semplicemente ci passavi, anche perchè ci ha sorriso quando io mi stavo sedendo x vedere cosa sarebbe successo. Ci ha fatto l’occhiolino.. Ma che lavoro fantastico!!!
Verso le 18 siamo tornatidietro col bus 210, che con 100R in 45′ ci porta alla fermata M che direttamente ci porta a quella del nostro hotel.
Si, eravamo molto stanchi. Ma ci mancava il colonnato di Santo Isacco e non potevamo rimandarlo poichè era l’ultimo giorno.
La cattedrale di S.Isacco aveva un colonnato panoramico. 300R per una vista mozzafiato, dopo aver fatto però circa 300 gradini di una scala a chiocciola. Arrivi lassù con la lingua di fuori, ma la bocca rimane ancora aperta per la vista.
Noi siamo stati fortunati in quanto siamo andati nell’ora del tramonto. Uno spettacolo.
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Siamo stati la sopra un bel po, abbiamo assistito al tramonto del sole che sembrava ci salutasse per lasciare posto alla gigantesca luna che, piena, ci ha accompagnati per quasi tutto il viaggio.

Per cena abbiamo deciso di tornare al self service, che trovandosi vicino alla cattedrale del sangue versato, ci ha dato la possibilità di fare un ultimo giro dopocena per scattare qualche altra foto. Abbiamo mangiato salmon,e patate, tre tipi diverse di insalte russe 1senape e 1succo di mela per 300R. Ci tengo a precisare che l’insalata russa non è come la immaginiamo noi, ma sono diverse con all’interno diversi ingredienti. E sono buonissime.
Eravamo davvero a piezzi. Tornammo in Hotel con ancora le valigie da preparare. L’indomani abbiamo lasciato la bellissima San Pietroburgo per partire verso la capitale: Mosca!
Ogni volta che si fanno le valigie alla fine di un viaggio, la roba sembra non entrare più. Chissà come sia possibile tale fenomeno.

E così finiva metà vacanza. é inutile precisare con quanta velocità passino i giorni belli trascorsi in città nuove.. tra le tante cose da fare e i bei posti da vedere.
Eravamo ancora carichi… Mosca ci aspettava.

A presto per la seconda parte del post, e del mio viaggio in Russia.

di fonziefo87

Russia… Solo una breve introduzione!!

10 giorni…
Sicuramente non sono sufficienti per ammirare i colori di questo bellissimo paese..
Pieno di storia, pieno di verde e di acqua.
Cupoloni e colonnati che tentano di toccare il cielo…
Strade piene di fiori.. Luci che si riflettono sui fiumi.
Parchi curati e grandi fortezze difensive..
Paterhof, con il suo grandissimo parco pieno di fontane dorate, stagni, viali alberati e laghi..
La Chiesa del Sangue Versato, il cui nome non ha certo a che fare col Cristo, ma piuttosto con un vecchio zar morto in un golpe di allora, e su cui è stata edificata una Chiesa mai consacrata.
Il Cremlino di Mosca, con la tomba al milite ignoto, le 5 cattedrali all’interno ed il museo dell’armeria con abiti e armi dei vecchi zar.
Sant’Isacco, una cattedrale su cui colonnato si può ammirare l’intera San Pietroburgo che, con il tramonto e le giuste luci, fa venire i brividi.
La galleria di Treaj’kov con la sua collezione di arte russa, pittori che non conoscevo e che mi hanno stregato.
L’Hermitage con intere collezioni d’arte di tutto il mondo, massiccio, pieno d’oro, lusso e sfarzo; ospitato all’intero del Palazzo d’inverno, sede invernale degli zar.
E Mosca… che mi ha saputo catturare..
Forse la luna piena di quei giorni, forse la pelle d’oca davanti la salma di Lenin, forse le luci colorate sulla Moscova (da cui nome della città)… ma Mosca ha assolutamente vinto!!
Sarei ignorante, qualora togliessi qualcosa alla bellissima e magnifica San Pietroburgo… ma in queste scelte, gioca molto il gusto personale.
San Pietroburgo… forse troppe aspettative che sono state un po deluse..
Mentre Mosca, basse aspettative, e la città mi ha sorpreso.
Dicevano fosse più bella San Pietroburgo, che a Mosca non c’è nulla tranne la piazza rossa… Non penso siate mai stati a Mosca forse più di un giorno. C’è un mondo che va ben oltre la stupenda piazza rossa del Cremlino.
L’unico difetto che trovo in Mosca, sono i ponti.. poco incentivati… potrebbero abbellirli di più.. mentre l’unico bello è il “ponte dei baci” con i suoi alberi a cui sono appesi mille lucchetti e i suoi getti d’acqua dal fiume Moscova.
Attiva e dinamica, frenetica e chiassosa, scomoda. Assolutamente scomoda e, per me, poco vivibile.
12 Linee di metro a cui all’interno per passare da una linea e l’altra, be.. i chilometri!!
Ma anche tantissimo verde, parchi, strade immense a 4 corsia dove per passare da un lato all’altro devi usare il sottopassaggio, parchi lunghi quanto le strade in modo da potere essere passeggiati proprio come vie e magari sederti una panchina ad ammirare i mille fiori, fontane e statue.
San Pietroburgo, molto più raccolta, piccolina, un gioiello tra i più splendenti.
Si passeggia tranquillamente tra le bellissime piazze dove spesso si cantano musica popolari come “Fischia il vento”
Ma, tra la Prospettiva Nevsky (viale di passeggio e shopping lungo 4,5km) di San Pietroburgo, e l’Arbat (via pedonale di locali e negozi, molto pio più corta) di Mosca.. preferisco l’Arbat.. proprio perchè è pedonale con i tavolini dei locali fuori per la strada.
Le difficoltà?
Si, ci sono state. Ma le abbiamo superate benissimo.
Una tra tutte, la lingua. alfabeto cirillico e quasi nessuno parlava inglese.
A mio avviso, poca apertura al turismo… la classica “carta del turismo” della città..ancora non ho capito se e dove si poteva fare, e per fortuna ce la siamo cavata anche senza.
Poi la metro di Mosca.. un sacco scomoda, troppe scale, e tantissimi percorsi per raggiungere le linee..
Penso di essermi stancato più sotto la metro con nelle varie escursioni. Porte pesantissime per entrare in metro che spingevo a fatica.
Il caldo nei luoghi chiusi, come le metro e il contrasto del vento freddo quando passavano i vagoni correndo (infatti ora sto finendo di pagarne le conseguenze, tra mal di gola e raffreddore!)
Ma nonostante ciò… ripartirei domani stesso! Ben vengano queste minime difficoltà.. insegnano a cavartela nelle situazioni dove, forse, non si ha tutto bello e pronto.
Sono città da fare assolutamente insieme in unico viaggio. Magari prima Mosca (più stancante!) e poi San Pietroburgo (più comoda!).

A breve per i post completi di entrambe le città!

di fonziefo87