Kyoto [24 – 27 Agosto 2015]

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Siamo arrivati a Kyoto da Osaka, con un trenino che ci portava direttamente alla stazione centrale di Kyoto.  Il nostro Hotel Hearton 4* con Wi-Fi e colazione era molto bello e ben curato nei particolari. Siamo arrivati la sera tardi e sotto la pioggia, ma nonostante ciò siamo comunque voluti uscire per una cena giapponese di cui avevamo troppa voglia.
Una nostra amica, che ha vissuto a Kyoto, ci ha consigliato un locale in stile dove facevano buoni  okonomiyaki. Dopo un po di fatica a trovare quel locale sotto la pioggia e con tutti quegli ideogrammi giapponesi, ci siamo riusciti. Ne è senz’altro valsa la pena. Il cibo buonissimo. Abbiamo provato gli okonomyaky insieme a calamari grigliati e una specie di patate. Era tutto davvero strepitoso. Cotto alla piastra che stava al centro del nostro tavolo.
Siamo usciti di li che era molto tardi e la pioggia non accennava a smettere.
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L’indomani mattina abbiamo fatto colazione all’hotel. Era intercontinentale ma c’erano un sacco di cose giapponesi, addirittura le loro insalatine strane, del riso e del sashimi. Insomma. Ci siamo fatti lunghe colazioni.
La nostra prima tappa è stato il palazzo imperiale con i suoi giardini. Grandissimo e maestoso. Abbiamo perso tutta la mattina intanto perché comunque sono molto grandi e sia perché dopo la pioggia della notte prima le temperature si erano alzate e il caldo ci rallentava un po’.
Per entrare dento il palazzo dovevi prenotare gratuitamente la guida che, solo in inglese, ti portava dentro per farti ammirare la bellezza dei vari templi, sale dedicate ai samurai o alle geishe. Non era possibile entrare dentro le varie sale, ma erano comunque aperte e piccole e si poteva vedere tutto anche da fuori. Abbiamo scoperto che la geisha porta abiti di 40kg con 240 colori diversi.
Nell’attesa che si radunasse tutto il nostro gruppo abbiamo preso del the e dei nuddle al bar dei giardini e comprato qualche souvenir per amici e parenti. DSC_0728 DSC_0651 DSC_0656 DSC_0683
Dopo la visita abbiamo continuato a girare per il giardino, il quale non era finito, dall’altre parte per raggiungere l’uscita.
Abbiamo ripreso la metro, direzione templio di Kiyomizu – dera.
Premetto che anche a Kyoto, come già detto per Osaka, il tempo non è bastato. Troppi templi da vedere per solo 2 notti. Ed ogni templio è immenso, non sono tipo chiesette che ti vai a vedere. Ma invece ogni templio all’interno a varie cose da vedere, come rituali di purificazione, i kami ai vari ingressi ecc..
Abbiamo scelto di visitare quel templio, sacrificando gli altri solo per comodità, dal momento che con una metro e un bus lo raggiungevi, o meglio, raggiungevi i piedi della strada in salita che portavano al templio.
In Giappone sono tutti molto gentili e cordiali e infatti ne abbiamo approfittato per farci spiegare bene come raggiungere il posto. In Giappone sia bus che metro si pagano in base alla tratta che fai. La salita era piena di negozietti tipici che purtroppo, quando tornammo erano già praticamente tutti chiusi.
Arrivati al templio, costava 500Y entrare.
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Usciti dal templio la nostra intenzione era raggiungere il quartiere di Gion (storico delle Gheishe!), ma nella strada che abbiamo fatto a piedi per perlustrare al meglio la città, abbiamo visto altri templi e parchi e ci siamo intrufolati per praticamente perderci dento visto l’orario tra gli innumerevoli scatti. DSC_0831 DSC_0854 DSC_0859 DSC_0864
Abbiamo spizzicato qualcosa ad un market e abbiamo provato delle palle di pesce e formaggio. Vabeh, buonissime.
Camminando per Gion abbiamo beccato un ristorante fantastico sempre ovviamente stile giappo. Si entrava senza scarpe dentro un ascensore che ti portava ai vari piani e qui trovavi il ristorante e il tuo tavolo tutti in prive. Non potevi lasciare roba sul tavolo, come cellulare o macchina fotografica perché c’era una specie di seggiolino apposito. E le due pezzette bagnate con cui lavarti le mani  prima di mangiare. Abbiamo ordinato del sushi. Ottimo. Indimenticabile Non regge nessun confronto. Si scioglieva in bocca.

