Blois e la Loira [12 – 14 Agosto 2016]

Ploiraartiti da Paris Austerlits verso le 9 del mattino, siamo arrivati a Blois dopo un’oretta e mezza. Abbiamo deciso di stare a Bliois per vedere la Loira perchè è un paesino arroccato, stile medievale vicino a quei castelli che volevamo vedere. O comunque i principali visto che in totale i castelli, sono più di 65.
Sul biglietto del treno era indicara carrozza e posti, come è normale che sia. Arrivati al binario, abbiamo visto che in realtà la nostra carrozza non esisteva. Abbiamo pensato a qualche fregatura dal sito di prenotazione, Capitan Train, ma dopo un po abbiamo visto il capo treno che ci ha detto che treno non era obbligatorio avere posto e carrozza e che, in seconda classe, potevamo sederci dove volevamo.

Arrivati in hotel, la tipa alla reception ci ha detto che il check in era dopo le 15, ma ahimè, erano le 9:30 del mattino più o meno. Abbiamo potuto lasciare lo zaino e così ci siamo diretti verso l’ufficio del turismo. Abbiamo trovato una tipa molto gentile che ci ha spiegato tutto con calma e pazienza. E così, abbiamo seguito le sue direttive.

Abbiamo preso qualcosa da mangiare e iniziato facendo un giretto al centro per qualche foto. Ci stava un parco con una chiesa e da li davanti partiva un bus che a noi interessava.
Si tratta del numero 41. Con 6euro a/r ti consentiva di fare un giro per i castelli vicini a Blois. Potevamo scendere e riprendere il bus da ogni castello. Tutto organizzato con orari.
La strada dal pullman è bellissima: stradette tra i boschi e casette tipiche col tetto francese.

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Chambord

Primo castello: Chambord
Il biglietto di ingresso costa 7eu, ma se hai meno di 24 anni non paghi. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi. Forse perchè eravamo reduci dall’esperienza di Versailles: non c’è paragone. Un altro mondo.Ci aspettavamo di più dall’esterno mentre in realtà i giardini sono molto scarni. Ma per fortuna l’esterno con una la scala a chiocciola ha compensato il tutto.

 

 

 

 

 

 

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Chiverny

 

 

Il nostro secondo castello è stato Chiverny.Non siamo entrati dentro. Abbiamo fatto solo una passeggiata fuori nei bei giardini, molto più grandi e curati di Chambord, per poi perderci nei negozi di souvenirs.

 

 

A Chiverny ne abbiamo approfittato per il pranzo in quanto ci stava un locale, a loro dire, italiano chiamato “Pinocchio”. Chi ha fatto il menù s’era un attimo confuso sulla pizza Siciliana, ma vabehè. Abbiamo ordinato una pizza, aiutati da un signore col traduttore per capire gli ingredienti. Se pensiamo la pizza come una piadina, allora è stata una buona piadina.

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Bouregard

Terzo castello: Bouregard
Ci ha sorpreso piacevolmente.
Prima di arrivare al castello c’era un lungo percorso tra i boschi da fare e noi ne abbiamo aprofittato per varie foto. C’erano due persone immobili a guardare la segnaletica.. così tanto che io ero convinto fossero statue messe li, aiutato anche dallo stile dei vestiti al quanto ottocentesco. Il biglietto del castello costa 10 euro ma se sei studente hai lo sconto. Il castello dentro è molto bello. Semplice e molto curato. Addirittura puoi vedere la cucina con gli strumenti dell’epoca. Usciti da li, dall’altra parte del parco, c’era un laghetto e ne abbiamo approfittato per un po di relax.

Tornati a Blois con il bus, siamo andati in stazione per fare il biglietto per il castello di Chenonceaux. Alle macchinette, nella confusione abbiamo fatto un biglietto più costoso e per fortuna il tipo della stazione a cui abbiamo chiesto info sugli orari ci ha restituito dieci euro.

Tornati in hotel prima delle 20, orario in cui la tizia ci aveva detto di fare il check in altrimenti chiudeva la reception, finalmente ci hanno dato la camera. In realtà si tratta di un mini appartamentino con angolo cucina.
L’ hotel è senza coazione e con il wifi.

