Expo [Sabato 10 – Ottobre – 15]

Avete presente la calca di persone e le folle oceaniche che fanno vedere alla tv? Ecco: è tutto vero!
Il sabato e la domenica sono i giorni peggiori. Tanta folla che non si riesce nemmeno a camminare tra le varie strade che conducono ai padiglioni. Kilometri di fila che praticamente a vista d’occhio non vedi nemmeno quando inizia e molte continuano anche all’interno dei padiglioni. In una giornata non puoi tempisticamente parlando vedere molto.
Io ho visto solo il padiglione della Thailandia che, sebbene molto bello, a detta di molti è il più brutto. E poi mi sono concentrato sui padiglioni molto piccoli dove all’interno sono arredati sol dei mercatini: Camerun, Ghana, Senegal, ecc, ecc.

Un consiglio? Se riusciti andate in mezzo la settimana. Tipo mercoledì/giovedì ed è meglio farlo in due giorni.
Avete la possibilità anche di un’entrata notturna ma solo di qualche ora, nel caso in cui vorreste fare un giro ma solo all’esterno (sempre perchè vi mancherebbe il tempo per entrare dentro).

All’ingresso non vi impressionate per la grande massa di gente accalcata ai tornelli, in realtà scorrono velocemente perchè sono tantissimi gli ingressi e i vari tornelli di ingresso dove troverete il classico metal detector a controllarvi.

E’ inutile elencarvi gli innumerevoli stand di cibo, sia all’interno dei padiglioni e sia fuori.
Ma, tranquilli, ci sono file di ore anche per il cibo. Io stesso ho visto che per una fetta di pane e nutella dovevi fare una fila di 3h.

Se ne vale la pena? Beh, sicuramente è qualcosa di particolare… Non andarci per niente forse non lo consiglierei.. Però insomma, se siete tipi dinamici, al posto di farvi 6h di fila (minimo!) per il padiglioni del Giappone, ecco.. andateci direttamente appena potete insomma.

A mio avviso scarseggiano i bagni. Ce ne sono pochi.
Solo una volta ho visto un tipo che distribuiva bottigliette d’acqua gratis.

Una piccola chicca per il cibo:
Se volete qualcosa di veloce per dare priorità ai padiglioni e risparmiarvi le file anche per il cibo/ristoranti, ci sono dei distributori della COOP che, è vero, danno solo tramezzini o bevande, però se ne prendete 3/4 mangiate velocemente perchè non ci stà mai fila. Ma poi, ovviamente dipende dai vostri gusti e preferenze perchè, ecco, di certo non scarseggia il cibo.

Se posso darvi un altro consiglio:
E’ inutile che andate li ancora prima dell’entrata come fanno in molti perchè trovate un sacco di gente che nemmeno potete camminare. Io sono andato in tranquillità, tipo per le 10 e ai tornelli mi sono sbrigato subito. (Tanto.. se fino alle 10 dovevo comunque stare in fila, a questo punto l’ho presa comoda!)

In più..
Può capitare che molti padiglioni ingannano con i biglietto che mettono a inizio fila.
Es: Per la Thailandia hanno messo un biglietto che prevedeva 3h di fila. In realtà io stesso in 1h circa ero già dentro
Ma, aihmè, in molti altri padiglioni le ore di attesa sono reali.

Spero di esservi stato utile, e se avete bisogno di qualche info scrivetemi pure tra i commenti.

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di fonziefo87

Grotte di Pastena [3/10/15]

pastena Abbiamo scoperto questo bellissimo posto così per caso.
Già l’anno
scorso facendo una gita nel circeo, al ritorno circondando il Lazio capitammo in questo paesino.
Pioveva. Molto. Le grotte erano chiuse e nessuno guida era disponibile. Così ci siamo ripromessi che saremmo tornati.
E’ così è stato.
Dopo un pranzo a Ceprano al Muoiline Rouge siamo andati a Pastena.
Abbiamo aspettato circa 30′ la guida.
Il giro all’interno è durato circa un’ora e mezzo e il percorso è molto semplice.
9Euro, ed era compreso anche il museo ciociaro che si trova a circa 3km dale grotte.

