Mosca, una bella sorpresa [9/14 Settembre 2014]

Una piacevole sorpresa. Forse le basse aspettative mi hanno permesso di guardare questa città con grande stupore e sorpresa già appena arrivati alla stazione.
Presentata da molti come (quasi!) una città banale, ricca solo per la sua Piazza Rossa. Mi piacerebbe tanto parlare con queste persone per capire cosa (NON!) hanno visto della città per arrivare a tale conclusione in maniera così forte da trasmetterla a chiunque facendone di essa uno sbagliato (uno dei tanti!) luoghi comuni. Posso capire che una città può non piacere per gusto personale… Ma dire che non c’è nulla tranne la Piazza Rossa. Vabeh, è inutile soffermarsi in polemiche…

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Siamo arrivati nella capitale della Russia col treno. Si tratta di un nuovo treno veloce che in poco più di 3h, da San Pietroburgo arriva a Mosca. Treno efficentissimo. Pulito e puntuale. Addirittura c’erano le inservienti che prima di salire, e una volta arrivati pulivano i vetri esterni. il Sapsan
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Siamo arrivati alla stazione di San Pietroburgo con molto anticipo, + di 2h. Avevamo paura di avere problemi viste le poche indicazioni a riguardo, perchè sul nostro voucher del biglietto avevamo scritto un nome di stazione che non trovavamo. Era in realtà la stazione principale. Sembra che a San Pietroburgo ci siano 5 stazioni e da ognuna, partono treni per destinazioni diverse. Fu abbastanza semplice cambiare il voucher comprato da internet a 50€ con un biglietto, alla biglietteria della stazione. Poi l’attesa un po noiosa. Ammirammo (se cosi si puo dire) un barbone che si sistemava le braghe, proponendoci a qualche centimetro di distanza la vista del suo didietro.
Come i controlli di polizia in aeroporto, abbiamo dovuto ripetere la stessa procedura anche per prendere il treno.
Il viaggio è passato tranquillo, tra chiacchiere, panorami, musica e qualche pennichella.
Arrivammo alle 18. Il clima era sicuramente più caldo rispetto a San Pietroburgo.

Subito Mosca ci è sembrata un sacco caotica. Un sacco di persone a flotte che non riuscivano nemmeno a farti camminare. Abbiamo avuto qualche secondo di spaesamento sopratutto alla metro, tra la confusione e i caratteri cirillici, ma con la guida alla mano siamo riusciti a capire quale fosse la nostra metro. Arrivati, la nuova difficoltà era trovare l’hotel. Abbiamo chiesto a 2 ragazze ma, ovviamente non parlavano inglese ma furono disponibili nell’indicarci un poliziotto. Ci avvicinammo col voucher dell’hotel per mostrargli il nome e, in russo.. quindi sempre a gesti, ci ha indicato quanto meno la direzione giusta.
Siamo poi arrivati al nostro Hotel Borodino 4*. Luosissimo e Sfarzosissimo. Abbiamo iniziato le foto già solo dall’hotel per quanto fosse bello.  Ovviamente con colazione e wifi incluso.

Abbiamo preso qualche spuntino per la cena in un grande supermercato li vicino, dove abbiamo comprato anche un paio di pantofole a pochissimo. Abbiamo passato la serata nella piazza Rossa iniziando a fare un sacco di scatti sopratutto alla bellissima piazza del maneggio poco distante. DSC_0097 DSC_0099

Le metro di Mosca: a me non piacciono!! Sono immense e molto belle. Spesso in marmo e con varie statue o decorazioni oro. Ma le ho trovate molto scomode. 12 linee e per passare da una all’altra, nelle stazioni di incrocio, davvero, i chilometri. Inoltre ho notato che le porte d’ingresso erano un sacco pesanti.

La colazione, ovviamente, era degna dell’hotel. Un ricco buffet di dolci e roba salata. Possibilità di avere un omelette fatta al momento e farcita a tuo piacimento. Pietanze fritte e al forno. Carni e Pesci. Siamo usciti dal ristorante vivi e senza rotolare, anche se il primo giorno io ho avuto qualche dubbio a proposito.

Usciamo per la città dopo una doccia e abbiamo deciso di fare il bus turistico due giorni dopo poichè il sabato l’orario di fine delle corse era più tardi.
Osservando la guida della Cartonville ci ha colpito particolarmente la zona C.
Siamo scesi alla metro di questa zona, alla piazza Lubijskaya e abbiamo iniziato a camminare. Arrivammo un laghetto che si travava dentro un parco. Ci stava una casetta, una sorta di cuccia mobile sull’acqua.
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Ci siamo accorti di come Mosca possa essere una città a volte pericolosa. Spesso mi raggiungevano barboni, probabilmente per l’elemosina a farneticare qualcosa in russo guardano affamatamente la mia reflex che puntualmente tenevo stretta  a me. Però non vanno mai oltre. Solo una volta uno strattone, ma poi se n’è andato nell’immediato.

