Capodanno a metà ..tra Svizzera e Colmàr [Basilea, Colmàr, Berna, Friburgo – 31 Dicembre 2015 / 05 Gennaio 2016]

svizzeraMoneta: Franco Svizzero 1€ = 1,0841 CFH
Clima: Molto freddo
Itinerario: 31 – 12 – 15 / 03 – 01 – 16 Basilea
01 – 01 – 16 Colmàr
03 – 01 – 16 / 05 – 01 – 16 Berna
04 – 01 – 16 Fribugo

 

Partiti con la compagnia low coast EasyJet, siamo arrivati nella piovosa e grigia Basilea puntuali la sera del 31.. verso le 18 +/-. Arrivati all’aeroporto abbiamo notato che c’erano le varie uscite dipendentemente dal fatto se vuoi sucre in Svizzera, Francia o Germania. IMG_20151231_154843
Il bus 50 ci ha portato alla stazione centrale e da li abbiamo preso il tram 2 che ci portava quasi sotto il nostro hotel. DSC_0019

Il nostro hotel, Adagio Apartment 3* è stato un’ottima soluzione per la nostra gita in Svizzera che, si sa, molto cara, in quanto si tratta di piccoli monolocali con tanto di angolo cottura arredati. Infatti abbiamo fatto una spesa sufficiente sia per il cenone che per i giorni seguenti.

Già al duty free dell’aeroporto avevamo comprato una bottiglia di champagne per festeggiare la mezzanotte, avendo paura di trovare tutto chiuso e niente dove poterne comprare una.

Abbiamo preparato gli antipasti, patatine con arachidi e tartine con mayonese e tonno e pezzi di pizza con pasta, un primo di spaghetti con cozze e calamari, e per secondo calamari con lenticchie indiane. Il secondo lo abbiamo mangiato quando siamo tornati dopo la feste perchè eravamo troppo pieni ma volevamo cmq rispettare la tradizione delle lenticchie.

Verso piu o meno le 23 siamo usciti per raggiungere col tram il centro città.
Siamo andati sul ponte dove già un sacco di persone si riunivano con in mano la propria bottiglia per la mezzanotte.
Prima hanno fatti dei fuochi d’artificio privati un po deludenti.
Dopo la mezza abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi svizzeri molto simpatici del posto che ci hanno avvertito che i fuochi ufficiali sarebbero stati a mezzanotte e mezzo. Cosi abbiamo passato con loro questa mezzanotte tra canti foto e stelle.
Dopo i bellissimi fuochi sul fiume abbiamo deciso di tornare in hotel per alzarci presto l’indomani mattina per visitare Colmàr in Alsazia.
Infatti, dopo calamari e lenticchie siamo subito andati a dormire.

Il giorno dopo per le 10 circa eravamo già sul treno direzione Colmàr. E’ stato carino superare la frontiera e vedere che sul binario del treno c’era “direzione Francia”. Il viaggio è costato 60 CFH A/R x 2. IMG_20160101_093848-01
Ricordo una giornata molto fredda. Abbiamo fatto vari giri per il centro città. molto piccola e caratteristica. con vari ruscelli e fiumiciattoli. C’è chi ne parla come fosse la “piccola Venezia”, ma di Venezia ha molto poco, quasi nulla.

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Abbiamo pranzato in un posticino al centro con un insalata di formaggi, patatine fritte. IMG_20160101_130621Non contenti, passeggiando ci siamo fermati in un botteghina dove abbiamo preso del formaggio e del vino francese da portare poi in hotel per la cena.
Una volta tornati già in stazione, ci siamo accorti grazie ad una giuda vista in un centro souvenir che in realtà ci mancava una parte… la cosi detta “piccola venezia” e subito col navigatore siamo andati a visitarla. Sicuramente molto carina.. dal ponte ci sono queste varie casette di contorno al fiumiciattolo navigabile con delle gondole… ma mai al pari della maestosa Venezia.
Abbiamo cenato in hotel con un bel antipasto di formaggi e vino e spaghetti con calamari.
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Il giorno seguente, dopo una colazione con cioccolato caldo, coockies, muffin e cose del genere abbiamo preso il tram per andre a visitare il granidissimo museo di arte contemporanea, ma ahimè una volta arrivati li un signore ci disse che era chiuso per restauro e che avrebbe riaperto solo verso Aprile. Cosi abbiamo optate per una passeggiata vaga per il centro sebbene la pioggia fastidiosa e il freddo.
Siamo arrivati al MarktHalle, il mercato coperto ma era quasi tutto chiuso vista l’ora del mattino e il giorno:sabato. DSC_0169
Li di fronte c’era un grande negozio cinese dove siamo entrati e siamo usciti con un pacco di bacchette, che colleziono e un succo miele e aloe davvero buono.

Poi siamo arrivati fino in centro alla Rathaus, il municipio rosso addobbato a Natale con la MarketPlatz, la pizza con vari stand culinari… Formaggi a non finire e cibi tipici. Siamo poi arrivati alla Cattedrale con la fontana del Tinguely.

Abbiamo optato per un pranzo veloce dal mio amato Subway. IMG_20160102_125351
Col tram, siamo arrivati fino a un castelletto che però dentro c’era solo una specie di ristorante pure chiuso.
Poi abbiamo raggiunto la porta medievale che da inizio alla città vecchia.

Abbiamo preso un bus per raggiungere il confine. A Basilea, esattamente al porto si trova una statua che simboleggia il punto di confine dei tre stati: Francia, Germania, Svizzera.
Abbiamo fatto un sacco di foto. Il posto era deserto oltre che freddo.
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Finiva così la nostra gita a Basilea… l’indomani mattina saremmo partiti per Berna.

Dopo il check out, abbiamo lasciato in hotel le valigie per raggiungere col tram la struttura dell’industria farmaceutica della Norvatis che ha una particolare struttura architettonica. Purtroppo l’area era privata e non siamo potuti entrare fino a dentro.
Siamo stati al ponte li vicino su cui abbiamo fatto varie foto per poi tornare in centro ad approfittare del fatto che finalmente c’era il sole.

In realtà col sole Basilea è molto meglio. Sebbene mi abbia un po deluso.
A sorprendermi positivamente, invece, è stata Berna.

Il viaggio è costato 40 CFH per circa 1h.
L’hotel National Hotel 3* con colazione si trovava vicinissimo la stazione.
Dopo il check in siamo subito andati in centro, a vedere il palazzo del parlamento federale con dietro il belvedere della città, poi il centro con la pazza dove c’è la statua di Kronos, mangiatore di bambino e la torre dell’orlogio che sembrava Praga con poi tutta la grande via ricca di varie fontane monumentali che arrivava alla fossa degli orsi. Una grande fosse dove vivono gli orsi. Nella piazza, come quasi in tutte le città della Svizzera e della Germania c’era una pista di pattinaggio sul ghiaccio.IMG_20160103_170749.jpg

Abbiamo fatto una cena veloce da Subway e abbiamo notato che il giorno dopo tutti i musei che volevamo vedere erano chiusi, perchè il lunedì era il giorno di chiusura. Abbiamo quindi deciso di andare il giorno dopo a visitare la cittadina di Friburgo visto che veniva 60CFH A/R x 2

Al ritorno abbiamo fatto uno spuntino alla coop con un pane e del formaggio prima di passare dal mc dove abbiamo visto che di particolare c’era il “Mc Bretzel” cioè il panino con il bretzel e il buonissimo rosti fatto a patatine.