Usciti da li alle 21, le cucine dei vari locali erano già chiuse e non abbiamo trovato proprio nulla.
Nel frattempo alle 22 iniziava uno spettacolo dentro il castello di Blois. Si tratta di uno spettacolo di luci proiettate a forma di racconto con trama ovviamente raccontato in francese: Son Et Lumiere

Dopo la spettacolo, durato più o meno un’oretta siamo andati oltre il castello dove in realtà c’era più gente. E cosi abbiamo trovato diversi localini aperti con ragazzi fuori.
Abbiamo preso anche un bicchiere di vino locale.
Abbiamo passato la serata passeggiando per il paesello facendo varie foto sopratutto al fiume e al ponte.

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L’indomani, dopo una colazione in stazione siamo partiti per Chenonceaux, facendo un cambio.

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Chenonceaux

S’è rivelato essere il più bello, il quarto castello visto. Sul biglietto vi è una riduzione prima dei 27 anni. C’è un bellissimo giardino che circonda il castello che noi abbiamo visto passeggiando. Finanche un labirinto ma organizzato apposta per i bambini in quanto molto piccolo. Dentro il castello è molto bello e grande. Vale la pena visitarlo all’interno. Varie finestre grandi che affacciano sul fiume.

 

 

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Blois

Tornati al paesello col treno, abbiamo fatto una passeggiata e siamo entrati dentro il castello di Blois, dato che lo spettacolo visto la sera prima, comprendeva il biglietto anche per il castello.

Il giorno dopo avevamo ancora una mattina prima di partire per Le Havre.
Volevamo visitare qualche altro castello o paesini li vicino ma non c’erano treni comodi di coincidenza per la nostra partenza che era alle 15.
Cosi ne abbiamo approfittato per un po di relax.
Abbiamo fatto colazione in una buona boulangerie del centro e pranzato poi in una brasserie con panini di pesce e patatine.

Tornati in hotel per prendere lo zaino, abbiamo poi raggiunto la stazione per partire alla volta della Normandia.

 

di fonziefo87

Parigi.6 [7 – 12 + 18 – 19 / Agosto / 2016]

parisRieccomi a Parigi… Per la sesta volta!
Un’eterna città che non smette mai di sorprendere, che non ti stanchi mai di esplorare, che comunque ti riserva sempre qualche strada, piazza, viale, angolo che non conoscevi prima.
Questo della Francia è un viaggio che prevede più tappe. Inizia con Parigi, ma continua con la Loira, la Normandia e Giverny (dove vi è il giardino del famoso pittore, padre dell’impressionismo Claude Monet).

Siamo arrivati con un volo low coast Ryanair che ci ha portati all’aereoporto della cittadina chiamata Beauvais, che si trova a circa un’ora e mezza da Parigi. Vi è un autobus/navetta appositamente per chi fa scalo in questo aereoporto. Costa 17 eu a tratta e ti porta al centro congessi di parigi “Porte Maillot”, dove lì vi è la metropolitana. Noi infatti abbiamo fatto così. Con un cambio di Metro siamo poi arrivati alla fermata “Republique” dove si trovava il nostro hotel.

Iniziammo il tutto con una piccola disavventura, ma per fortuna niente di così grave. Arrivati all’hotel, vediamo che è tutto chiuso. C’era a malapena l’insegna. Suoniamo. E dopo un po ci apre un tipo annunciandoci che l’hotel era in ristrutturazione non so per qualche disagio, dice, ma che avrebbe subito provveduto per darci un alto hotel in zona. Così è stato, per carità, però è per vero che una mail per annunciare il tutto prima poteva benissimo mandarla. Vabeh, sorvoliamo.
Arriviamo a questo hotel che per fortuna era soltanto dall’altro lato della Piazza della Repubblica. Comunque molto comodo. Non abbiamo preso la colazione. Camera molto spartana e davvero piccola, ma tutto sommato pulita e lo stretto indispensabile c’era, con tanto di bagno (piccolissimo!) in camera. L’hotel che ci ha sostituito è Hotel Excelsior 2*.

Ci siamo dati giusto il tempo di fare il check-in, una doccia al volo e siamo riusciti. Troppo poco tempo per riposarci vista l’alzataccia per il volo che era alle 6:00 e le 4h di sonno. Ma l’entusiasmo era fin troppo. Abbiamo optato per fare il pass turistico per i mezzi. dalla zona 1 – 3, ovvero tutto il centro (tranne l’aeroporto, versailles, eurodisney) che per 5 giorni è costato 37eu, valido per bus, metro e rer.