Nel raggiungere il parco ci siamo trovati in un grande supermercato dove, dietro, potevi mangiare con dei tavolini messi lì apposta. Salmone e insalata di gamberi e avocado, 500R.
Riprendiamo il cammino verso la Torre di Men’SIkov che però non abbiamo mai raggiunto poichè si trovava dietro una bruttissima strada piena di spazzature e puzze. Li vicino siamo entrati in una chiesa con un giardinetto davanti molto curato. Dopo qualche foto all’interno, la custode ci disse di smetterla. La zona è ricchissima di parchi. Per raggiungere un grandissimo negozio di the e caffè passammo attraverso un parco con qualche statue di clown.
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Il negozio fuori era molto bello: vetrine molto curate e ben arredate. Dentro forse un piccolino ma moto bello. Non potevi fare foto all’interno. Sulla strada ci siamo poi accorti esserci l’orto botanico, ma forse perchè mi feci notare a fare foto, o forse ci avrebbe notato dopo, un tipo ci ha indicato la cassa dove prendere il biglietto. Non ci siamo poi entrati. Eravamo già stanchi e ci sembrava poco interessante dall’esterno. Arriviamo fino alla casa/museo di Vasnecov, ma il museo era già chiuso e abbiamo visto solo la casa da fuori
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Sula strada verso piazza Kosmokol’skaya ci siamo trovati davanti un bel murale sui muri della città con un sacco di colori e disegni.
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Quando siamo arrivati alla piazza, senza saperlo ci siamo trovati alla stazione. Cioè quella piazza era la stazione centrale di Mosca e abbiamo realizzato che anche quando siamo arrivati potevamo raggiungere l’hotel a piedi per la breve distanza.
E infatti poi, così abbiamo fatto. Una volta raggiunto l’hotel erano oltre le 20. L’intenzione era di andare a passeggiare sulla via Arbat ma i nostri piedi ci hanno imposto una serata di relax. Così abbiamo preso del cibo russo, caviale piadine e birra, e l’abbiamo mangiato nella stanza che era molto ampia e spaziosa da permettercelo. Avevamo ancora 3 sere e quel giorno era stato particolarmente stancante.