La colazione è stata un po deludente. Buono il formaggio con i cornetti e il miele. Sul treno per Friburgo c’era un vagone Starbucks e ne abbiamo approfittato per un the e caffè americano.

La città di Friburgo è davvero tanto carina. Con la cattedrale alta e imponente con la sua torre. L’abbiamo girata comodamente a piedi arrivando fino al Belvedere e passando per la Cattedrale e la basilica del Notre Dame, anche se niente c’entra con la vera Notre Dame di Parigi. Abbiamo visto il municipio con la piazza versione natalizia.

Abbiamo notato che in cima si trovava un castelletto e, dopo avere riempito l’acqua da una fontana buonissima abbiamo deciso di fare la scalinata.
Ne è valsa assolutamente la pena. La vista era bellissima. Dominava l’intera città. Li vicino ci stava una chiesetta e un cimitero. Era campagna aperta. Abbiamo scoperto nei negozi di Souvenir che in realtà si tratta della città in cui è ambientato il cartone “Heidi”.

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Abbiamo aspettato il 127 che ci ha portato in stazione.
Ci siamo fermati alla Coop City per pranzare e a fare un giro in tutto il centro commerciale.

La sera abbiamo cenato in un locale svizzero che ci ha colpito perchè su Tripadvisor c’era proprio scritto che ancora non c’era mai stato nessun turista.
Siamo stati molto bene al Weissenbul. Abbiamo mangiato una sorta di tartara servita con cognàc, delle popette di pesce con patatine fritte in salsa yogurt, un french toast e della birra. Siamo usciti di li molto soddisfatti per circa 25CFH a testa.

La mattina dopo abbiamo preso presto il treno + bus50 per l’aeroporto di Basilea. Finiva così il nostro primo viaggio del 2016.

Buon anno a tutti i lettori. ^__^

 

 

 

di fonziefo87

Dusseldorf, Colonia e i mercatini di Natale [19/22 Dicembre 2015]

Eccomi di nuovo in Germania. Questa volta per i mercatini di natale. 2 notti tra Dusseldorf e Colonia.
kolnForse pochi.. Ma abbastanza per i mercatini e un giro nei punti nevralgici della città.
Il nostro Rynair è stato puntuale. Avevamo la partenza da Ciampino. Verso le 11 circa eravamo a Colonia. La nostra prima tappa prevedeva Dusseldorf e così, dal’aereoporto abbiamo preso un regionale che con 11,83 euro ci ha portati in più o meno mezz’ora a Dusseldorf dove siamo arrivati più o meno per pranzo. Abbiamo preso qualcosa da mangiare fuori la stazione e subito siamo arrivati in hotel per il chek-in. Hotel Batavia 3* con colazione. Comodo centrale e pulito.

Siamo subito usciti per una prima visita ai mercatini di Natale.

I mercatini sono distribuiti nei vari punti cruciali della città: La Rathaus, nella zona vecchia, nella piazza della Cattedrale con la ruota panoramica e vicino al castello.

Era già pomeriggio tardi e ci siamo spostati nella zona del lungo fiume per ammirare la parte delle architetture strane del’architetto Frank O’Ghery e il Rheinturm, ovvero la torre di trasmissione di Dusseldorf che domina l’intero Reno.

Ci siamo fermati a cena in un locale sul fiume dove abbiamo preso pesce fritto, wurstel di Francoforte e abbiamo preso birra.

La serata è passata nel tornare indietro ripercorrendo tutto il centro a ritroso e facendo foto alla bella Dusseldorf by night, sorseggiando il classico vin brulè
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L’indomani dopo la tipica colazione intercontinetale degli hotel, abbiamo fatto il check out e lasciato le valigie per rifare un ultimo giro della città. Abbiamo ripercorso tutte le zone della sera prima. Dal centro alla zona del fiume. Per poi entrare nella basilica di San Bartolomeo e nella cattedrale.

Abbiamo pranzato tardi, con degli hamburgher e delle birre. Una tipica di Dusseldorf dopo aver provato dei dolcetti tipici di maschmellow ai mercatini.
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Tornati in hotel per prendere le valigie e dei biscottini alla cannella offerti, ci siamo diretti in stazione dove ci aspettava il nostro regionale: direzione Colonia.
Arriviamo in più o meno 20 minuti e, arrivati subito in hotel scopriamo che siamo oltre l’orario del check in e per fortuna sul citofono ci stava un numero da contattate. Anche se bastava suonare, come ci hanno detto al telefono. Il tizio ci ha dato il numero della stanza e siamo saliti. Era uno di quegli hotel senza reception, o cmq con una presenza parziale.
Era già sera e abbiamo deciso di passare la serata tra i mercatini che erano bellissimi per poi fermarsi a un pub per patatine fritte e la birra Sion, che è quella di Colonia.

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La mattina dopo, dopo colazione e zaini, abbiamo fatto il check out ma non potevamo lasciare gli zaini. E così visto che per lasciarli in stazioni dovevamo pagare 7eu abbiamo deciso di fare la giornata con la zaino e con varie soste.
Siamo arrivati nella zona del fiume con il grande parco attorno, entrati nella cattedrale… Ho preferito quella di Dusseldorf! Visti altri mercatini della città e i vari ponti.
Per pranzo abbiamo preso dei panini al pesce e poi siamo tornati in stazione per prendere la S.Ban che con 2,83eu ci portava in aeroporto. Li abbiamo cenato con degli amburgher e birra.
Il nostro volo era alle 21:05
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di fonziefo87

Siviglia <3 [13-15/12/15]

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Praticamente un sogno che si realizza… Quello di un viaggio in solitaria… Era da un sacco di tempo che dicevo di volere provare quest’esperienza ed ecco fatto… Alla fine, da qualche parte, ho trovato il giusto coraggio..
E adesso, mi rimane il ricordo di una bellissima esperienza che, per di più, consiglierei a tutti.
E’ bellissimo perdersi da soli tra i mille vicoli delle città senza dovere dare conto a nessuno o rispettare un qualsiasi orario…

Insomma, sono partito stracarico di roba, con uno zaino sule spalle perchè, oltre alle cose che porto sempre di routine in ogni viaggio con me, c’erano delle emozioni in contrasto che vivevo: paura e angoscia, con gioia ed entusiasmo.. in sovreccitazione quella notte non ho dormito. ero entusiasta e non vedevo l’ora ma dall’altro pure spaventato. La lingua, le cose da fare, il cibo, i mezzi da prendere per arrivare in hotel… insomma un sacco di paure e paranoie che praticamente sono svanite una volta arrivato in hotel e ho detto: “ce l’ho fatta.. eccomi qui!”