Ho lasciato con molto piacere anche una recensione su Trip Advisor

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di fonziefo87

Tokyo [27/8 – 31/8 2015]

tokyoTantissime compagnie diverse dalla stazione centrale di Kyoto portavano all’aeroporto di Osaka (ricordo che l’aeroporto di Kyoto è a osaka).
Distrattamente abbiamo preso l’Haruka, ma il nostro biglietto era per un altra compagnia. Così il controllore, che prima voleva soldi per pagare quel biglietto, ci ha fatto scendere ad una stazione per poi prendere il treno giusto.
Ma non finisce qui: una volta sul treno solo un vagone arrivava in aeroporto, cosi siamo dovuti scendere per poi risalire sullo stesso treno ma ad un vagone diverso.
Arriviamo in aeroporto a Kyoto per un filo.
Abbiamo preso una compagnia low cost del posto, Jetstar, che puntualmente in 50′ ci ha portati a Narita, la città dell’aeroporto principale di Tokyo.
Una volta arrivati a Narita ci abbiamo messo un pò per capire qual’era la compagnia di bus che ci portava al centro città senza spendere cifre esorbitanti (Varie compagnie per vari prezzi).
E così con 1000Y, in un ora e mezza, siamo arrivati alla “Tokyo Station”

Ricordo ancora la mia prima impressione quando sono sceso dal bus. Mi sentivo una formica in mezzo a tutti quei grattacieli altissimi mai visti prima d’ora.

I disagi della giornata non sono finiti.
Arrivati al “presunto” hotel, la reception non trovava la nostra camera prenotata.
Semplice: avevamo sbagliato hotel.
In realtà il nome era quello perchè si trattava di una catena, ma in un altra zona, per nostro fortuna a poche fermate di metro.
La tipa ci ha dato una mappa e ci ha spiegato come raggiungere l’altro hotel.
Finalmente siamo riusciti a raggiungere il nostro hotel, Vile Fontaine Achabori 4* con WiFi e colazione.
Posati i bagagli era già abbastanza tardi, oltre le 23. Eravamo stanchissimi.
Siamo usciti nel quartiere per andare a mangiare udon in un fast food della zona.

Le linee della metro probabilmente sono infinite, ma c’è da dire che non ti perdi assolutamente. Ogni fermata ha il proprio codice formato dalla lettera della linea e numero di fermata.

Il giorno dopo abbiamo notato subito che in realtà la colazione era al quanto deludente. c’era pochissima roba in un buffet organizzato di fronte la reception con qualche tavolo qua e la.
Puntalmente, dopo aver fatto colazione e tornati giù per uscire, passavamo a prendere un caffè/the con una brioche.

La prima tappa di quel giorno sono stati i giardini imperiali. Al palazzo si entra solo 2 giorni l’anno che, se non ho capito male, dovrebbero essere il 23/12 e il 2/1.
Sono giardini molto curati ma peccato che, a differenza di quelli a Kyoto non sono visitabili. Puoi arrivare fino alle mura di cinta. Cosi dopo qualche foto siamo andati via.
Abbiamo raggiunto la piazza con la statua del samurai dove abbiamo assaggiato gli “ibanochi” che sono delle polpette con dentro il polpo a forma di spiedini.
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Quel giorno, come gli altri successivi, abbiamo optato per il biglietto giornaliero: potevamo muoverci al centro di Tokyo con 600Y.

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Ogni tempio aveva il proprio catino dove i fedeli, prima di pregare o entrare al tempio, lavavano le mani.

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Questo è il “dong” di ogni tempio. Si trova all’entrata e, per come ho capito, serve a chiamare spiriti protettori o simili.

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Diffondi la pace in terrSiamo andati al parco di Ueno a visitare il tempio dedicato agli studenti. Nella zona c’erano vari negozietti tipici e ci siamo fermati alla “Curry House” un locale doveva tutte le pietanze erano a base di curry.

Ueno Park è grandissimo e tra tutti i templi e i grandissimi fiori di loto abbiamo perso l’intero pomeriggio.DSC_0212DSC_0022

La sera siamo stati al cimitero. Hanno il culto dell’anima e della reincarnazione quindi ogni
statua del bambino aveva, per esempio,il cappello per riscaldare, a volte coperte o giochi. DSC_0075 DSC_0080 DSC_0088 DSC_0127 DSC_0149DSC_0007DSC_0020DSC_0047DSC_0065DSC_0114