Siamo usciti a buffo e senza meta, dopo un pranzo veloce al vicino KFC… Passeggiando tra i bei viali alberati e le viottole della città, ci trovammo davanti l’archivio nazionale, che apre le porte al quartiere “Les Marais” con tutte casette particolari e bianche, il quale finisce nel lungo Senna. Camminando tra le varie bancarelle e ritrattisti, ci siamo trovati di fronte la bellissima Notre Dame, seDSC_0064mpre piena si turisti ad ogni ora con file interminabili per entrare. Con i suoi gargoyles come guardiani attenti.  Era una bellissima giornata di sole… Anzi, pure abbastanza caldina direi.Prima di arrivare al Notre Dame, tra le varie stradine di Les Marais, abbiamo scovato un mercato di fiori con orchidee stupende, e un mercato (aimè) di uccelli.. Mi limito nel descrivere la pena che ci hanno fatto nel vederli tutti raggomitolati in strettissime gabbie.

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A distrarci dal disgusto provato per quelle povere bestiole, oltre i bei fiori, in una piazza ci sta un ragazzo di colore che suonava l’hang! Arrivati al Notre Dame, dopo qualche foto ci ritrovamDSC_0053mo sfiatati e senza forze. La stanchezza iniziava ad avere la meglio su di noi. Forse abbiamo sbagliato a non dormire un pò una volta arrivati in hotel. Abbiamo scelto così di tornare per ricaricarci qualche oretta per poi essere più energici la sera.

Riusciti la sera, non potevamo non passare a salutare la magica Torre. Cosi, con la metro siamo scesi alla fermata “Ecole Militare”, la parte opposta dei famosi giardini Trocadero, dove vi era una scuola militare e poi un lungo viale alberato che finiva con un grandissimo prato che accoglieva la Torre. Sul lato sinistro, avevano messo delle bancarelle sia di souvenir che di cibo da strada multietnico. In questo prato vi erano un sacco di persone, molti turisti, seduti tipo pic nic e con essi anche un sacco di ragazzi di colore che proponeva vendite di birre o spumante. Ricordo ancora che a un certo punto questi venditori abusivi, si misero a scappare e correre e con loro molte persone si alzarono e li seguirono scatenando il panico preventivo di un eventuale attacco terroristico (visto purtroppo l’aria che si respira in questi tempi). Ci siamo fatti poi tutti una gran risata per smorzare i toni quando ci siamo resi conto che questi ragazzi correvano e scappavano, si.. ma dalla polizia e che non c’era nulla da temere. Siamo rimasti un po sul pratone anche noi a sorseggiare una birra tra una foto e l’altra e abbiamo poi preso delle Bagels (filone di pane ripieni) li, alle bancarelle che in realtà già stavano chiudendo. Passati i controlli di polizia siamo entrati dentro la torre, senza salire, giusto per vederla dal basso, però dentro.

Abbiamo così passato la serata sul pratone perchè a una cert’ora la torre si illumina per 15 minuti ogni ora.

 

Il secondo giorno, dopo una veloce colazione da Mc Donald’s abbiamo preso la metro direzione Louvre. Non siamo entrati dentro perchè lo avevamo già fatto nei viaggi passati.Abbiamo preferito rimanere fuori a scattare qualche foto alla piramide e poi abbiamo fatto a piedi i 4 km che dal Louvre portano all’Arco del Trionfo. Ovviamente con tante soste, come per esempio ai giardini di una delle due ruote dove c’era un bellissimo laghetto e tante panche.
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Piano piano finalmente iniziava a farsi vedere il grande Arco del Trionfo. Ancora ci chiediamo come si attraversa per andare li sotto.. visto che non vi è nè un passaggio nè strisce. Ma noi temerari non potevamo perderci la vista da li e la possibilità di scattare qualche bella fotina.

Abbiamo mangiato in una baguetteria sui bellissimi Champs Elysee, prima di concederci un veloce riposino.

Subito dopo siamo usciti per una passeggiata serale tra i giardini del Trocadero, gustandoci una buona crepe alla nulle, sdraiandoci sui bei prati fino a quando abbiamo raggiunto la torre, questa volta, rispetto a ieri, da dietro. DSC_0412
Camminando, camminando, tra  una foto e una pausa e l’altra abbiamo passato la torre, per arrivare dalla parte del pratone di ieri, dove stanchi e con i piedi a pezzi, abbiamo deciso di riposarci tra le bancarelle dl cibo multietnico, gustando una bona sangria e delle patatine fritte.

