Istanbul …Compleanno in Turchia [16/19 Gennaio 2015]

Ho deciso di passare il mio compleanno per la prima volta in viaggio. Tra le varie mete ho scelto l’affascinante Istanbul approfittando dei prezzi abbordabili della Turkish Airlines, compagnia turca e, di tutto rispetto… o almeno per quanto mi riguarda

ist     Arrivati a Fiumicino per circa le 12, alle 13 eravamo gia partiti in perfetto orario per arrivare sul posto dopo circa 2h30′. L’aeroporto era quello prinicipale: Akaturk.

Fuso Orario: +1
1€ = 2,7264TL

Abbiamo fatto una card per i trasporti, o meglio, pensavamo fosse quella ma dopo il 3° viaggio era scarica e abbiamo capito che dovevamo caricarla di soldi per poter viaggiare e che in realtà non era valida per un TOT di giorni come pensavamo. Anche se cmq il nostro hotel era in un ottima posizione che permetteva di muoversi senza tram.
La metro c’è, ci sono 3 linee, ma non passa per il “centro storico”, ma solo intorno ad esso. c’è un tram T1 che fa tutto il giro del centro, ed è comodo, preciso e puntuale. Noi infatti dall’aeroporto abbiamo preso la M1 fino al capolinea, o forse una fermata prima e da li il T1 ci portava a Sultanahmet, che è appunto il centro storico della città. Scesi dalla linea non sapevamo come raggiungere la fermata del tram, allora un signore del posto ci ha aiutati e ci ha portati fino ala fermata. Probabilmente sperava gli lasciassimo l’elemosina o qualcosa del genere, ma avevamo prezzi grossi visto che avevamo appena cambiato. Quindi da grandi approfittatori stronzi, abbiamo girato il culo e siamo saliti sul nostro T1. Il nostro hotel, Azade Hotel, abbiamo scoperto che faceva parte della catena Best Western. Era un 4* in stile ottomano,centralissimo, dietro la Moschea Blu, con wi-fi e colazione inclusa, quest’ultima sulla terrazza coperta dell’hotel da cui si vedeva tutta la città. Peccato che i posti vicino le vetrate erano scomodi perchè ti entrava tutto il sole. Infatti era caldissimo li sopra. Per un errore nella prenotazione fatta da loro ci siamo presi una tripla perchè avevano finito camere doppie, ma ci hanno chiesto se l’indomani volevamo cambiare stanza.

Dopo aver posato le valigie e dati una sciacquata siamo usciti per un primo giro di perlustrazione.
Accanto a noi ci stavano dei localini dove i camerieri uscivano e ti chiamavano proponendoti le loro cose, un piccolo bazar pieno di cose carine e negozietti particolari e di spezie e the, un market dove compravamo l’acqua e un ristorante dove poi siamo stati la domenica del mio compleanno. C’erano dei lampadari bellissimi, fatti con del vetro spesso resistente anche al peso umano, come ci fece vedere un commesso che ci salì sopra.DSC_0001 Potevamo già ammirare, anche se da fuori, la bellezza della moschea blu e de Santa Sofia che erano però già chiuse. Sultanahmet sembra un posto delle favole. Mi sono come ritrovato in un attimo dentro al cartone di Aladino. La sera, davanti la Moschea Blu c’è una fontana molto grande che si illumina di vari colori creando giochi di luce bellissimi.
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Per la cena abbiamo scelto un fast food turco. l’idea del loro fast food non come la nostra. Sono dei ristorantini dove sei servito dal cameriere. Abbiamo preso Falafel e Humus. Oltre a patatine e del pane loro, simile al Naan indiano, e varie salsette.