Il tempio di Tenno-ji con l’imponente e suggestiva statua del Buddah.
L’ingresso principale era chiuso ma siamo stati fortunati nel trovare un piccolo ingresso laterale e abbiamo potuto visitare la statua e il giardino indisturbati.
Vicino vi una sorta di totem con un messaggio di pace.
Abbiamo fatto una passeggiata li vicino in una zona molto poco turistica per capitare in un ristorante di Sushi e Sashimi chiamato “Chinney”.
Abbiamo trascorso la serata, un po piovosa, al quartiere di Shibuja, dove c’è un grande incrocio a X che è considerato il più affollato per l’affluenza di persone. E infatti io stesso non ho mai visto così tante persone a Tokyo, e in particolare in quel’incrocio. C’erano anche vari locali e negozi con insegne enormi sui grandi grattacieli sempre illuminate.
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Il giorno dopo volevamo provare ad andare al Fish Market ma è stato praticamente inutile.
Intanto, sulla strada si  intravedeva la famose torre di Tokyo (grande copia della torre Eiffel di Parigi) anche se c’era un sacco di nebbia con a volte pioggerella ma non ci  siamo fermati perchè avevamo già in mente di tornarci un altro momento. Arrivati al Fish Market, sapevamo che chiudeva alle 14 invece alle 12 stavano già sbaraccando tutto. C’era una puzza nauseante di pesce e praticamente come siamo arrivati, abbiamo giusto fatto un giro al volo e siamo andati via.

Ci siamo spostati al quartiere di Akumasa. Graniddimo e gremito di gente e locali con alla fine i templi a entrambi i lati.
Abbiamo pranzato al mc ma solo perchè c’era un panino che non avevamo mai provato prima, ovvero con l’avocado.
Subito ci siamo buttati fuori dal mc perchè abbiamo notato dalla finestra che c’era qualcosa di strano per le vie. Infatti siamo usciti e abbiamo notato musica e gente come  fosse un corteo, a ballare e suonare.

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Abbiamo fatto una lunga passeggiata su quelle strada pieni di negozietti di tutti i tipi e ne abbiamo approfittato per qualche souvenir.

Cena vicino l’hotel, in un ristorante famoso per le anguille, oltre alla zuppa di farro e miso. Si trattava di una catena di locali chiamata “yoshimaya”. Il menù preso era molto povero e cosi abbiamo optato per qualche pezzo di sushi in un locale li vicino.
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Il giorno dopo siamo stati al paro Yoyogi, parco famoso per i cosplay (persone vestite come i fumetti che in Giappone sono una vera e proprio arte!)
Pioveva. Abbiamo preso un tipico ombrello giapponese: grande e trasparente. C’erano degli stand dove facevano delle patate molto lunghe, la banana con nutella e le classiche polpette di polpo

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Una volta ripresa la metro siamo arrivati fino a Akiabasha, la zona famosa dell’elettronica e hi-fi cosi siamo entrati in un grosso centro commerciale dove c’erano tutti apparecchi elettronici: telefoni, tablet, pc, reflex e cose così.
Abbiamo pranzato con uno spuntino al Family Markt optando per un riposino in hotel.
La seria abbiamo raggiunto la torre ma purtroppo c’era brutto tempo cosi siamo stati al suo interno nei vari negozietti. c’era un grande negozio tutto interamente dedicato al manga di “One Piece”. DSC_0345
Abbiamo mangiato Udon e siamo stati in un parco che abbiamo scoperto camminando.

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Non è raro trovare per Tokyo, così come per tutto il Giappone, persona vestiti con abiti tradizionali. Questo è un samurai. Ma ho visto anche geishe e lottatori sumo.

Il giorno dopo era quello della partenza.
La mattina abbiamo rifatto i bagagli e ne abbiamo approfittato per un altro giro in città. Volevamo raggiungere la ruota ma c’era brutto tempo e non valeva la pena.
SIamo finiti in una zona un po periferica dove c’era un laghetto.
Ma gia all’ora di pranzo abbiamo ripreso i nostri bagagli e trasferiti in aeroporto per tornare a Roma.

Spero di non essere frainteso in ciò che sto per dire ma penso che Il vero Giappone, quello storico, quello di cui sentiamo parlare sia a Kyoto o Osaka.
Tokyo è una città stupenda, ricca di belle costruzioni, palazzi e grattacieli ma di Giappone ha ben poco, tranne qualche zona ricca di templi, ovviamente.
La prossima volta farò un tour in Giappone dove darò più priorità ad altre città, sicuramente rimanendo qualche giorno in più a Kyoto e Osaka.

E’ stata un po la colonna sonora di quei giorni: [Viaggio al centro del mondo – 883]
(Una canzone che, appunto, parla di Tokyo. Nel video, varie zone della città)

di fonziefo87