Il mio Rynair è stato puntualissimo. Partito ore 6:30 ed atterrato alle 9 e qualcosa. Subito fuori dall’aeroporto non ho avuto difficoltà a trovare il bus EA diretto al contro con 4eu.. Anzi, ci stavano pure due italiane che ho guidato io stesso.
Il bus mi ha lasciato a circa 300mt dall’hotel Alcazar 3*. Essendo arrivato presto, il tipo della reception mi ha detto che ancora la stanza non era pronta. Cosi ho lasciato lo zaino e sono andato a farmi un giro.

Mattina di domenica presto e la bella Siviglia ancora dormiva e i suoi tantissimi parchi, piazze e fontane e erano vuote. Ma non passò molto tempo affinchè tutto si riempisse. Dovevo tornare minimo per le 13 e praticamente quello che doveva essere un piccolo giro s’è rivelato il giro di tutto il centro della città e mi sono pure perso a un certo punto 😀 Sono arrivato fino alla torre del’oro, passeggiando per “paseo de la delicias” e scattando foto di qua e di la. DSC_0130

 

Prima di tornare in hotel mi sono fermato da Starbucks al volo dove mi pare di aver preso un tramezzino e un pane particolare fatto con scaglie di formaggio molto buono.

Tornato in hotel finalmente ho potuto fare il check-in ma ero esausto… Non avevo dormito la notte, il volo era all’alba, in più tutta quella camminata di ore. Ho lasciato lo zaino in camera e ne ho approfittato per riposarmi un paio d’ore. Giusto il tempo per ricaricarmi un attimo.
Per le 5 mi sono alzato e fatto una doccia di ripresa. E mi sono rimesso in marcia.

Nel frattempo Siviglia s’era riempita e accesa delle mille luce del natale.
Alla cattedrale, a me molto vicina, c’era una cerimonia particolare ma non ho ben capito di cosa… Insomma c’era una bolgia che non si passava ed era chiuso al pubblico

Il clima era nuvoloso. In realtà strano per la sempre soleggiata Spagna. Ma, anzi, uscito dall’aereo qualche goccia l’ha fatto e pure il giorno dopo. Per fortuna solo qualche minuto e solo qualche goccia passeggera.

Avevo già deciso di non fare i mezzi… Sebbene sono andato in metro ad informarmi su come funzionava. La posizione dell’hotel mi consentiva di non prendere i mezzi. Certo, dovevo camminare un po per raggiungere le varie zona ma era proprio quello lo scopo.

Camminando per il centro mi sono fermato in un localino che faceva i boccadillos… solo che io volevo uno ai calamari che non c’era… così ho optato per delle crocchette al pesce ..tipiche di Siviglia.

Le stradine erano strettissime e mi chiedevo come facessero le macchine a passare… e invece comunque ce la facevano, vabeh…
Camminando, mi sono trovato alla piazza del Pilatos, ovviamente aiutato dall’applicazione del tom tom…
Sono arrivato alla zona expo dove ci sta un gigantissimo fungo e sotto di esso un gran mercato ed una zona piena di localini e piazze… anche se in realtà Siviglia è piena piazze e locali e posti dove la gente si ritrova… Ma ditemi se non è bella questra struttura: DSC_0036

C’erano dei mercatini nella zona della cattedrale ma erano prettamente natalizi con solo oggettistica da presepi.
Passeggiando c’era un chioschetto con dei dolcetti tipici …una specie di muffin come forma ma comunque diverso.

Ho passato la serata nella zona dell’Alameda de Hercules e nella piazza Europa. Ho cenato ad un Mc li vicino… Non mi andava di cercare altro e poi dovevo correre in bagno …dopo un pomeriggio intero… Niente meglio di un Mc facile e veloce.

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Al ritorno ero tentanto da prendere un tram, sia per la lontananza che per l’orario… ma poi, pensandoci, ho preferito che non mi sarebbe ricapitato cerco con facilità di fare a piedi Siviglia in notturna e cosi, col tom tom alla mano mi sono messo all’avventura.. passando prima per la piazza di San Lorenzo, poi per il museo d’arte contemporanea, poi per la Piazza del Toro, ovviamente chiusa e alla fine sono arrivato alle Torre dell’Oro, vicino casa.

Il mio Hotel, Alcazar 3*, non prevedeva la colazione. L’ho fatto apposta a non prenderla per non avere vincoli di orari x alzarmi la mattina.
Infatti mi sono svegliato con calma, doccia e sono andato a mangiare al Dunkin un Donut agli oreo e un Caffe americano con panna.

Li vicino c’era un centro info turistiche e così ne ho approfittato per chiedere info riguardo il giro turistico del city seething. E così con 18euro l’ho fatto per 24ore compreso il giro notturno by night.

Intanto, dopo aver presa la calamita e qualche cartolina, ho fatto un giro del bus completo e una volta tornato alla partenza, ovvero alla torre dell’oro sono sceso per andare alla Cattedrale.
E’ bellissima in stile gotico. Dentro offre la visita di vari musei sempre di arte cristiana con 9euro e, ovviamente l’ingresso nella maestosa cattedrale andalusa e alla Giralda, ovvero la torre.


Ho pranzato un locale al centro. Crocchette di pesce e una specie di zuppa con calamari e patate. Con caffè e acqua, circa 13eu.

Ho ripreso il bus. Questa volta mi sono fermato ala piazza di Spagna con i giardini di Maria Luisa.
Bellissima. Una delle piazze più belle mai viste fin ora…
Mi sono perso li dentro quasi tutto il pomeriggio. Cosi che ho voluto aspettare che fosse sera per vederla con le luci

Insomma dopo, ne ho approfittato per un giro by night con il bus.. anche se faceva il suo bel freddino e la sera sono stato in centro a vedere le illuminazioni notturne.

Il giorno dopo la sveglia era presto perchè l’EA partiva alle 7:00

Che dire.. sono stato benissimo e sto progettando il prossimo in solitaria 😉

di fonziefo87

Expo [Sabato 10 – Ottobre – 15]

Avete presente la calca di persone e le folle oceaniche che fanno vedere alla tv? Ecco: è tutto vero!
Il sabato e la domenica sono i giorni peggiori. Tanta folla che non si riesce nemmeno a camminare tra le varie strade che conducono ai padiglioni. Kilometri di fila che praticamente a vista d’occhio non vedi nemmeno quando inizia e molte continuano anche all’interno dei padiglioni. In una giornata non puoi tempisticamente parlando vedere molto.
Io ho visto solo il padiglione della Thailandia che, sebbene molto bello, a detta di molti è il più brutto. E poi mi sono concentrato sui padiglioni molto piccoli dove all’interno sono arredati sol dei mercatini: Camerun, Ghana, Senegal, ecc, ecc.