Ci svegliamo, ed un altra giornata attiva e dinamica ci aspettava.
Colazione. E ci siamo accorti che ogni mattina il menù, sopratutto quello salato, cambiava.
Arrivammo al GUM, un immenso centro commerciale arredato con ponti interni.DSC_0124 Tre piani. Al terzo piano si trovava l’ufficio del turismo. Avevamo l’intenzione di informarci per la “Moscow Card”. La tipa, ovviamente non inglese ci disse che bisognava farla online. Vabeh, abbiamo lasciato perdere.
Rimanemmo in centro per le varie attrazioni  della zona.
Infatti, siamo prima stati alla tomba del milite ignoto dove, ogni ora si celebra il cambio guarda, a cui abbiamo poi assistito due giorni dopo.
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Il museo nazionale di Storia è bellisimo. Ha una struttura definita nei dettagli ed è tutto rosso.
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Siamo entrati nella piccolissima cattedrale di Kazan che, se pur molto piccola, però molto particolare. Un tipo dentro in inglese ci ricordava che era l’11 settembre alludendo al fatto che poteva succedere qualcosa di non molto bello come memoria di quella data. Ma ciò non è successo.
Usciti, abbiamo voluto raggiungere il mausoleo di Lenin. A parte i tanti controlli fatti prima di entrare. Dentro c’è un atmosfera da pelle d’oca, Tutto buio. Luce soffusa e musica di sottofondo. E’ illuminata solo la salma. E tu puoi fare un giro intorno.. e non pensare nemmeno a scattare una foto!! Insomma un giretto di mezzo minuto, forse nemmeno, ma che m ha emozionato tantissimo.
Entriamo alla Chiesa di San Basilio.
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Si trovava nella piazza rossa, nella zona che stavamo visitando.
Mi ha colpito tanitssimo. Una chiesa con dentro un sacco di grotte e affreschi. Mura dipinte.
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Un po più in là si trovava il famoso Cremlino,  DSC_0534ma quando ci siamo avvicinati, ci siamo accorti che quel giorno, giovedì era chiuso. Così ne abbiamo approfittato per rilassarci nel prato che lo circonda. Ovviamente pulitissimo. Eravamo di fronte alla Moskova (Fiume da cui prende il nome la città).
Di fronte, dall’altro lato, vedevamo la grande Cattedrale del Cristo Salvatore. L’abbiamo raggiunta e ne abbiamo approfittato di alcuni stand che si trovano li nella grande piazza per prendere un panino e un gelato al volo.
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E’ stato proprio in questo luogo che un barbone mi raggiunse, parlando in russo e strattonandomi. Ma, indifferentemente me ne sono andato. Non mi ha seguito.
Il guardiano della chiesa che gestiva le varie entrate ci fece problemi per le macchine: pretendeva non fossero nemmeno appese al collo, oltre che non utilizzate in chiesa. Nel nostro zaino, già pieno, non entravano entrambe le macchine, così abbiamo deciso di entrare dentro a turni. La chiesa è molto bella. Soffitti enormi e altissimi tutti dipinti. Un sacco di oro per abbellire le varie decorazioni. C’erano molti devoti in ginocchio.
La guida ci segnalava che in quella zona ci stava la Casa dell’amicizia, un edificio che simboleggia la pace dei popoli.
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Un depliant preso in Hotel, pubblicizzava uno spettacolo di famosa danza russa.
Eravamo motivati ad andarlo a seguire in un teatro di un hotel. L’hotel Cosmos. Così ci siamo dati da fare per raggiungere la biglietteria per prenotare due posti per la sera successiva o quella dopo. E’ successo che, la difficolta, e la conseguenziale lentezza, del muoverci in metro ci ha fatto arrivare tardi a biglietteria chiusa. Ma speravamo comunque ci fosse qualcuno, almeno a cui chiedere qualche informazione. Purtroppo così non è stato. Dopo essere andati in una farmacia alla ricerca disperata di fazzoletti per un improvviso raffreddore, e averci passato buoni 10′ per far capire alla cassiera che non volevamo un farmaco ma solo semplici fazzoletti.. finalmente si avvicina una ragazza che parla inglese e ci fa da traduttore, arrivammo a questo Hotel Cosmos. Biglietteria chiusa e nessuno sapeva darci informazioni chiare riguardo lo spettacolo.
Scoraggiati, siamo andati via. Avevamo intenzione di tornare il giorno dopo ma, viste le varie difficoltà e le poche  istruzioni chiare per parteciparvi abbiamo lasciato andare per dedicarci comunque alla città.

Nel frattempo s’era fatta sera. La zona dell’Hotel, non presente nelle guide ci ha colpito. Intanto per la sua porta ad arco
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e poi per il suo parco giochi con tanto di ruota panoramica aperta. DSC_0397Ovviamente, con 350R ci siamo saliti.
Abbiamo cenato ad un McDonald’s li vicino e per farci capire dalla commessa è stata un impresa. DSC_1083Volevamo semplici “menù”… insomma, non ci sta molto da capire. Alla fine ci ha dato un menù cartaceo e le abbiamo indicato le varie cose. Ce l’abbiamo fatta.. con la fronte grondante di sudore e la fame (quasi!) passata.
C’era una sorta di metro aperta che collegava questa zona con una stazione. E poi da li siamo tornati nella zona del nostro hotel.

9° giorno (4° a Mosca) e penultimo della nostra vacanza.
Facciamo il biglietto per City Sightseeing. Non avevo con me il libretto universitario che mi permetteva di avere lo sconto studenti, ma in realtà lo sono. Quindi, poco male, ho presentato semplicemente la carta d’identità spacciandola come tessera universitaria. La tipa dopo che la osserva bene, l’accetta facendomi passare la riduzione: 1000R per 2gg di giro (2linee hop on hop off) e 2 giri sul battello. Abbiamo fatto prima entrambi i due giri cambiando poi con la linea verde per ascoltare la storia e fare le foto dai finestrini. Scendiamo poi alla fermata del Cremlino, ovvero nella piazza rossa. Dopo una discreta fila, la bigliettaio mi ha accettato anche li il ridotto studenti. 300R per le 5 cattedrali e il museo dell’armeria.  DSC_0544
Le cattedrali chiudevano alle 16:30 e forse le abbiamo viste tutte molto frettolosamente, anche se sono molto piccole e penso, alla fine, siamo riusciti a dedicargli il tempo necessario. Nella zona di dietro si trovava il grande museo dell’armeria. Un grande museo ricco di roba che usavano gli zar: armature sopra i cavalli, utensili da cucina e vestiti pomposi. Pensavo però fosse ancora più grande.