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Abbiamo passeggiato per le varie stradine di Gion fino a finire sulla riva di un fiume ed accorgersi di una cioccolateria con dolcetti strani. Abbiamo preso qualcosa per mangiarla all’aperto in un chioschetto vicino al fiume.

Che dire? Kyoto è stupenda. Ma di più, Kyoto è Giappone. Quello vero. Quello storico. Quello cui tutti immaginiamo.
Io non voglio assolutamente togliere nulla alla bellissima Tokyo. Ma non è il vero Giappone. Troppo cemento, troppa civiltà e industrializzazione. Mentre Kyoto no. Kyoto è bellissima. Respiri la vera aria giapponese.

Come Osaka… Ritorneremo!

di fonziefo87

Una giornata a Osaka [24 Agosto 2015]

1€ = 135 Yen
osaka Fuso Orario: +8h

Troppo poco tempo per Osaka. Nemmeno un assaggio. Giusto una toccata e Fuga per una città che minimo merita 2 notti.
E’ successo che eravamo di passaggio. Da Kuala Lumpur dovevamo andare a Kyoto e l’aeroporto di Kyoto è a Osaka. Così ne abbiamo comunque voluto approfittare per fare un giro al centro visto che siamo arrivati la mattina. Poi, infatti la sera abbiamo preso il trenino per Kyoto.

Siamo partiti da Kuala Lumpur con AirAsia, una compagnia asiatica low cost che ci ha sorpreso quando ad efficienza e comodità a prezzi di Low cost.
Dall’aeroporto con una navetta abbiamo raggiunto facilmente il centro città e arrivati in stazione abbiamo trovato un centro info con una ragazza davvero gentile che ci ha spiegato ogni cosa sulla città

In realtà ci sorprese la gentilezza dei giapponesi. Tutti molto disponibili. Addirittura se ti vedevano in difficoltà per raggiungere i vari posti erano loro che ti si avvicinavano per aiutarti.  Mi è sembrato un popolo cortese e cordiale.

Ricordo che siamo rimasti un sacco di tempo in fila per il controllo passaporti per entrare in Giappone. Una roba tipo 2,2:30h.
Dopo una colazione molto “fast” da Starbucks abbiamo avuto solo il tempo per vedere lo Skybulding, ovvero un grattacielo che padroneggia su tutta la bellissima città e il castello.
Quest’ultimo si trova sulla cima di un immenso parco molto curato com’è solito per i giardini giapponesi.

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Dopo aver visto, e purtroppo per problemi di orario solo da fuori, il castello, siamo tornati indietro per riprendere il trenino: direzione Kyoto!!

Torneremo.

di fonziefo87

Kuala Lumpur [20 – 24 Agosto 2015]

1€ = 4,8 MIR     ImmagineKL
Fuso orario: +6h

Siamo partiti da Roma alle 22:30 e alle 5:30 siamo arrivati a Doha, in Qatar per lo scalo per poi ripartire da lì per le 8 e arrivare a Kuala Lumpur circa le 21:30

Le ore del volo sono scivolate vie veloci. Preso dalle novità di un intercontinentale, aerei grandi e spaziosi, sebbene in economy. Ogni sedile col suo pc di bordo con una lista non indifferente di vari film, musica o giochi, ovviamente con il tuo auricolare dato dalla compagnia. Nel sederti trovavi un set composto da, oltre le cuffie, coperta, mascherina, tappi calze per piedi. Infatti ci siamo tolti le scarpe per stare più comodi. C’era una porta USB per collegare e caricare i vari device. Sulla prima tratta non abbiamo dormito, probabilmente per le novità e curiosità. Infatti abbiamo perso tanto tempo a smanettare nel vari film. Ma nella seconda, dopo praticamente una notte in bianco abbiamo dormito di filato praticamente. Compreso nel biglietto c’era il pasto sia la cena che pranzo e colazione e poi spesso le hostess e gli stuart passavano col carrellino delle bevande, alcoliche e non.