Un consiglio? Se riusciti andate in mezzo la settimana. Tipo mercoledì/giovedì ed è meglio farlo in due giorni.
Avete la possibilità anche di un’entrata notturna ma solo di qualche ora, nel caso in cui vorreste fare un giro ma solo all’esterno (sempre perchè vi mancherebbe il tempo per entrare dentro).

All’ingresso non vi impressionate per la grande massa di gente accalcata ai tornelli, in realtà scorrono velocemente perchè sono tantissimi gli ingressi e i vari tornelli di ingresso dove troverete il classico metal detector a controllarvi.

E’ inutile elencarvi gli innumerevoli stand di cibo, sia all’interno dei padiglioni e sia fuori.
Ma, tranquilli, ci sono file di ore anche per il cibo. Io stesso ho visto che per una fetta di pane e nutella dovevi fare una fila di 3h.

Se ne vale la pena? Beh, sicuramente è qualcosa di particolare… Non andarci per niente forse non lo consiglierei.. Però insomma, se siete tipi dinamici, al posto di farvi 6h di fila (minimo!) per il padiglioni del Giappone, ecco.. andateci direttamente appena potete insomma.

A mio avviso scarseggiano i bagni. Ce ne sono pochi.
Solo una volta ho visto un tipo che distribuiva bottigliette d’acqua gratis.

Una piccola chicca per il cibo:
Se volete qualcosa di veloce per dare priorità ai padiglioni e risparmiarvi le file anche per il cibo/ristoranti, ci sono dei distributori della COOP che, è vero, danno solo tramezzini o bevande, però se ne prendete 3/4 mangiate velocemente perchè non ci stà mai fila. Ma poi, ovviamente dipende dai vostri gusti e preferenze perchè, ecco, di certo non scarseggia il cibo.

Se posso darvi un altro consiglio:
E’ inutile che andate li ancora prima dell’entrata come fanno in molti perchè trovate un sacco di gente che nemmeno potete camminare. Io sono andato in tranquillità, tipo per le 10 e ai tornelli mi sono sbrigato subito. (Tanto.. se fino alle 10 dovevo comunque stare in fila, a questo punto l’ho presa comoda!)

In più..
Può capitare che molti padiglioni ingannano con i biglietto che mettono a inizio fila.
Es: Per la Thailandia hanno messo un biglietto che prevedeva 3h di fila. In realtà io stesso in 1h circa ero già dentro
Ma, aihmè, in molti altri padiglioni le ore di attesa sono reali.

Spero di esservi stato utile, e se avete bisogno di qualche info scrivetemi pure tra i commenti.

di fonziefo87

Grotte di Pastena [3/10/15]

pastena Abbiamo scoperto questo bellissimo posto così per caso.
Già l’anno
scorso facendo una gita nel circeo, al ritorno circondando il Lazio capitammo in questo paesino.
Pioveva. Molto. Le grotte erano chiuse e nessuno guida era disponibile. Così ci siamo ripromessi che saremmo tornati.
E’ così è stato.
Dopo un pranzo a Ceprano al Muoiline Rouge siamo andati a Pastena.
Abbiamo aspettato circa 30′ la guida.
Il giro all’interno è durato circa un’ora e mezzo e il percorso è molto semplice.
9Euro, ed era compreso anche il museo ciociaro che si trova a circa 3km dale grotte.

Ho lasciato con molto piacere anche una recensione su Trip Advisor

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di fonziefo87

Tokyo [27/8 – 31/8 2015]

tokyoTantissime compagnie diverse dalla stazione centrale di Kyoto portavano all’aeroporto di Osaka (ricordo che l’aeroporto di Kyoto è a osaka).
Distrattamente abbiamo preso l’Haruka, ma il nostro biglietto era per un altra compagnia. Così il controllore, che prima voleva soldi per pagare quel biglietto, ci ha fatto scendere ad una stazione per poi prendere il treno giusto.
Ma non finisce qui: una volta sul treno solo un vagone arrivava in aeroporto, cosi siamo dovuti scendere per poi risalire sullo stesso treno ma ad un vagone diverso.
Arriviamo in aeroporto a Kyoto per un filo.
Abbiamo preso una compagnia low cost del posto, Jetstar, che puntualmente in 50′ ci ha portati a Narita, la città dell’aeroporto principale di Tokyo.
Una volta arrivati a Narita ci abbiamo messo un pò per capire qual’era la compagnia di bus che ci portava al centro città senza spendere cifre esorbitanti (Varie compagnie per vari prezzi).
E così con 1000Y, in un ora e mezza, siamo arrivati alla “Tokyo Station”

Ricordo ancora la mia prima impressione quando sono sceso dal bus. Mi sentivo una formica in mezzo a tutti quei grattacieli altissimi mai visti prima d’ora.

I disagi della giornata non sono finiti.
Arrivati al “presunto” hotel, la reception non trovava la nostra camera prenotata.
Semplice: avevamo sbagliato hotel.
In realtà il nome era quello perchè si trattava di una catena, ma in un altra zona, per nostro fortuna a poche fermate di metro.
La tipa ci ha dato una mappa e ci ha spiegato come raggiungere l’altro hotel.
Finalmente siamo riusciti a raggiungere il nostro hotel, Vile Fontaine Achabori 4* con WiFi e colazione.
Posati i bagagli era già abbastanza tardi, oltre le 23. Eravamo stanchissimi.
Siamo usciti nel quartiere per andare a mangiare udon in un fast food della zona.

Le linee della metro probabilmente sono infinite, ma c’è da dire che non ti perdi assolutamente. Ogni fermata ha il proprio codice formato dalla lettera della linea e numero di fermata.

Il giorno dopo abbiamo notato subito che in realtà la colazione era al quanto deludente. c’era pochissima roba in un buffet organizzato di fronte la reception con qualche tavolo qua e la.
Puntalmente, dopo aver fatto colazione e tornati giù per uscire, passavamo a prendere un caffè/the con una brioche.

La prima tappa di quel giorno sono stati i giardini imperiali. Al palazzo si entra solo 2 giorni l’anno che, se non ho capito male, dovrebbero essere il 23/12 e il 2/1.
Sono giardini molto curati ma peccato che, a differenza di quelli a Kyoto non sono visitabili. Puoi arrivare fino alle mura di cinta. Cosi dopo qualche foto siamo andati via.
Abbiamo raggiunto la piazza con la statua del samurai dove abbiamo assaggiato gli “ibanochi” che sono delle polpette con dentro il polpo a forma di spiedini.
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Quel giorno, come gli altri successivi, abbiamo optato per il biglietto giornaliero: potevamo muoverci al centro di Tokyo con 600Y.