La mattina ci aspettava una colazione internazionale/turca con affaccio sul Bosforo. Il loro sarà pure buono, ma a prima mattina penso sia troppo salato/speziato infatti tutta la mattina sono stato attaccato alla bottiglia. Ma una volta che sei li, non ne approfitti di assaggiare qualcosa di diverso e cmq buono? Anche perchè la colazione è stata così abbondante che ci è bastato anche per il pranzo.
Siamo entrati alla Moschea Blu, rigorosamente scalzi. All’ingresso ci sono delle panche e dei posti dove puoi poggiare le scarpe, oppure se si preferisce, basta prendere una bustina (ci sta proprio il distibutore) che sembra quella degli alimenti al supermecato e puoi mette dentro le scarpe e portarle con te dentro. Insomma, all’ingresso, da dove iniziano i tappeti non puoi più camminare, e ci stanno le guardie turche, addirittura, a “dirigere il traffico”. Non si sta male da scalzi lì dentro, come in realtà credevo. Penso che siano riscaldati da sotto o forse no. Ma cmq sono molto comodi. Dentro, sinceramente, è stato un po deludente, o probabilmente avevo alte aspettative (chissà cosa pensavo di trovarci).
DSC_0037All’uscita siamo stati praticamente invasi da quei tipi che ti propongono vari giri turistici con bus e battelli. E quanto sono insistenti. Alcuni spesso parlavano italiano, o meglio.. ci provavano.
Istanbul è pieno di gatti e cani randagi. Addirittura i gatti entravano nei negozi, per esempio di souvenir, o li trovavi negli scaffali a dormire selvaggiamente.
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Usciti dalla Moschea Blu, volevamo andare al Santa Sofia.. ma c’era una fila enorme di gente così abbiamo optato per farci il Museo del Topkapi. Il museo è il più importante di Istanbul e ricco di arte turca/ottomana. E’ una sorta di villaggio dentro con varie strutture dove entravi e vedevi le varie cose tra cui giolielli, sculture.. una parte era l’Harem dove una volta stava il sultano e le sue mille e passa concubine. Una parte intera era dedicata a tutte le armi. Abbiamo fatto una card che per 3 giorni ti permetteva di entrare in vari musei, infatti oltre al Topkapi, siamo poi entrati al museo dell’archeologia e al Santa Sofia. Non immaginavamo perdevamo così tanto tempo al Topcapi, e infatti usciti d li era già pomeriggio e tutti gli altri musei chiusi. Cosi’, abbiamo pensato di prendere un dolce alla nutella e una pannocchia ad un parco li vicino grande e molto curato. Chi ha mai detto che Istanbul sia una città sporca? Luoghi comuni che non coincidono assolutamente con la realtà. Mi chiedo da dove escano fuori? Vabhe.
DSC_0094All’ingresso di questo parco ci stava questo libro ed un effetto di acqua, come volesse girare pagina.

Siamo poi tornati in hotel facendo una lunga passeggiata per il centro, sopratutto per metterci più pesanti per la sera quando la temperatura diminuiva.

Il programma della serata prevedeva il teatro per vedere la rinomata danza dei Sufi con i Dervisc, come li nominava Battiato nella sua canzone “Voglio vederti danzare”. Il biglietto in 2 costava 120TL per circa 60′ minuti di spettacolo con musiche e riti Islamici.
Usciti era sera e iniziavamo ad avere un po di fame, infatti abbiamo preso una pannocchia ma anche delle zuppe, patatine e dolcini da mangiare in hotel. Si concludeva così il nostro secondo giorno

L’indomani, solita colazione e, avoglia a pensare di non mangiare molto, visto la roba salata… Questa volta non potevamo mancare la moschea di Santa Sofia. Si tratta di una moschea dissacrata e adesso adibita a museo. Dentro è molto grande e distribuita in varie sale. DSC_0100

Dopo un break di pannocchie e acqua, ci dirigiamo per 20TL al vecchio acquedotto romano.è la vecchia cisterna con dentro fiumiciattoli, statue e, alla fine le teste di due meduse. all’interno c’era una parte dove potevi vestirti da sultano e farti delle foto. Abbiamo saggiamente voluto evitare.

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Abbiamo camminato fino all’entrata del Grand Bazar che si trova dopo il quariere di Sultanhmet, ma quando siamo arrivati davanti a quella che credevamo fosse l’entrata un pannocchiaro (personaggio sempre presente che ti vende la pannocchia) ci ha detto che, essendo domenica era chiuso e potevamo trovarlo domani tutta la giornata.
Così abbiamo svoltato il nostro pomeriggio prendendo il T1 verso la Torre di Galata …Una torre che si trova sul lungo Bosforo da cui puoi vedere tutta Istanbul. Si trovava un altura. Non siamo entrati dentro, c’era troppa fila e abbiamo preferito fare altro.

DSC_0165Sotto la torre ci stava il mercato del pesce. Pesce appena pescato a dimostrazione dei pescatori li nei paraggi che pescavano nel bel mezzo del passeggio sul ponte. Abbiamo provato un panino col pesce, ma diviso a metà. Dalla puzza siamo solo entrati al mercato ma usciti subito dopo per raggiungere il ponte ce dominava tutta Istanbul e scattare foto.