Abbiamo poi fatto una passeggiata dietro la torre, dove si trova un parchetto con uno stagno, a mio avviso poco conosciuto, vista la poca gente.

Il terzo giorno ci siamo alzati molto presto direzione Versailles. Avevamo preso i biglietti online con il salta fila. Sotto i 24 anni non si paga, altrimenti il biglietto, con salta fila, costa 15euro, per entrare al palazzo.
Per arrivare a Versailles serve la RER C, ma in quei giorni un pezzo di metro con cui arrivare alla RER C era chiusa per lavori cosi abbiamo preso un bus navetta in sostituzione per quel tratto.
Nel biglietto c’era scritto “dalle 9” ma noi per fortuna abbiamo capito “alle 9” fosse l’ingresso. E dico per fortuna perchè già arrivando tempo prima eravamo a metà fila e in pochissimo tempo s’era formata la serpentina di fila per tutto il gran cortile. Ci ha deluso un sacco Versailles. Non era per niente come ce lo aspettavamo. Dentro vedi poco e niente e in varie stanze ci sono solo quadri. La parte più simpatica di quella mattina molto stancante arriva dopo, perchè dietro il palazzo ci sono i giardini. Per entrare il biglietto costa 7 euro. I giardini sono veramente molto grandi, tanto che danno una mappa per orientarsi. Vi è la possibilità, a pagamento, di prendere un trenino che ti fa il giro o eventualmente di noleggiare ad ore una macchinina per fare il giro con però zone proibite in cui non puoi passare. Noi, abbiamo optato per la macchinina ed è stata la cosa più divertente. L’unica cosa di cui mi sono pentito è non aver portato la Reflex, ma su internet, stava scritto che il biglietto poteva non risultare valido se portavi degli oggetti proibiti con te, come le macchine fotografiche. Ma in realtà l’avevano in molti e non hanno detto nulla.
Abbiamo mangiato una baguette direttamente li, fuori la RER C
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Dopo aver dormito il pomeriggio, siamo usciti alla volta di Montmartre e la basilica del Sacro Cuore. Siamo scesi alla fermata “Pigalle”, piazza che apre al grande viale a luci rosse dove vi è il famoso (in ambito pittografico e cinematografico) Mouline Rouge.
DSC_0543Da li, abbiamo fatto tutto il viale salendo per il Sacro Cuore e facendo una sosta gelato alla buonissima catena “Amorino”. Abbiamo preso un pacchetto di Macarons che poi abbiamo mangiato sulla grande scalinata sopra Parigi.
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Prima di arrivare al Sacro Cuore, abbiamo visto una chiesetta che non conoscevamo che si trova proprio a fianco alla piazza di Monmatre, la chiesa appunto si chiama “Notre Dame di Monmatre”.

Ho notato, con un po di amaro, che quel quartiere è diventato troppo turistico, cosa che prima negli anni precedenti non era cosi. Spiccava per i suoi artisti di strada più che venditori ambulanti di souvenir o boulangerie e patisserie in ogni angolo. Resta comunque uno dei miei quartieri preferiti di Parigi… Semplicemente un po troppo commercializzato.

Ci siamo agganciati ad una rete wi-fi di un starbucks ormai chiuso per trovare un sushi in centro. E cosi siamo finiti al buonissimo ” Sushi 6 ” . La posizione del locale, ci ha consentito una passeggiata a piedi per vedere Parigi by night, fino poi ad arrivare al nostro hotel.

 

Il quarto giorno dopo una colazione veloce al Mc Donald’s, ci siamo diretti alla chiesa di “Saint-Bernard de la Chapelle”, dove il tipo dei controlli della sicurezza mi ha preso in giro perchè nello zaino, col metal detector, ha notato la lacca verde e di si mise a ridere quando gli dissi che era per me.. magari mi immaginava con i capelli verdi.
La chiesa è meravigliosa. Il biglietto costa 10euro, e la cappella sopra li vale tutti.