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Ogni tempio aveva il proprio catino dove i fedeli, prima di pregare o entrare al tempio, lavavano le mani.

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Questo è il “dong” di ogni tempio. Si trova all’entrata e, per come ho capito, serve a chiamare spiriti protettori o simili.

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Diffondi la pace in terrSiamo andati al parco di Ueno a visitare il tempio dedicato agli studenti. Nella zona c’erano vari negozietti tipici e ci siamo fermati alla “Curry House” un locale doveva tutte le pietanze erano a base di curry.

Ueno Park è grandissimo e tra tutti i templi e i grandissimi fiori di loto abbiamo perso l’intero pomeriggio.DSC_0212DSC_0022

La sera siamo stati al cimitero. Hanno il culto dell’anima e della reincarnazione quindi ogni
statua del bambino aveva, per esempio,il cappello per riscaldare, a volte coperte o giochi. DSC_0075 DSC_0080 DSC_0088 DSC_0127 DSC_0149DSC_0007DSC_0020DSC_0047DSC_0065DSC_0114

Il tempio di Tenno-ji con l’imponente e suggestiva statua del Buddah.
L’ingresso principale era chiuso ma siamo stati fortunati nel trovare un piccolo ingresso laterale e abbiamo potuto visitare la statua e il giardino indisturbati.
Vicino vi una sorta di totem con un messaggio di pace.
Abbiamo fatto una passeggiata li vicino in una zona molto poco turistica per capitare in un ristorante di Sushi e Sashimi chiamato “Chinney”.
Abbiamo trascorso la serata, un po piovosa, al quartiere di Shibuja, dove c’è un grande incrocio a X che è considerato il più affollato per l’affluenza di persone. E infatti io stesso non ho mai visto così tante persone a Tokyo, e in particolare in quel’incrocio. C’erano anche vari locali e negozi con insegne enormi sui grandi grattacieli sempre illuminate.
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Il giorno dopo volevamo provare ad andare al Fish Market ma è stato praticamente inutile.
Intanto, sulla strada si  intravedeva la famose torre di Tokyo (grande copia della torre Eiffel di Parigi) anche se c’era un sacco di nebbia con a volte pioggerella ma non ci  siamo fermati perchè avevamo già in mente di tornarci un altro momento. Arrivati al Fish Market, sapevamo che chiudeva alle 14 invece alle 12 stavano già sbaraccando tutto. C’era una puzza nauseante di pesce e praticamente come siamo arrivati, abbiamo giusto fatto un giro al volo e siamo andati via.

Ci siamo spostati al quartiere di Akumasa. Graniddimo e gremito di gente e locali con alla fine i templi a entrambi i lati.
Abbiamo pranzato al mc ma solo perchè c’era un panino che non avevamo mai provato prima, ovvero con l’avocado.
Subito ci siamo buttati fuori dal mc perchè abbiamo notato dalla finestra che c’era qualcosa di strano per le vie. Infatti siamo usciti e abbiamo notato musica e gente come  fosse un corteo, a ballare e suonare.

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Abbiamo fatto una lunga passeggiata su quelle strada pieni di negozietti di tutti i tipi e ne abbiamo approfittato per qualche souvenir.

Cena vicino l’hotel, in un ristorante famoso per le anguille, oltre alla zuppa di farro e miso. Si trattava di una catena di locali chiamata “yoshimaya”. Il menù preso era molto povero e cosi abbiamo optato per qualche pezzo di sushi in un locale li vicino.
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Il giorno dopo siamo stati al paro Yoyogi, parco famoso per i cosplay (persone vestite come i fumetti che in Giappone sono una vera e proprio arte!)
Pioveva. Abbiamo preso un tipico ombrello giapponese: grande e trasparente. C’erano degli stand dove facevano delle patate molto lunghe, la banana con nutella e le classiche polpette di polpo

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Una volta ripresa la metro siamo arrivati fino a Akiabasha, la zona famosa dell’elettronica e hi-fi cosi siamo entrati in un grosso centro commerciale dove c’erano tutti apparecchi elettronici: telefoni, tablet, pc, reflex e cose così.
Abbiamo pranzato con uno spuntino al Family Markt optando per un riposino in hotel.
La seria abbiamo raggiunto la torre ma purtroppo c’era brutto tempo cosi siamo stati al suo interno nei vari negozietti. c’era un grande negozio tutto interamente dedicato al manga di “One Piece”. DSC_0345
Abbiamo mangiato Udon e siamo stati in un parco che abbiamo scoperto camminando.

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Non è raro trovare per Tokyo, così come per tutto il Giappone, persona vestiti con abiti tradizionali. Questo è un samurai. Ma ho visto anche geishe e lottatori sumo.

Il giorno dopo era quello della partenza.
La mattina abbiamo rifatto i bagagli e ne abbiamo approfittato per un altro giro in città. Volevamo raggiungere la ruota ma c’era brutto tempo e non valeva la pena.
SIamo finiti in una zona un po periferica dove c’era un laghetto.
Ma gia all’ora di pranzo abbiamo ripreso i nostri bagagli e trasferiti in aeroporto per tornare a Roma.

Spero di non essere frainteso in ciò che sto per dire ma penso che Il vero Giappone, quello storico, quello di cui sentiamo parlare sia a Kyoto o Osaka.
Tokyo è una città stupenda, ricca di belle costruzioni, palazzi e grattacieli ma di Giappone ha ben poco, tranne qualche zona ricca di templi, ovviamente.
La prossima volta farò un tour in Giappone dove darò più priorità ad altre città, sicuramente rimanendo qualche giorno in più a Kyoto e Osaka.

E’ stata un po la colonna sonora di quei giorni: [Viaggio al centro del mondo – 883]
(Una canzone che, appunto, parla di Tokyo. Nel video, varie zone della città)

di fonziefo87

Kyoto [24 – 27 Agosto 2015]

