San Pietroburgo [4 – 9 Settembre 2014]

Le nostre solite partenze mattutine: Swiss ore 05:55 partenza per Zurigo per uno scalo di un’oretta per poi, subito dopo prendere la coincidenza per San Pietroburgo. 200€ il mutitratta: Roma – San Pietroburgo / Mosca – Roma. E da San Pietroburgo a Mosca un treno nuovo e veloce che con 3ore circa e 50€ ci ha portati a Mosca.
Arrivati a Zurigo, prima di procedere alle procedure classiche d’imbarco siamo passati al controllo passaporti, poichè stavamo andando in un altro stato: La Federazione Russa!

Mi spiace non avere la possibiltà di tornare facilmente a San Pietroburgo. Andarci è complicato. Devi fare tutte le pratiche per il Visto Visa e l’assicurazione che richiede tempo e soldi. In realtà è una pratica più facile del previsto. Su internet è spiegato tutto ciò che serve. Ci sono agenzie che lo fanno, ma oltre a pagarlo quasi il doppio, non ne vale la pena. Devi solo compilare un sacco di fogli e preparare foto e portare tutto in ambasciata. In 15/20 gg è pronto.

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Moneta: Rublo: 1€ = 48 Rubli
Fuso orario: 2h+ dell’Italia
Alfabeto: Cirillico

Clima: Molto buono.
I primi 2 giorni forse un più di freschetto ma con un maglioncino stavi bene. Mentre per il resto, le giornate erano miti. La sera forse una felpetta. Niente a che vedere con ciò che mi avevano detto: freddo, sciarpe, canotte, ombrelli.

I dettagli della città, la cura dei minimi particolari, queste imponenti strutture che sembrano foto di quanto non sono per niente rovinate nè scalfite… ecco ciò che a primo impatto mi ha colpito.

Arrivati per le 14:30 ore locali siamo passati in un secondo controllo passaporti, questa volta in uscita. Usciti dall’aeroporto, il bus 39, con 25R ci ha portati ad una stazione di metro sulla linea rossa (è impossibile ricordare i normi delle metro visto l’alfabeto diverso!) e poi, con un cambio, arriviamo alla nostra stazione metro. Facilmente siamo arrivati in Hotel. Un mini hotel con colazione inclusa. 12400 R compresi i 200 di registrazione. La registrazione è quel documento che la struttura ospitante deve lasciarti nel caso in cui sei un ospite della Federazione Russa e quindi hai bisogno del visto. Mi aspettavo peggio da questo hotel. Invece le camere erano spaziose, addirittura con un angolo soggiorno con divano e tavolino e nel bagno (piccolissimo) una doccia idromassaggio. Comprendeva anche il wi-fi.e colazione. Forse un po carente nella pulizia. Già togliere la moquette sarebbe stato meglio.

Siamo usciti per un primo giro per la città e per il pranzo.. ci siamo letteralmente tuffati in una paninoteca con ottimi panini e dolci. Un panino col salmone 125R.
Il nostro hotel era centralissimo. Quindi non abbiamo avuto per niente difficoltà di spostamenti. Volevamo fare la San Pietroburgo card ma ancora non ne sapevamo molto perchè in aeroporto non la facevano, dicendoci che si poteva fare solo online e poi andare a ritirare in uno specifico ufficio della città.
Il palazzo d’inverno, che ospita l’Hermitage, era molto vicino al nostro hotel, e la cattedrale di S.Isacco proprio una traversa. Con una piccola passeggiata sulla Prospettiva Nevskij si arriva alla bellissima cattedrale del Sangue Versato. Nella strada abbiamo trovato un market e ne abbiamo approfittato per rifornirci di acqua. In Russia l’acqua dai rubinetti non è potabile. Infatti l’hotel aveva nella reception un distributore di acqua e quando ne avevamo bisogno riempivamo le nostre bottiglie.
Prima della cena abbiamo approfittato della comodità di avere l’hotel al centro per una pausa. Anche se, vista l’alzataccia alle 3:30 del mattino ci siamo addormentati per poi uscire direttamente per cena.
Usciti poi col buio volevamo raggiungere la fortezza che si trovava dall’altra parte del fiume. Ma dopo un po di cammino abbiamo capito che non ci conveniva sia per la distanza, sembrava minore, e sia per l’orario della cena e la paura di trovare chiuso. E infatti in parte così è stato. Ne abbiamo comunque approfittato per vedere la statua dell'”Horse man”, l’uomo a cavallo. Statua che regge soltanto sullo zoccolo del cavallo, Ci siamo arresi ai locali già praticamente chiusi e siamo andati ad un normale Burgher King. Abbiamo mangiato con 314R. Tornammo poi in hotel.