DSC_0183Dopo il ponte, siamo voluti entrare in una moschea nuova che, almeno a parer mio dentro era meglio dalle rinomata Moschea Blua. Ovviamente, senza scarpe.

Tornati in centro con il T1 siamo passati da una pasticceria per prendere due dolci da “buon compleanno” …erano divini. buonissimi.

Per la cena, abbiamo festeggiato il giorno del mio compleanno il tipico locale turco dentro il bazar vicino il nostro hotel. Con tipiche musica danze e, addirittura, la danza dei Sufi, anche se non aveva niente a che vedere con la danza del teatro della sera prima. Abbiamo mangiato il puncake ai formaggi delizioso e provato il Kebap, che non è come quello italiano ma bensì servito a forma di salsiccette, servito con cheddar e cipolle.

Il giorno dopo, era quello della partenza per tornare a Roma. Abbiamo fatto colazione ma questa volta davvero povera per paura di appesantirmi vista la giornata tra gli aeroporti. Siamo arrivati a casa la notte, praticamente.
La mattina abbiamo finalmente visitato il Gran Bazar. Dentro è come un grande centro commerciale con tanti negozietti di roba tipiche e tanti ingressi. Abbiamo fatto un giretto, ma breve per poi tornare in centro.Abbiamo preso delle pannocchie per pranzo e un dolce. Pessimo.
Tornati in hotel abbiamo preso le valigie e andati in aeroporto. Ataturk è una città, non un aeroporto. E’ proprio stancante stare li dentro perchè ci sono pochissimo posti a sedere e un immensità di negozi, duty free e ristorantini.

Atterrando a Fiumino più o meno in orario, la nostro vacanza era finita.
Speriamo presto di poter fare un tour in Cappadoccia, a vedere la “vera” turchia..
Le capitali, si sa, è come fossero dei mondi a parte e penso che, per vedere davvero la cultura di un luogo, usanze e tradizioni, devi vivere il posto al di fuori dalle belle capitali impacchettate a tipo pacco di Natale.

See You Soon.

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di fonziefo87

Tra Zurigo e Norimberga… Natale 2014 sotto la neve

A parte che a Zurigo ci sono già stato… a parte che dalla postazione in cui mi trovo e non avendo il materiale che mi serve, come per esempio tutte le foto, purtroppo non posso fare un post completo come al mio solito… Mi limito comunque a raccontare quest’avventura per lasciarne traccia.

Un Natale insolito, diverso dagli altri tradizionali e passati in famiglia.. quello di quest’anno l’ho passato tra Zurigo e Norimberga.
Complice di questa trovata è stata la Swiss, una compagnia svizzera che prendo spesso il quale mi proponeva, tramite varie scelte, un lungo scalo di oltre 24h per raggiungere Norimberga da Roma, scalo a Zurigo appunto.

Partiti da Roma per le 15, siamo arrivati a Zurigo circa le 17. Non abbiamo preso un hotel, ma bensì un appartamento monolocale. Piccolino ma un sacco pulito e nuovo.. addirittura la cucina touch.
Tempo di posare i bagagli e inserire il codice per prendere la chiavetta della stanza e di corsa andammo giù al supermercato per fare spesa. Il nostro programma prevedeva di cucinare per il cenone. Dopo aver lasciato le buste della spesa siamo usciti per fare un giro nella bella Zurigo con la stazione e la via della stazione addobbata e decorata a Natale.
Notammo addirittura un albero posizionato su una gru.
Per le strade già non c’era nessuno. I mercatini e negozi chiusi. Qualche scatto sul fiume, una birra e del sushi a scatoletta e tornammo a “casa”.
Iniziammo a cucinare. Fu bellissimo.
Base di pesce come la buona tradizione di vigilia impone e la pasta svizzera.

L’indomani, il 25, Natale alle 13 ci aspettava il nostro volo per Norimberga. Raggiunto l’aeroporto in trenino abbiamo notato che moltissima gente partiva. Il nostro volo per esempio era pienissimo. Un sacco di coppie, famiglia, ma anche comitive di amici.
La stanchezza iniziava a farsi sentire e così, arrivati in hotel ci concedemmo un pisolino.
L’hotel era un 4* centrale. il Park Inn. Comodo e pulito. Senza colazione ma col wifi [molo instabile a dire il vero!]
Dopo il riposino siamo usciti in giro per il centro. La città è così piccola che praticamente dall’esterno l’avevamo già vista tutta. Infatti siamo arrivati fino al castello e ci siamo fermati a cenare in un pubetto con salsicce della franconia, insalata di patate di Norimberga e birra tedesca. Abbiamo speso 10 € ..un cavolo per tutto quello che abbiamo mangiato.
Il Natale si concludeva con una passeggiata per questa nuova bella città bavarese.