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Siamo arrivati a Kyoto da Osaka, con un trenino che ci portava direttamente alla stazione centrale di Kyoto.  Il nostro Hotel Hearton 4* con Wi-Fi e colazione era molto bello e ben curato nei particolari. Siamo arrivati la sera tardi e sotto la pioggia, ma nonostante ciò siamo comunque voluti uscire per una cena giapponese di cui avevamo troppa voglia.
Una nostra amica, che ha vissuto a Kyoto, ci ha consigliato un locale in stile dove facevano buoni  okonomiyaki. Dopo un po di fatica a trovare quel locale sotto la pioggia e con tutti quegli ideogrammi giapponesi, ci siamo riusciti. Ne è senz’altro valsa la pena. Il cibo buonissimo. Abbiamo provato gli okonomyaky insieme a calamari grigliati e una specie di patate. Era tutto davvero strepitoso. Cotto alla piastra che stava al centro del nostro tavolo.
Siamo usciti di li che era molto tardi e la pioggia non accennava a smettere.
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L’indomani mattina abbiamo fatto colazione all’hotel. Era intercontinentale ma c’erano un sacco di cose giapponesi, addirittura le loro insalatine strane, del riso e del sashimi. Insomma. Ci siamo fatti lunghe colazioni.
La nostra prima tappa è stato il palazzo imperiale con i suoi giardini. Grandissimo e maestoso. Abbiamo perso tutta la mattina intanto perché comunque sono molto grandi e sia perché dopo la pioggia della notte prima le temperature si erano alzate e il caldo ci rallentava un po’.
Per entrare dento il palazzo dovevi prenotare gratuitamente la guida che, solo in inglese, ti portava dentro per farti ammirare la bellezza dei vari templi, sale dedicate ai samurai o alle geishe. Non era possibile entrare dentro le varie sale, ma erano comunque aperte e piccole e si poteva vedere tutto anche da fuori. Abbiamo scoperto che la geisha porta abiti di 40kg con 240 colori diversi.
Nell’attesa che si radunasse tutto il nostro gruppo abbiamo preso del the e dei nuddle al bar dei giardini e comprato qualche souvenir per amici e parenti. DSC_0728 DSC_0651 DSC_0656 DSC_0683
Dopo la visita abbiamo continuato a girare per il giardino, il quale non era finito, dall’altre parte per raggiungere l’uscita.
Abbiamo ripreso la metro, direzione templio di Kiyomizu – dera.
Premetto che anche a Kyoto, come già detto per Osaka, il tempo non è bastato. Troppi templi da vedere per solo 2 notti. Ed ogni templio è immenso, non sono tipo chiesette che ti vai a vedere. Ma invece ogni templio all’interno a varie cose da vedere, come rituali di purificazione, i kami ai vari ingressi ecc..
Abbiamo scelto di visitare quel templio, sacrificando gli altri solo per comodità, dal momento che con una metro e un bus lo raggiungevi, o meglio, raggiungevi i piedi della strada in salita che portavano al templio.
In Giappone sono tutti molto gentili e cordiali e infatti ne abbiamo approfittato per farci spiegare bene come raggiungere il posto. In Giappone sia bus che metro si pagano in base alla tratta che fai. La salita era piena di negozietti tipici che purtroppo, quando tornammo erano già praticamente tutti chiusi.
Arrivati al templio, costava 500Y entrare.
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Usciti dal templio la nostra intenzione era raggiungere il quartiere di Gion (storico delle Gheishe!), ma nella strada che abbiamo fatto a piedi per perlustrare al meglio la città, abbiamo visto altri templi e parchi e ci siamo intrufolati per praticamente perderci dento visto l’orario tra gli innumerevoli scatti. DSC_0831 DSC_0854 DSC_0859 DSC_0864
Abbiamo spizzicato qualcosa ad un market e abbiamo provato delle palle di pesce e formaggio. Vabeh, buonissime.
Camminando per Gion abbiamo beccato un ristorante fantastico sempre ovviamente stile giappo. Si entrava senza scarpe dentro un ascensore che ti portava ai vari piani e qui trovavi il ristorante e il tuo tavolo tutti in prive. Non potevi lasciare roba sul tavolo, come cellulare o macchina fotografica perché c’era una specie di seggiolino apposito. E le due pezzette bagnate con cui lavarti le mani  prima di mangiare. Abbiamo ordinato del sushi. Ottimo. Indimenticabile Non regge nessun confronto. Si scioglieva in bocca.

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Abbiamo passeggiato per le varie stradine di Gion fino a finire sulla riva di un fiume ed accorgersi di una cioccolateria con dolcetti strani. Abbiamo preso qualcosa per mangiarla all’aperto in un chioschetto vicino al fiume.

Che dire? Kyoto è stupenda. Ma di più, Kyoto è Giappone. Quello vero. Quello storico. Quello cui tutti immaginiamo.
Io non voglio assolutamente togliere nulla alla bellissima Tokyo. Ma non è il vero Giappone. Troppo cemento, troppa civiltà e industrializzazione. Mentre Kyoto no. Kyoto è bellissima. Respiri la vera aria giapponese.

Come Osaka… Ritorneremo!

di fonziefo87

Una giornata a Osaka [24 Agosto 2015]

1€ = 135 Yen
osaka Fuso Orario: +8h

Troppo poco tempo per Osaka. Nemmeno un assaggio. Giusto una toccata e Fuga per una città che minimo merita 2 notti.
E’ successo che eravamo di passaggio. Da Kuala Lumpur dovevamo andare a Kyoto e l’aeroporto di Kyoto è a Osaka. Così ne abbiamo comunque voluto approfittare per fare un giro al centro visto che siamo arrivati la mattina. Poi, infatti la sera abbiamo preso il trenino per Kyoto.

Siamo partiti da Kuala Lumpur con AirAsia, una compagnia asiatica low cost che ci ha sorpreso quando ad efficienza e comodità a prezzi di Low cost.
Dall’aeroporto con una navetta abbiamo raggiunto facilmente il centro città e arrivati in stazione abbiamo trovato un centro info con una ragazza davvero gentile che ci ha spiegato ogni cosa sulla città

In realtà ci sorprese la gentilezza dei giapponesi. Tutti molto disponibili. Addirittura se ti vedevano in difficoltà per raggiungere i vari posti erano loro che ti si avvicinavano per aiutarti.  Mi è sembrato un popolo cortese e cordiale.

Ricordo che siamo rimasti un sacco di tempo in fila per il controllo passaporti per entrare in Giappone. Una roba tipo 2,2:30h.
Dopo una colazione molto “fast” da Starbucks abbiamo avuto solo il tempo per vedere lo Skybulding, ovvero un grattacielo che padroneggia su tutta la bellissima città e il castello.
Quest’ultimo si trova sulla cima di un immenso parco molto curato com’è solito per i giardini giapponesi.

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Dopo aver visto, e purtroppo per problemi di orario solo da fuori, il castello, siamo tornati indietro per riprendere il trenino: direzione Kyoto!!

Torneremo.

di fonziefo87

Kuala Lumpur [20 – 24 Agosto 2015]

1€ = 4,8 MIR     ImmagineKL
Fuso orario: +6h

Siamo partiti da Roma alle 22:30 e alle 5:30 siamo arrivati a Doha, in Qatar per lo scalo per poi ripartire da lì per le 8 e arrivare a Kuala Lumpur circa le 21:30

Le ore del volo sono scivolate vie veloci. Preso dalle novità di un intercontinentale, aerei grandi e spaziosi, sebbene in economy. Ogni sedile col suo pc di bordo con una lista non indifferente di vari film, musica o giochi, ovviamente con il tuo auricolare dato dalla compagnia. Nel sederti trovavi un set composto da, oltre le cuffie, coperta, mascherina, tappi calze per piedi. Infatti ci siamo tolti le scarpe per stare più comodi. C’era una porta USB per collegare e caricare i vari device. Sulla prima tratta non abbiamo dormito, probabilmente per le novità e curiosità. Infatti abbiamo perso tanto tempo a smanettare nel vari film. Ma nella seconda, dopo praticamente una notte in bianco abbiamo dormito di filato praticamente. Compreso nel biglietto c’era il pasto sia la cena che pranzo e colazione e poi spesso le hostess e gli stuart passavano col carrellino delle bevande, alcoliche e non.