Usciamo e, visto che l’orario lo consentiva abbiamo fatto un giro sul battelo. Abbiamo scelto il giro grande. Onestamente? Niente di che. Non ci stava manco la guida. Passavi per il fiume ma, a parte il centro non c’era molto da vedere.
Molto bello però è il ponte dei baci. Un ponte su cui per tradizione passano gli sposti dopo la celebrazione. Pieno di spruzzi d’acqua sulla moscova e sturture piene di lucchetti DSC_0056 (2) DSC_0001 (2)
Volevamo raggiungere un ristorante all you can eat che, secondo una recensione trovata online, era ricco di varie cucine diverse. Non abbiamo trovato questo posto. Forse l’hanno chiuso, o forse non lo so. Abbiamo fatto un giro li in zona sperando di trovarlo ma nulla. Cosi abbiamo optato per andare un prima sulla via Arbat (già ci volevamo andare dopo cena!) per cenare li. Abbiamo trovato un self service russo e nel dopocena ci siamo fatti una birra sulla via.

Credo che la birra russa venga poco valorizzata. A mio avviso, non arriva ai livelli delle tedesche… ma è pari merito, ed anche simile, alla birra belga.

Torniamo a casa e passiamo dal supermercato per prendere un dolce e uno spumante russo.
Mentre ci dirigiamo verso le casse sentiamo gridare “America!!! America!!!” ci giriamo e vediamo il poliziotto (ce n’è uno per ogni servizio pubblico) che ci rincorre indicandoci l’orologio… io (sicuro di me!!) capisco che era tardi.. e penso, tra me e me, “ma non è aperto h24 sto market” …e non capivo… Il police man, prende la bottiglia, inveisce in russo indicandoci l’orologio… finalmente inglese dice: “IT’S LATE FOR THIS!” …e capiamo che nei market o locali non vendono alcool dopo la mezzanotte.

Giorno 10: l’ultimo!
Penultima colazione per poi prendere la metro direzione parco delle Arti. Di fronte ad esso si trova un altro gran bel parco e ci fermammo qui per rilassarci.
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Ci stavano un sacco di fontane e musiche, gente che pattinava, che leggeva, che passeggiava, che faceva jogging.. c’erano dei grandi cuscini su cui poter sederti o sdraiarti. DSC_0742 Lasciato quel parco raggiungiamo, dall’altro lato della strada, il Parco delle Arti. Meno bello di quello visto prima ma particolare perchè c’erano le statue dei vari governatori russi, Stallin, Lenin e finanche Marx e la falce e martello.
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Abbiamo pranzato con un gelato preso in un market sulla strada verso la Galleria Tetraj’akov un museo di arte russa. Prima di capire da dove si entra, passiamo a varie entrate adibite per l’accesso ai bambini di scuole con visite guidate.
La riduzione studenti è accettata anche qui 250R e 200R per le foto.
Non pensavo fosse così interessante l’arte russa. Ho fotografato un sacco soprattutto i vari nomi che, se pur interessanti ma non ricordo. Disegnano un sacco i paesaggi scuri con animali, piuttosto che quadri grandissimi con scene di vita quotidiana. Oltre la parte di ritratti o arte sacra che abbiamo saltata a piè pari.
Riprendiamo il bus rosso che ci portava alla tomba del milite ignoto per assistere al cambio della guarda.                                                                                                                                DSC_0989 (2)
Dietro la tomba e le due guardie ce ne sta una terza che ogni volta che fai qualcosa che non devi, come anche solo sederti sul muretto, fischia!
Un veloce giro ai chioschetti alimentari della zona per tornare indietro
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Abbiamo poi preso di nuovo il battello per un altro giro. Questa volta quello corto.
Ha buttato qualche goccia, ma siamo potuti entrare dentro.
Era già tardi. Avremo voluto fare un ultimo giro magari col bus verde ma già era partito per l’ultima corsa.
Ne abbiamo approfittato per qualche foto notturna e poi abbiamo fatto una cena russa, questa volta, finalmente con il nostro spumante.
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Il giorno dopo, domenica 14, colazioni, valigie e via in aeroporto con un bus che partiva dalla stazione metro.
C’era molto freddo e ha piovuto per tutto il viaggio in bus.
All’ingresso dell’aeroporto già i primi controlli di polizia per accedervi.
E poi tutte le varie precedure, ma questa volta in maniera molto più lenta con una lunghissima fila per i controlli passaporti.
Dopo il passaporto, i soliti (e ripetuti) controlli di polizia e poi al gate. Il nostro volo partì con una mezz’oretta di ritardo e abbiamo dovuto correre per non perdere la coincidenza da Zurigo. Anche quest’ultimo aereo è partito un po dopo.

Finisce così la nostra bellissima vacanza ed esperienza nella bella Russia…
Adesso, se avete letto, non m dite che più che Mosca è solo la piazza rossa.
No, non è così.
Pace!!

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di fonziefo87

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