L’hotel non prevedeva colazione e così siamo usciti per farla all’ auptbanhof, ovvero la stazione centrale. Trovammo un sacco di cose buone e tipiche con cio riempirci lo stomaco a poco, oltre i soliti bretzel. Non sembrava di essere in Germania fin quando finalmente non nè addentammo uno. Prendemmo la Shban per andare a visitare un paesino nelle vicinanza “Schewback”, anche se notammo che essendo festa i treni erano meno frequenti ma sempre puntualissimi.
Era la cittadina dove si lavorava l’oro. Una o due chiesette ma niente di che. Probabilmente era + interessante qualora l’avessimo visitata quando vi era un giro turistico che spiegava la lavorazione dell’ora, sebbene sarebbe stato senz’altro in tedesco, visto il paese molto poco turistico.
Mangiammo in un locale in quel centro storico molto buono. Il “Monk”: Bretzel, salsicce di Norimberga e la loro tipica insalta di patate. Ottima. Così tanto da volerne un’altra.. Ma la nostra morale sopraggiunse.
Prendemmo poi di nuovo la S2 per la stazione centrale e da li la S1 direzione Furth. Era un paesello tipico, almeno da ciò che ci diceva la guida. Ma assolutamente inutile (poverino!). Insomma, non abbiamo fatto nulla. Tempo un paio d’ore ed era già bello e finito. Nel tornare in hotel, passammo dal vicino KFC per prendere una veloce merenda da portare in Hotel.
Mi chiedo sempre come mai non esistono questi buoni da fast food così buoni in ITA.. vabhe…
In serata abbiamo fatto una passeggiata in centro ma non avevamo fame. Abbiamo preso giusto dei bretzel burro ed erba cipollina e dell’ottima birra. Il giorno dopo ci aspettava l’entrare nel vivo della città e la Norimberga Card.

Abbiamo fatto la card già la sera prima direttamente nel nostro hotel. con 23€ a testa, per 2gg avevi mezzi gratis, e l’entrata a tutti i miei della città e il castello. Iniziammo, dopo una buona colazione proprio da li. All’interno non ci ha esaltatao più di tanto. Il solito castelletto ma niente di che. Idem la torre in cui siamo saliti per ammirare la città dall’alto. Scoprimmo che il castello è fatto con marmo italiano delle Alpi.
Dopo seguendo la Norimberga Card andammo alla casa-museo di Albert Dhurer. Non ci saremmo mai andati se non fosse stato per la card. Non sapevamo chi fosse. Era quindi in famosissimo pittore bavarese. Rimanemmo molto sorpresi dalla sua casa, con tanto di audio guida dove parlava la moglie spiegando stanza per stanza la loro vita. Molto caratteristica e particolare.
Abbiamo poi fatto un attività chiamata “Rock Call Center”. Abbiamo avuto difficoltà a trovarla anche perché ancora non capisco cosa c’entra il nome con quello che in realtà è. Un giro turistico da 80′ minuti nelle vecchie fabbriche delle birre tedesche, oltre 20mt sotto terra tra caverne e cunicoli ogni tanto stretti. C’era però una guida e un gruppo di persone da seguire. La guida parlava in tedesco ma a noi e ad un’altra coppia francese ci hanno dato l’audio guida nella nostro lingua.
All’uscita ci hanno offerto quella birra fabbricata da li e una sorta di whisky. Whisky davvero molto delicato e birra come poche provate in vita mia, così tanto che ne abbiamo prese due bottiglie. Abbiamo mangiato in una specie di pub che proprio era attaccato al luogo di ritrovo di tutto il gruppo. Una zuppa di cipolle che ancora ricordo. Buonissima.
Usciti di li siamo entrati (per sbaglio perché volevamo andare in un altro posto) in una specie di musei che sembrava quello dei giocattoli, ma non era quello. Comunque era pieno di case delle bambole. Bellissimo. Giochi antichissimi anche in legno. Ma poi abbiamo raggiunto ciò dove volevamo andare: il museo di arte germanica. Purtroppo non siamo riusciti a vederlo tutto poichè poi doveva chiudere. Ciò che abbiamo visto una parte non era interessante per niente, mentre un’altra molta parte lo era molto. Abbiamo scoperto vari nomi di artisti tedeschi che non conoscevamo.
Birra a patatine in hotel.
La cena volevamo farla al nord see ma era già chiusa in quanto siamo usciti tardi. Così siamo andati ai fast food della stazione per cenare allo “Yormars”. Qualche panino col bretzel e panino col pesce.
Come è solito fare abbiamo poi preso un tram, il 4 che passava del centro per fare un giro ma, ahimè non scarsi risultati. Buio, pioveva neve e le luci della città si riflettevano sul vetro. Non abbiamo sicuramente raggiunto il nostro intento.