Il fuso orario è di 6H+ e quando siamo arrivati era già sera. Dall’aeroporto, il KLIA, abbiamo preso una specie di trenino/navetta che ci collegava con una stazione metro “Bandar” e da li, la M4 ci portava direttamente a Sultan Ismael, la metro del nostro hotel.

Hotel Citrus, 4*. Wifi, colazione, camera al 10° piano con vista sulle Petronas, l’accesso alla lounge dove potevi prendere da bere e mangiare ciò che c’era. Ma ci ha deluso quanto in arredamenti vecchi che sembravano sporchi. La cucina e la sala della colazione non sembrava il massimo dell’igene. E soprattutto la zona dell’hotel.. piena di fogne e grossi topi, più grandi dei gatti praticamente.  Della camera in sé, tutto sommato non possiamo lamentarci. C’era pure la piscina, ma un po’ perché non ci siamo fidati e un po’ (soprattutto) perché abbiamo fatto tante cose da non stare mai in hotel, non ci siamo mai andati.

La metro, intanto s’erano fatte oltre la mezzanotte, era già chiusa e infatti abbiamo dovuto fare una corsa per prendere l’ultima. Così quella sera abbiamo avuto poche alternative al rimanere in hotel e riposare. E nonostante avessimo dormito in aereo, la stanchezza c’era e il sonno non ha tardato certo a venire.

L’indomani siamo scesi al piano della reception per la colazione ma non ne siamo rimasti molto entusiasti. La roba da mangiare c’era ed era  pure una colazione intercontinentale.. però non era niente di che. Siamo poi passati in lounge per fare dei toast e per prendere dell’acqua da portare con noi lungo la giornata.

Abbiamo passato la mattinata al Lake Gardens. DSC_0001 DSC_0010
E’ un parco immenso che si trova al centro, dove all’interno vi sono varie attrazioni come il parco degli uccelli, il museo nazionale, il museo d’arte islamica e il planetario. In realtà abbiamo avuto difficoltà per arrivarci. E abbiamo dovuto camminare molto per trovare un passaggio pedonale fino all’entrata.
Sulla strada per raggiungere il birdpark c’erano varie persone che ci chiedevano se volevamo partecipare ad un intervista contro l’omofobia ma non abbiamo capito come mai volessero i documenti. Non era proprio il caso di partecipare vista la chiusura mentale di quei posti islamici.DSC_0068 DSC_0105 DSC_0125 DSC_0127 DSC_0131 DSC_0136 DSC_0159 DSC_0188 DSC_0206 DSC_0252 DSC_0261

Il caldo era a tratta insopportabile per l’eccessivo tasso di umidità, così siamo entrati al museo astronomico. L’entrata era gratis e soprattutto ne abbiamo approfittato per il bagno e prendere un po’ di fresco. Era soprattutto un museo per i bambini.

Arrivati all’ingresso del Birdpark era praticamente ora di pranzo. Così prima di entrare abbiamo fatto una sosta lì all’entrata per mangiare i toast che portavamo in zaino dalla mattina e un succo di fragola preso a dei distributori li vicino. L’ingresso al parco era di 50RM.

E’ immenso, con una grande varietà di uccelli, alberi, fontane da raggiungere tutte con una mappa data al momento dell’acquisto del biglietto. All’ingresso del parco c’erano di distributori che con pochi RM ti davano la possibilità di prendere del cibo da dare ai pesci. Alcuni uccelli, i più pericolosi erano chiusi in grandissime gabbie. Le scimmie, invece, circolavano per strada allo stesso modo di come in Italia, spesso vedi circolare gatti.
Il grande giardino era pieno di laghi con i fiori di loto.
Siamo entrati al museo di arte islamica ma in realtà non abbiamo capito se si doveva pagare un biglietto perché c’era il banco accoglienza ma nessuno ci ha detto nulla mentre entravamo nelle sale né ci hanno chiesto biglietti.

Era già sera e siamo andati a vedere il simbolo della Malysia, che si travava alla fine di un parco, su un altezza ma purtroppo era già chiuso l’edificio ospitante così abbiamo solo potuto vedere da fuori le sbarre la statua. Però siamo stati fortunati perché, senza saperlo, a un certo punto abbiamo sentito lo scoppiare di fuochi d’artificio e, a quell’altezza eravamo in un punto perfetto per vederli.

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Tornati in centro abbiamo visto Merdeka Square, la grande piazza al centro di Kuala Lumpur piena di fontane e giochi d’acqua.

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Siamo finiti a cenare al Sanestha, un ottimo ristornate indiano che si trovava nei pressi di China Town, quartiere che abbiamo visto di sfuggito perché stava già chiudendo.
Invece purtroppo, India Town, dove siamo stati dopo cena era già chiuso e abbiamo potuto guardare solo delle porte che circondavano il quartiere.

Era tardi. Probabilmente oltre l’una. La metro era chiusa, anzi, per fortuna abbiamo potuto prenderla solo per una tratta e poi da li abbiamo fatto un bel pezzo tra le strade di Kuala Lumpur per raggiungere l’hotel

Il giorno dopo, dopo una colazione in hotel che in realtà era diversa da quella del giorno prima e i soliti toast in lounge dell’hotel, siamo usciti. Direzione Batu Caves

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E’ la zona dei templi induisti a Kuala Lumpur.
Raggiunta prima con la metro e poi con una specie di trenino regionale. Una zona ricca di moschee e templi. Il nome Batu deriva dal fiume che si trova li vicino. Insomma è un sito religioso di primaria importanza in quella zona.