Il giorno dopo, sveglia e doccia. Scendemmo al pub dell’hotel e la tipa della reception in russo (ovvero a gesti) ci fa capire che ci doveva dare dei voucher che ci davano la possibilità della colazione.
La signora, si esprimeva semplicemente con: “mmh.. mmh..” e fu una cantilena che ci ha accompagnato tutto il viaggio.
Il buffet della colazione era abbastanza scadente: solo del pane da tostare e delle marmellate, oltre a un classico the o latte e caffè. la cameriera ci chiese se volevamo un uovo fritto oppure una pappetta che sembrava risolatte di cui non ho mai davvero capito il nome. Ovviamente uovo.
Non avevamo ancora deciso se fare o meno la card. Abbiamo avuto difficoltà nel trovarla. Parlando poco inglese non ci hanno saputo spiegare bene dove andare. Inoltre non erano compresi i trasporti. Ma ci siamo voluti comunque prendere un po di tempo per pensare così abbiamo pensato di iniziare a visitare la città dall’Hermitage.
Il museo si trova dentro il palazzo d’inverno, nella omonima piazza d’inverno. L’ingresso viene 400R e 200R in più se vuoi fare le foto. Se dimostri di essere uno studente hai la riduzione. E’ immenso. Potente. Maestoso.
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Abbiamo praticamente passato l’intera giornata nei 3 piani della struttura senza vedere le stanze “Gold” e “Diamond” che richiedevano un biglietto a parte, sia per poco interesse che per poco tempo. E’ bellissimo. Collezioni di tutto il mondo. Dall’arte asiatica ai classici dipinti dei pittori francesi. Sicuramente una tappa da non perdere per chi visita questa città. Anche se, solo la struttura dall’esterno merita… E’ bellissima e suggestiva, sopratutto di notte.
Usciti da lì eravamo sfatti e stanchissimi. I musei stancano un sacco perchè camminando e soffermandoti tra le varie opere non ti accorgi della stanchezza che sta salendo, ma una volta usciti ti mollano le gambe. Così per ricaricarci siamo passati dalla paninoteca del giorno prima, anche perchè non avevamo nemmeno pranzato. E abbiamo preso dei dolcetti che abbiamo mangiato comodamente nel soggiornino della nostra camera. Volevamo solo riposarci un attimo, quando poi ci siamo accorti di esserci fatti 2h di sonno. Ma quanto meno ci siamo svegliati ricaricati. Non è che poi avevamo tutta questa fame, visto il pranzo alle 18 dopo l’Hermitage, ma comunque sulla Prospettiva Nevskij trovammo una sorta di fast food russo: 2 crepes,2 zuppe e 2 crepes dolci. Eravamo al Tepemok, così buono da volerci tornare l’indomani (in realtà non ci siamo più tornati.. la voglia di provare cose nuove era più forte!!). Tutti i locali della città chiudevano già alle 23.  Abbiamo poi fatto una lunga passeggiata. Questa volta avevo messo nello zaino il mio mini treppiedi per scattare meglio con la lunga esposizione, viste le luci della notte. Passammo dall’altra parte del fiume percorrendo uno dei ponti. Decidemmo comunque di lasciare la fortezza per quando era possibile entrare. Le gambe già chiedevano pietà, ed era solo il secondo giorno.
