Atene… Giusto qualche punto per la storia e il suo fascino nascosto [13/16/-2-2015]

Beh, è vero, me l’avevano detto in fondo in molti… e in questo caso, ma solo in questo, l’opinione della “gente” la condivido.
Peccato ma, la cara Atene, alla fine non è proprio nulla di che… E peccato perchè la storia ce la descrive come chissà cosa.
Nella mia classifica personale, fatte dalle città che ho visitato, si aggiudica il quartultimo posto. Ne ho comunque viste di peggio. Il mondo è fatto di altri bellissimi posti, non consiglierei Atene a chi viaggia occasionalmente e a chi non ha visto altro.

Partendo per ordine…

Moneta: Euroatene
Fuso orario: +1h
Temperatura: 12 °C (circa!)

Siamo arrivati ad Atene con un volo Eagean Airlines, compagnia greca di linea. Puntuale ci porto ad Atene in 2h, alle 13 ora locale. Dall’aeroporto, sebbene fuori l’edificio ci sta la stazione Metro. La blu, la linea 3. La macchinetta automatica ci proponeva varie opzioni per fare il biglietto. Noi, abbiamo fatto quello che in 72h ti dava la possibilità di prendere quanti mezzi volevi e quali volevi compresa l’A/R per l’aeroporto: 20 euro. Buttati, visto che nessuno mai ci  ha chiesto il biglietto. Ma se non l’avessimo fatti ci avrebbe preso l’ansia per la paura del controllore visto la polizia nelle stazioni di polizia. Anzi, in una stazione c’era anche una piccola cella proprio nel posto di polizia. Abbiamo cambiato alla fermata “Monasteraki” per prendere la linea rossa, la 1 che in una fermata ci portava alla stazione del nostro hotel: Omonia.

L’hotel, valeva quanto l’abbiamo pagato: 15euro al giorno. Un 3* stelle che ci ha consentito di stare in città 3 notti con 99euro, in 2. La colazione era buona. E c’era il wifi anche se solo nella zona reception. Diciamo che solo la vista dal 12esimo piano con piscina (all’aperto!) e un pub dove bere della buona birra greca (fix e mcfarland!) recuperava sul resto dell’hotel. Almeno sulla stanza, molto piccola con un bagnetto scomodissimo. questo è il Dorian Inn. Per non parlare del fatto che la camera era molto rumorosa e fredda e, per un’ottima cornice, la coppia della camera accanto, francesi e conigli per quanto scopavano, anche se non comprendo da cosa derivavano quelle risate a tipo oca giuliva. Lei faceva di tutto per farci capire quanto fosse dotato il suo amico, o quello che era, nonostante non conoscevamo la loro lingua.

Di Atene non scorderò mai il cibo. Ci tornerei solo per quello. Lasciati l’hotel, dopo esserci gustati una birra nel “point of view”, cioè la terrazza del 12esimo piano, IMG_20150213_173148siamo usciti  per un giro di perlustrazione fino all’acropoli in notturna e alla piazza Syntagma con la sua fontana di tante luci colorate.

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Camminando tra i vari vicoli della città, abbiamo trovato un posto dove praticamente abbiamo lasciato il cuore, o quanto meno il palato.
Patatine fritte con una salsa fatta con la feta grigliata un kebap, spiedini di verdure o di pesce,due birre e le pitte, che è un piatto greco. una specie di piadina.. IMG_20150213_233608
Più o meno un 15 euro a persona ma li valevano tutti. E poi, al Quick Pitta, ci siamo tornati anche la sera successiva.

Il giorno dopo iniziato con una visita all’acropoli. Praticamente tra foto, vari riposi, ecc ecc, se n’è andata via tutta la mattinata visto che siamo usciti da lì oltre le 2:30. I biglietti ad Atene,per chi è studente dell’unione europeo, sono gratis.
Prima di arrivare al Partenone sulla cima di una salita e scalinata abbiamo visto varie colonne che dominavano la città e l’anfiteatro greco.