Il principale tempio induista con al centro un quadro raffigurante la divinità Visnù si trovava sopra circa 400 scalini che pian piano, sotto il caldo malese delle 2 abbiamo fatto con qualche sosta e sorso d’acqua.
Ma ne valeva la pena. La grotta era fresca e si respirava proprio un aria di immensa spiritualità. Piena di scimmie che gironzolavano per tutta la caverna.
Abbiamo passato li tutta la mattinata mangiando li un toast al volo.
Personalmente mi sono concesso anche un giro al rettilario che c’era.  Diversi esemplari di rettili e serpenti, come il famoso quanto pericoloso e bello Mamba Nero o il terribile Cobra della Malesia.
Di ritorno alla Metro siamo andati in zona della torre centrale di Kuala Lumpur ma non ce l’abbiamo fatto perché probabilmente abbiamo sbagliato la stazione di arrivo e girando e camminando torno torno la torre non riuscivamo a raggiungerla probabilmente perché i passaggi pedonali erano dall’altro lato e quindi dall’altra metro. Nel frattempo s’era fatto tardi perché da casa avevamo prenotato la visita alle Torri Petronas, ovvero le torri più alte del mondo, dopo il crollo delle Torri Gemelli di New York.
Prima delle Petronas, abbiamo fatto un salto al Central Market che più o meno sembrava il Grande Bazar di Istanbul, più o meno in quello stile, magari più ordinato ma anche perché più piccolo.
Siamo andati alle Petronas per assicurarci che fosse tutto apposto con la prenotazione e abbiamo ingannato l’attesa da starbucks con uno dei tanti frappuccini.

La vista da la su era bellissima. Ci hanno riuniti in un gruppo. Portati prima al 41° piano sul ponte che le collega e poi all’86°. Scesi giù abbiamo preso qualcosa allo shop.

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Siamo usciti da li tardi e tutti i locali già stavano chiudendo. Abbiamo un po cercato un malesiano ma molti erano da strada e abbiamo voluto evitare visto il posto non troppo igenico.
Abbiamo optato per una cena veloce al 7eleven con una zuppa e del pane con patate.

Finisce così la nostra avventura malese. Il giorno dopo siamo partiti per Osaka.

di fonziefo87

Monaco [30Luglio – 2Agosto 2015]

Un altro incendio al terminal 3 di Fiumicino la notte prima demdblla partenza, un black out quel giorno stesso… ovvero 2 ore di ritardo. Comunque siamo arrivati circa x le 19 a Monaco. Il terminal Lufthansa è bellissimo e pulito. Con distributori di bevande gratis. Come non approfittarne, mi chiedo.20150730_175347
Lasciati l’aeroporto ci siamo diretti verso il trenino, la Shban che ci portava ad una stazione della Metro (Uhban) che direttamente ci portava nella zona del nostro hotel. Abbiamo fatto la Monaco Card e con 55 euro avevamo i mezzi illimitati in tutta la zona di Monaco e periferia e sconti ai musei x tutti e 3 giorni, oltre ovviamente all’aeroporto compreso.
Il nostro Hotel Vitalis sta su Barbarastrasse, e la colazione all you can eat a buffet era buonissima, sopratutto per i vari formaggi. 4* con wi-fi.
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Posate le valigie siamo subito usciti per una perlustrazione notturna e abbiamo scoperto di avere 2 tram, il 12 e il 53 che puntualissimi ci portavano alla M. i mezzi in Germania si sa, spaccano il minuto. Idem le metro. Con tanto di timetable sia per i bus che tram che metro. E’ tutto così perfetto! Raggiungiamo il centro Marianplatz, ovvero la piazza centrale dedicata alla Madonna dove ci sta la Rathaus, il municipio. DSC_0008 DSC_0018A me ricorda tanto StephanPlatz di Vienna.
Ma non so esattamente perchè. Forse perchè Monaco mi ha dato l’idea di essere una Germania austriaca. Forse le piazze e strade larghe ma per ammirare le casette tipiche tedesche dovevi allontanarti. Ma non certo invece per mangiare pretzel, salsicce e bere buona birra tedesca. E infatti, quella sera andò così. Dietro la Marianplatz ci stanno vari locali all’aperto con buon cibo tedesco e abbiamo deciso di fermarci a mangiare qualcosa. 20150730_221027 20150730_221708

Il giorno dopo con i mezzi siamo arrivati alla Residenza di Monaco. Il palazzo reale con 130 stanze visitabili + giardini dei vecchi sovrani Wittelsbach. Gioielli, roba in cristallo, varie stanze, insomma, se n’è andata l’intera mattina. In poco ci siamo trovati li fuori con i buchi della fame così ne abbiamo profittato per prendere un croissant salata, una cheescacke e birra, ovviamente! 20150731_150649

Abbiamo passato il pomeriggio nel Giardino Inglese. Relax, natura, laghi, biciclette, canoe, papere e finanche una puntata di 2 Broke Girls dal tablet (pensa te!).
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Nella strada per raggiungerlo, in una piazza vi era uno spettacolo di Break Dance e ci siamo fermati un po sorseggiando.. questa volta un succo di frutta al mango, non una birra 😉
Abbiamo inoltre visitato una parte di giardino che era invece in stile cinese ma da tutt’altra parte rispetto quello inglese. C’erano vari chioschi dove poter mangiare e bere e ho preso un boccale da 1L di birra, ma non per la birra in sè ma solo per avere il boccalone che è bellissimo
Senza però considerare prima che  ne abbiamo trovati altri da poter prendere. In una parte di parco c’era una cascata dove c’era gente che surfava

Dopo una doccia e pausa in hotel, abbiamo passato la sera a Virtual Markt. è una zona dietro la Marienplatz dove di giorno fanno il mercato e ci son o un sacco di chioschi sia di cose tipiche del posto ma anche in stil birrerie o ristorantini ma, dato l’orario era praticamente tutto chiuso. Abbiamo pensato di cenare in hotel con dei sandwich al formaggio e salame vegano

Il giorno dopo eravamo indecisi se andare al castello ispirato alle favole Disney che si trova in un paese distante circa 1h da Monaco. Ma alla fine abbiamo optato per dedicare un’altra giornata alla bella Monaco; sia perchè la merita e sia perchè la nostra Monaco Card non copriva quella zona.

Siamo finiti al Lebanchaus, un museo dove vi sono alcuni dei capolavori di Kandisky e Franz Marc oltre a un piano dedicato all’arte moderna.. In realtà siamo andati sopratutto per Kandisky, ma di K c’era davvero ben poco.
Dopo abbiamo raggiunto il centro per una passeggiata tra le varie strade e piazze. Karlsplatz, davvero bella con una la sua fontana e da lontano, DSC_0151dopo la via dello shopping, si vedeva un castelletto che però era sotto ristrutturazione.20150801_161436
Ci siamo fermati in un cinese all you can eat con piatti vietnamiti per prendere una “Pho Soup”.

Passeggiando siamo arrivati fino al fiume di Monaco e abbiamo cenato li dietro in un locale chiamato Wirster In De Au per un ottima cucina baverese e tanta dark beer.
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Il giorno dopo abbiamo dovuto far le valigie per il ritorno.

Monaco è la città della Germania + bella, almeno tra quelle viste fin’ora. Ci vivrei ad occhi chiusi. Grande, pulita, efficiente, viva e movimentata. Insomma non gli manca nulla.
Penso che 2 giorni siano davvero pochi infatti molte cose non le abbiamo viste. Quindi appena possibile ci tornerò senz’altro.

di fonziefo87