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Dopo colazione, abbiamo preso finalmente una decisione riguardo la card. Non ci conveniva. Troppa perdita di tempo per trovarla, pochi chiarimenti a riguardo. Così abbiamo comunque preso il bus turistico offerto dalla CityTour-SanPietroburgo.
600R per 1h30′ e la possibilità di fare il giro quante volte vuoi nell’arco di 24h o di scendere e salire ad ogni fermata.
Abbiamo iniziato a fare un giro completo per ascoltare la storia (hai un audio guida con lingua italiana). La prima fermata fu l’aurora , una vecchia nave da guerra. Nel lungo fiume c’erano vari stand sopratutto di souvenirs.
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Ne’ abbiamo approfittato per un giro e poi dalla stessa fermata che ci ha lasciati, abbiamo ripreso il bus. La seconda tappa, finalmente, è stata la fortezza.
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L’entrata è 350R (Cattedrale + Prigione) oppure 180R per gli studenti. La prigione ci ha deluso. Passi davanti a stanze tutte uguali.  La cattedrale invece, molto bella. In stile russo. pomposo e sfarzoso. A mio avviso, strettamente personale, troppo carica di oro.. eccessivo. Le prigioni erano quelle della vecchia dinastia dei Romanov.Siamo rimasti li ancora un po, sul lungo fiume che sarebbe la parte dietro la fortezza.
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Abbiamo preso per pranzo (anche se già erano le 17!) un pannocchia di mais e un gelato.
Ripreso il bus,  ci ha portati al centro. Da li, passammo prima al market per rifornirci di acqua e ne approfittammo per una sosta in Hotel con un pacco di patatine e una brra e qualche dolcetto.
Nel frattempo si fanno le 20:30 e visto che l’andamento della giornata ce l’ha finalmente concesso, ci siamo permessi di rilassarci in un ristorante russo. Ne siamo usciti soddisfatti. 2500R per un insalata russa con caviale, anatra, e un dentice accompagnato da un purea di ribes, due birre e un bicchiere di vodka. Tutto ottimo. Davvero da leccarsi i baffi. Abbiamo dovuto lasciare una mancia alla cameriera del 10% del totale speso. Nei locali russi si usa fare così, altrimenti passi per maleducato e, probabilmente, i camerieri vivono di questo (anche se su questa cosa ho qualche dubbio..). La cameriera fece un sospiro come di sollievo quando vide la nostra mancia, forse non se l’aspettava magari vedendo le diverse usanze italiane.