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E’ questa una delle cose più affascinanti della città. Il fatto che sia piena di storia e reperti archeologici. E’ una città che vive solo di questo. Trovi la vecchia colonna di chissà quale tempo dell’antichità, accanto a un passaggio pedonale, per esempio.
Scesi giù, siamo entrati al nuovo museo nazionale di archeologia. Una cazzata assurda. Almeno per me. Era bella la struttura la gestione dell’esposizione e.. basta. Anzi no, aveva la mensa. Buona ed economica. Abbiamo mangiato un piatto di formaggi greci e la feta fatta impanata e fritta. Molto buona.

Lasciati il museo ci incuriosiva raggiungere il mare dato che ci arrivava la M e noi avevamo i mezzi gratis. Ma non l’avessimo mai fatto. Era na discarica che di bello aveva solo la vista. Probabilmente il mare bello di Atene e altrove, voglio sperare.
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Abbiamo mangiato su un porticciolo dei pasticcini comprati la sera prima e siamo andati via anche perchè al di la della discarica, era proprio una zona malfamata con gente “strana” e dalla faccia poco amichevole. da li abbiamo voluto prendere il tram anche se ormai s’era fatto scuro quindi abbiamo visto poco. ma ci portava direttamente a Syntagma da dove poi abbiamo preso la metro. Siamo passati in hotel giusto un attimo per cambiarci e collegarci col wi-fi per cercare un locale sushi all you can eat ma a quanto pare ad Atene non ce ne stanno. C’eravamo convinti ad andare lo stesso a mangiare sushi magari “all you can pay” ma quando siamo arrivati al locale, questo sushi non c’era o comunque una piccolissima varietà e abbiamo deciso di rinunciarci. Fortuna che si trovava poco dopo il locale buono della sera precedente e così, presi dalla fame siamo entrati e via. Questa volta abbiamo assaggiata l’insalata greca e la solita feta grigliata con patate. IMG_20150215_101723
Monasteraki e in centro serale della città della “movida” d’Atene, se così si può dire. Abbiamo fatto un giro tra i vicoli e le varie bancarelle.

Il giorno dopo, terzo e già ultimo, dopo una colazione abbondante e formaggiosa, siamo andati alla libreria Adriano, o almeno a quello che ne restava e poi in centro per raggiungere le Agorà sia quella greca che quella romana, anche se quest’ultima stava quasi finendo e dentro era davvero grande per visitarla tutta. DSC_0193 DSC_0251 DSC_0273
Così dopo un pezzo, siamo arrivati sino al tempio di Zeus, che anche quello abbiamo visto da lontano perchè c’era un cancello chiuso per poi arrivare allo stadio Panathinaiko, famoso per avere ospitato i famosi giochi olimpici di Atene.
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Più o meno da quella zona partiva un trenino verde che con 5eu ti faceva fare in 1h il giro della città e la cosa più carina è stata passare trai vicoli stretti del centro praticamente in mezzo le persone.

Quel giorno avevamo mangiato veloce, in un fast food vicino l’hotel, Si chiamava Vito e non dimenticherò mai quell’enorme Donut al cioccolato ripieno di crema. Per la cena invece, che poi era l’ultima, abbiamo provato un locale dove se volevi potevi prendere un kebab take away ma se entravi c’era un bellissimo e grande locale fatto in pietra. Abbiamo provato il kebab. Anche qui, come a istanbul servito a mò di salsicce e poi un piatto misto di formaggi, falafel, e salse greche. Insomma ottimo. il locale era Savvas,e lo ricordo mooolta, moooolta gioia 😉 20150215_220020 20150215_220251
Il giorno dopo, era quello del ritorno. Abbiamo lasciato l’hotel alle 12 come da check out e siamo andati diretti in aeroporto.

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di fonziefo87