Il 28/12 è stata decisamente la giornata più fredda, oltre meno 10 gradi, e ghiaccio per la strada. Essendo domenica era tutto chiuso e abbiamo optato per una colazione alla stazione centrale.
Raggiunta poi la zona dei musei iniziammo da un punto informazioni perché ai piani di sopra si trovava una sorta di esposizioni delle pietre ma assolutamente niente di che.
Seguendo la mappa, in ordine veniva il museo di arte moderna. Di solito non mi piace, ma questo mi ha colpito particolarmente. Vi era l’esposizione di un artista di Cosenza, e un opera, chiamata il “doppio”, era un sacco di fili con dei magneti e sotto il pavimento c’era evidentemente un tappeto magnetico che attirava il tutto, e tutti i fili erano tesi.
Il museo che mi ha colpito di più in assoluto è stato quello di arte naturale. 2 piano di vere e proprie produzioni dei vari popoli antichi, maya aztechi, il vecchio Perù e il Messico. e al secondo piano gemme e pietre.
Poi da li abbiamo preso la metro, ovvero la Uban per il centro. Il nordsee che tanto inseguivamo era di nuovo chiuso e così ne abbiamo approfittato per vedere la cattedrale di San Lorenzo. Non mi lasciato nulla di che, ne ho viste di meglio anche se penso la struttura esterna sia molto bella. Mangiammo finalmente al nordsee quella sera, ma solo quello della stazione che era aperto. Un gustosissimo pesce in salsa di funghi e qualcosa tipo Fish & chips.
Avevamo una sorta di appuntamento per il planetario che teneva aperto solo per appuntamento di gruppi. C’erano salo bambini in fila e genitori che li accompagnavano. Infatti altro che planetario. Era una sorta di cartone con le stelle proiettato al soffitto di questa sala, buia e con audio tedesco. Ci addormentammo, per poi a fine primo tempo andare via. Preso di nuovo la Uban abbiamo raggiunto il museo di Thurk.. carino. Un altro posto che stessa card non avresti visto ma che invece era simpatico. Sopratutto il soffitto in un ala del castello. Si usciva fuori nel giardino con tanto di albero di Natale per raggiungere un altra parte del museo. Riposino in hotel e cena al nordsee, again!

29/12, ultimo giorno.
Solite valigie e check in alle ore 12 e abbiamo lasciato le valigie in hotel per uscire visto che il nostro aereo era alle circa 19.
Siamo passati dal centro dove era aperto qualche mercatino sopratutto alimentare.
Siamo stati al Muller, un grossissimo centro commerciale dove al II piano vi erano un infinità di giocattoli di tutti i generi della Ravensburgher (marca produttrice tedesca) ed anche da tavolo come per esempio the walking dead che avrei preso se non fosse in tedesco. Bisognerebbe riflettere sul gioco nelle varie culture. Qui da noi tutti quei giochi non li vedi. Erano giochi positivi per lo sviluppo del bambino perchè promuovevano il costruire anziché i soliti video games a cui sono abituati qui in ITA.
Siamo passati dall’Auptmarkt con la chiesa di San Sebald e poi alla “Gallerie” in giro per negozi. Fatte le 15 tornammo in hotel per prendere la roba e dirigerci in aeroporto.

“Mercatini di Natale” …ma dove? già chiusi il 24/12 …peccato.. ammetto un po di delusione in questo ma per fortuna c’erano comunque le illuminazioni.

Buone feste ormai passate, buon anno e buona befana 😉

di fonziefo87