Il fuso orario è di 6H+ e quando siamo arrivati era già sera. Dall’aeroporto, il KLIA, abbiamo preso una specie di trenino/navetta che ci collegava con una stazione metro “Bandar” e da li, la M4 ci portava direttamente a Sultan Ismael, la metro del nostro hotel.

Hotel Citrus, 4*. Wifi, colazione, camera al 10° piano con vista sulle Petronas, l’accesso alla lounge dove potevi prendere da bere e mangiare ciò che c’era. Ma ci ha deluso quanto in arredamenti vecchi che sembravano sporchi. La cucina e la sala della colazione non sembrava il massimo dell’igene. E soprattutto la zona dell’hotel.. piena di fogne e grossi topi, più grandi dei gatti praticamente.  Della camera in sé, tutto sommato non possiamo lamentarci. C’era pure la piscina, ma un po’ perché non ci siamo fidati e un po’ (soprattutto) perché abbiamo fatto tante cose da non stare mai in hotel, non ci siamo mai andati.

La metro, intanto s’erano fatte oltre la mezzanotte, era già chiusa e infatti abbiamo dovuto fare una corsa per prendere l’ultima. Così quella sera abbiamo avuto poche alternative al rimanere in hotel e riposare. E nonostante avessimo dormito in aereo, la stanchezza c’era e il sonno non ha tardato certo a venire.

L’indomani siamo scesi al piano della reception per la colazione ma non ne siamo rimasti molto entusiasti. La roba da mangiare c’era ed era  pure una colazione intercontinentale.. però non era niente di che. Siamo poi passati in lounge per fare dei toast e per prendere dell’acqua da portare con noi lungo la giornata.

Abbiamo passato la mattinata al Lake Gardens. DSC_0001 DSC_0010
E’ un parco immenso che si trova al centro, dove all’interno vi sono varie attrazioni come il parco degli uccelli, il museo nazionale, il museo d’arte islamica e il planetario. In realtà abbiamo avuto difficoltà per arrivarci. E abbiamo dovuto camminare molto per trovare un passaggio pedonale fino all’entrata.
Sulla strada per raggiungere il birdpark c’erano varie persone che ci chiedevano se volevamo partecipare ad un intervista contro l’omofobia ma non abbiamo capito come mai volessero i documenti. Non era proprio il caso di partecipare vista la chiusura mentale di quei posti islamici.DSC_0068 DSC_0105 DSC_0125 DSC_0127 DSC_0131 DSC_0136 DSC_0159 DSC_0188 DSC_0206 DSC_0252 DSC_0261

Il caldo era a tratta insopportabile per l’eccessivo tasso di umidità, così siamo entrati al museo astronomico. L’entrata era gratis e soprattutto ne abbiamo approfittato per il bagno e prendere un po’ di fresco. Era soprattutto un museo per i bambini.

Arrivati all’ingresso del Birdpark era praticamente ora di pranzo. Così prima di entrare abbiamo fatto una sosta lì all’entrata per mangiare i toast che portavamo in zaino dalla mattina e un succo di fragola preso a dei distributori li vicino. L’ingresso al parco era di 50RM.

E’ immenso, con una grande varietà di uccelli, alberi, fontane da raggiungere tutte con una mappa data al momento dell’acquisto del biglietto. All’ingresso del parco c’erano di distributori che con pochi RM ti davano la possibilità di prendere del cibo da dare ai pesci. Alcuni uccelli, i più pericolosi erano chiusi in grandissime gabbie. Le scimmie, invece, circolavano per strada allo stesso modo di come in Italia, spesso vedi circolare gatti.
Il grande giardino era pieno di laghi con i fiori di loto.
Siamo entrati al museo di arte islamica ma in realtà non abbiamo capito se si doveva pagare un biglietto perché c’era il banco accoglienza ma nessuno ci ha detto nulla mentre entravamo nelle sale né ci hanno chiesto biglietti.