Abbiamo poi fatto una passeggiata nel quartiere Latino. Vi era una patisserie con dei cioccolatini buonissimi. Molti in esposizione come fossero per assaggio, ma in realtà abbiamo scoperto dopo che erano comunque a pagamento. Ne abbiamo quindi fregati 4.
Abbiamo camminato fino ad arrivare al S.Supplice, la chiesa che è stata citata nel libro di Dan Brown. Molto bella anche lei con fuori una piazza con una gran bella fontana.

 

Dopo aver mangiato in una tipica braserie francese, abbiamo passato il primo pomeriggio nei giardini del Luxemburgo, dove abbiamo trovato varie panche grandi e comode dove rilassari un po di tempo dopo aver fatto varie foto.

Boulverd Saint Geramain è stata la tappa del nostro pomeriggio. Non lo conoscevo e ho amato quel quartiere. Davvero carino. Bello, vivo movimentato pieno di localini tipici francesi e casette di stile. Piena di Cafè letterari dove si riunivano i vecchi rivoluzionari e intellettuali d’epoche passate.

Abbiamo preso la Metro direzione Concorde, una grande e bella piazza vicino il centro di Parigi con fontane e una ruota panoramica.

 

Percorrendo “rue st. Honorè”, una via di negozi alla moda, un pò come via dei condotti a Roma, arriviamo a Place Vandome e dopo vari scatti proseguimmo per l’Operà

Abbiamo fatto una lunga pausa da starbucks con un muffin al cioccolato e un frappucino al caramello, per poi andare a mangiare in zona Oberkampft, poco vicino il nostro hotel

Il quinto giorno lo abbiamo iniziato con una colazione in zona Repubblique, solo un croissant vuoto e un succo di mela. Poi ci siamo diretti nel quartiere multietnico di Belleville. Abbiamo gustato un buon dolce alle nocciole in una delle boulangerie del quariere e poi una passeggiata tra i vari graffiti del posto. Fino ad arrivare vicino a un parco dove accanto ci stava un panorama mozzafiato tra varie colonne piene di graffiti.

Abbiamo preso una coca cola in quella zona e tornati in hotel per un attimo di relax e un pranzo al Quick della zona.

Nel pomeriggio abbiamo visitato il cimitero “Pere Lachaise” famoso per tombe di personaggi famosi, come Morrison, Rossini, Chopin, Wilde, Bizet, Proust e tanti altri. Molto grande, bello, curato e tenuto bene.
Abbiamo cenato in una brasserie del centro per poi andare subito a dormire, l’indomani saremmo partiti per La Loira, Blois.

Siamo poi tornati a Parigi alla fine nel nostro viaggio, in quanto partendo da Parigi abbiamo trascorso lì l’ultima notte.

Siamo tornati al cimitero perchè non avevamo visto le ultime tombe, come Wilde o Proust.
Usciti dal cimitero, l’unica volta in tutto il viaggio, pioveva un bel pò. Siamo arrivati a vedere il canale St. Martin, location di una ricca cinematografia francese (come il noto “Il favoloso mondo di Amelie” di Jean-Pierre Jeunet), ma siamo andati via subito visto la pioggia per raggiungere la zona della “Bastille” dove, dopo una passeggiata abbiamo preso un aperitivo.


Dopo che ha smesso di piovere siamo tornati a mangiare al Sushi 6, questa volta la nostra passeggiata notturna, dopo Notre Dame si è svolta al quartiere di Les Halles con la Chiesa di St. Eustache e la rue Monmatre che portava al Quartiere di “Bonne Novelle” dove avevamo preso un hotel per una notte, decisamente meglio del primo. Era l’ hotel des boulevards.

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Il giorno dopo, ovvero purtroppo l’ultimo, dopo il check out siamo usciti lasciando in hotel lo zaino. Avevamo il volo del ritorno alle 21.
Abbiamo fatto una colazione da starbucks e a piedi siamo arrivati fino alla zona della Madaleine, dove dopo vi è Place Vandome, anche se non siamo arrivati fin lì ma siamo semplicemente passati dall’operà, e qualche parchetto di zona per brevi soste, e in un centro commerciale in zona con un soffitto particolare fatto a gocce.


Abbiamo pranzato l’ultima volta francese in un locale poco distante dal nostro hotel dove poi siamo tornati a prendere lo zaino, ma prima abbiamo visitato la bellissima chiesa di St. Eustache dove vi erano le prove per accordare l’organo.

Finisce qui la nostra gita.

 

di fonziefo87