4°Giorno, il penultimo. Dopo docce e colazioni, abbiamo deciso di fare un giro vagando per San Pietroburgo alla scoperta di qualcosa che non ci era presentato dal CityTour. Infatti così è stato.
Per prima siamo passati ai giardini di Alessandro. C’era un piccolo parco giochi, ma la cosa bella sono stati dei dondoli messi al posto di solite panchine. Infatti i genitori dei bambini, mentre i piccoli giocavano alle varie altalene, scivoli, ecc, stavano sul dondolo a guardarli. Noi, pur senza bambini, comunque ci siamo rilassati su quei dondoli. Cammina, cammina, le chilometrate (da me batezzate!) ..siamo passati prima

dall’horse man DSC_0274

e poi abbiamo visto da lontano la cupola di una bellissima struttura che abbiamo scoperta una volta entrati essere una chiesa. Abbiamo deciso di raggiungerla a piedi. Abbiamo costeggiato tutto il bellissimo lungo fiume, passando dal palazzo del comune dove si stava celebrando un matrimonio, e poi attraversammo un ponte. Nell’attraversalo siamo proprio passati sopra le fessure da dove di notte si apre (come tutti gli altri ponti della città) per il passaggio delle grossi navi. Il nome della chiesa non sono mai riuscito a scoprirlo (purtroppo!) ..So che è proprio davanti al porto. E che è bellissima. E molto suggestiva. Dentro c’era un sacco di gente che ci ha dato l’idea di essere malata. Ci stava l’acqua santa proprio in una cisterna da cui, sotto, potevi mettere il bicchiere per berla. Usciti, avevamo di fronte a noi il porto con una barca a vela da guerra e un sommergibile.
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Dopo qualche foto, tornammo indietro e, dopo una mini pausa, abbiamo ripercorso il ponte all’indietro. Questa volta siamo passati dietro il lungofiume da dove prima avevamo visto il municipio. Sulla strada c’era un immenso negozio di souvenir. Ma bellissimo. Curato nei minimi dettagli. Un’arredamento fatto ad arte. Dentro c’erano un sacco di oggetti di tradizione russa per tre piani. Alcuni molto costosi e fatti a mano. Sembrava un museo, Da carillion a matroske, scatole e baschi. Finanche i bagni, pulitissimi e decorati. Abbiamo preso delle calamita e due a forma di coccinella. Lungo la strada abbiamo scoperto il museo della Vodka. Ma niente di che. Una stanzetta con delle foto e varie descrizioni in cirillico. Meno male che non abbiamo pagato l’ingresso. Mini pausa. Anche oggi niente pranzo, almeno ad orari regolari. Infatti verso le 15:30 iniziammo a sentire fame. Arrivammo al sushi shop per prendere una scatola grande ed una media per una spesa di 888R, compreso di bacchette, soya, wasaby e zenzero. Abbiamo deciso di mangiare il tutto ai giardini di Alessandro. In molti fast food, il prezzo è diverso, dipendentemente se lo consumi al locale o se te lo porti via.
Finalmente, dopo tutti questi giorni arriva il momento di vedere dall’interno la bellissima cattedrale dei Sangue Versato.
Come il nome, confondendo, puo suggerire non si fa riferimento al Cristo, ma bensì allo zar Alessandro il quale, in quel punto è stato assassinato in un golpe e i figli fecero costruire in suo nome una chiesa che in realtà non fù mai consacrata. 250R. Dentro è molto bella, per carità… ma fuori, è uno spettacolo.. poi di sera col fiume accanto… non ci sono proprio parole.
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Entrammo dentro i vicini giardini di Michele e ne approfittammo per un po di relax. Abbiamo passeggiato e fatto foto all’interno fino all’ora di cena. Abbiamo cenato in un self service russo che c’era li nella via e che, in realtà, avevamo adocchiata già da giorni prima. Dentro era molto bello con delle rosse luci soffuse che facevano atmosfera. Il cibo era buono e con 175R abbiamo preso un’insalta russa, uovo, riso e dolce. Tale posto è molto gradito dai russi proprio per la quasi assenza di turisti. Usciti, abbiamo approfittato delle luci della notte per scattare qualche foto alla cattedrale che s’affaccia sul fiume Neva
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Nelle piazze e strade del centro c’erano un sacco di artisti da strada. Mangiafuochi, band che cantavano sia canzoni popolari come “Fischia il vento” o anche gruppi come Coldplay, piuttosto che Nirvana o Guns ‘n’ roses. Raccoglievano l’elemosina.Un ragazzo mi è piaciuto particolarmente come giocava col fuoco, e come l’amico lo accompagnava con la musica. Quando un loro amico passà col cesto delle elemosina dalla gente raccolta in cerchio, avrei tanto voluto lasciargli qualcosa.. ma non l’ho fatto perchè non sapevo quanto sarebbe stato giusto lasciare e se in quel paese avessero un’usanza particolare.