Era già sera e siamo andati a vedere il simbolo della Malysia, che si travava alla fine di un parco, su un altezza ma purtroppo era già chiuso l’edificio ospitante così abbiamo solo potuto vedere da fuori le sbarre la statua. Però siamo stati fortunati perché, senza saperlo, a un certo punto abbiamo sentito lo scoppiare di fuochi d’artificio e, a quell’altezza eravamo in un punto perfetto per vederli.

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Tornati in centro abbiamo visto Merdeka Square, la grande piazza al centro di Kuala Lumpur piena di fontane e giochi d’acqua.

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Siamo finiti a cenare al Sanestha, un ottimo ristornate indiano che si trovava nei pressi di China Town, quartiere che abbiamo visto di sfuggito perché stava già chiudendo.
Invece purtroppo, India Town, dove siamo stati dopo cena era già chiuso e abbiamo potuto guardare solo delle porte che circondavano il quartiere.

Era tardi. Probabilmente oltre l’una. La metro era chiusa, anzi, per fortuna abbiamo potuto prenderla solo per una tratta e poi da li abbiamo fatto un bel pezzo tra le strade di Kuala Lumpur per raggiungere l’hotel

Il giorno dopo, dopo una colazione in hotel che in realtà era diversa da quella del giorno prima e i soliti toast in lounge dell’hotel, siamo usciti. Direzione Batu Caves

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E’ la zona dei templi induisti a Kuala Lumpur.
Raggiunta prima con la metro e poi con una specie di trenino regionale. Una zona ricca di moschee e templi. Il nome Batu deriva dal fiume che si trova li vicino. Insomma è un sito religioso di primaria importanza in quella zona.

Il principale tempio induista con al centro un quadro raffigurante la divinità Visnù si trovava sopra circa 400 scalini che pian piano, sotto il caldo malese delle 2 abbiamo fatto con qualche sosta e sorso d’acqua.
Ma ne valeva la pena. La grotta era fresca e si respirava proprio un aria di immensa spiritualità. Piena di scimmie che gironzolavano per tutta la caverna.
Abbiamo passato li tutta la mattinata mangiando li un toast al volo.
Personalmente mi sono concesso anche un giro al rettilario che c’era.  Diversi esemplari di rettili e serpenti, come il famoso quanto pericoloso e bello Mamba Nero o il terribile Cobra della Malesia.
Di ritorno alla Metro siamo andati in zona della torre centrale di Kuala Lumpur ma non ce l’abbiamo fatto perché probabilmente abbiamo sbagliato la stazione di arrivo e girando e camminando torno torno la torre non riuscivamo a raggiungerla probabilmente perché i passaggi pedonali erano dall’altro lato e quindi dall’altra metro. Nel frattempo s’era fatto tardi perché da casa avevamo prenotato la visita alle Torri Petronas, ovvero le torri più alte del mondo, dopo il crollo delle Torri Gemelli di New York.
Prima delle Petronas, abbiamo fatto un salto al Central Market che più o meno sembrava il Grande Bazar di Istanbul, più o meno in quello stile, magari più ordinato ma anche perché più piccolo.
Siamo andati alle Petronas per assicurarci che fosse tutto apposto con la prenotazione e abbiamo ingannato l’attesa da starbucks con uno dei tanti frappuccini.

La vista da la su era bellissima. Ci hanno riuniti in un gruppo. Portati prima al 41° piano sul ponte che le collega e poi all’86°. Scesi giù abbiamo preso qualcosa allo shop.

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Siamo usciti da li tardi e tutti i locali già stavano chiudendo. Abbiamo un po cercato un malesiano ma molti erano da strada e abbiamo voluto evitare visto il posto non troppo igenico.
Abbiamo optato per una cena veloce al 7eleven con una zuppa e del pane con patate.

Finisce così la nostra avventura malese. Il giorno dopo siamo partiti per Osaka.

di fonziefo87