Ultimo giorno. Siamo andati fuori San pietroburgo, a Paterhof. Una scoperta eccezionale.
Il libro guida ce la presentava come la Versailles russa.. niente affatto, ovviamente, per i miei gusti.
Abbiamo avuto un po di difficoltà col bus poichè, come ho già detto non parlano l’inglese.
All’inzio stavamo sbagliando direzione e l’autista ci fece capire che la direzione giusta era l’opposta.Ma comunque dalle indicazioni trovate su internet e da una bigliettaia nel bus (si, in Russia come anche in Olanda nei bus ci sono persone addette a vendere e controllare i biglietti!) che a gesti e con l’aiuto del nostro navigatore ci diede indicazioni. Arrivammo a Paterhof, che altro non è che la residenza dei vecchi zar.
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L’ingresso era 500R ma, purtroppo quel giorno, lunedì, si poteva solo visitare il parco con altri piccoli musei di poco conto. La residenza, cioè il palazzo reale vera e proprio era chiusa. Mi mangio ancora le mani. Tornerei a San Pietroburgo solo per questo. La immagino come qualcosa di spettacolare e molto particolare.
Una distesa enorme di verde, con stagni, ponti, laghi e ruscelli, un’enorme scalinata con un sacco di statue in oro. Abbiamo passato la giornata camminando, il parco praticamente non finiva mai.. Abbiamo mangiato un panino portato dalla famosa paninoteca: buona ed economica.
Camminando nel parco c’erano delle panchine strane. Se ti sedevi arrivavano degli spruzzi d’acqua. Abbiamo scoperto che in realtà c’era un tipo dietro nascosto che azionava un pulsante e faceva partire questi spruzzi quando ti sedevi o semplicemente ci passavi, anche perchè ci ha sorriso quando io mi stavo sedendo x vedere cosa sarebbe successo. Ci ha fatto l’occhiolino.. Ma che lavoro fantastico!!!
Verso le 18 siamo tornatidietro col bus 210, che con 100R in 45′ ci porta alla fermata M che direttamente ci porta a quella del nostro hotel.
Si, eravamo molto stanchi. Ma ci mancava il colonnato di Santo Isacco e non potevamo rimandarlo poichè era l’ultimo giorno.
La cattedrale di S.Isacco aveva un colonnato panoramico. 300R per una vista mozzafiato, dopo aver fatto però circa 300 gradini di una scala a chiocciola. Arrivi lassù con la lingua di fuori, ma la bocca rimane ancora aperta per la vista.
Noi siamo stati fortunati in quanto siamo andati nell’ora del tramonto. Uno spettacolo.
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Siamo stati la sopra un bel po, abbiamo assistito al tramonto del sole che sembrava ci salutasse per lasciare posto alla gigantesca luna che, piena, ci ha accompagnati per quasi tutto il viaggio.

Per cena abbiamo deciso di tornare al self service, che trovandosi vicino alla cattedrale del sangue versato, ci ha dato la possibilità di fare un ultimo giro dopocena per scattare qualche altra foto. Abbiamo mangiato salmon,e patate, tre tipi diverse di insalte russe 1senape e 1succo di mela per 300R. Ci tengo a precisare che l’insalata russa non è come la immaginiamo noi, ma sono diverse con all’interno diversi ingredienti. E sono buonissime.
Eravamo davvero a piezzi. Tornammo in Hotel con ancora le valigie da preparare. L’indomani abbiamo lasciato la bellissima San Pietroburgo per partire verso la capitale: Mosca!
Ogni volta che si fanno le valigie alla fine di un viaggio, la roba sembra non entrare più. Chissà come sia possibile tale fenomeno.

E così finiva metà vacanza. é inutile precisare con quanta velocità passino i giorni belli trascorsi in città nuove.. tra le tante cose da fare e i bei posti da vedere.
Eravamo ancora carichi… Mosca ci aspettava.

A presto per la seconda parte del post, e del mio viaggio in Russia.

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di fonziefo87

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